Contatore visite

p. Delaroche A.M. - canonici regolari

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

lettere Gréa



St. Antoine 16 ottobre 1899
Carissimo rev. Padre,
vi incarico di portare a Roma i nostri giovani studenti e Religiosi e di affidarli all’indulgente e amorevole accoglienza di S.Em. il Cardinal Vicario e delle autorità universitarie alle quali affido la loro formazione per il periodo di permanenza nella Città eterna.
Sono felice di vedere che si dissetano alle chiare sorgenti della pura Dottrina Cattolica e alle sante disposizioni di S.S. Leone XIII, e nutrirsi della divina scienza dell’inestinguibile fonte del grande dottore S. Tommaso.
Sono felice inoltre, Rev. Padre dom M. A. Delaroche, maestro dei Novizi, di conformarmi così allo spirito e alla lettera delle prescrizioni del Pontefice Benedetto XII, il quale, nei suoi scritti sulla riforma dei Canonici Regolari, raccomanda di inviare un certo numero di studenti alle nobili scuole cattoliche.
Vi saluto affettuosamente nel Signore Nostro.

***********************************************

28 marzo 1905
Carissimo figlio,
tanti saluti di ben venuto in queste nuovi luoghi del nostro umile Istituto. Qui, nulla di nuovo. Stiamo in attesa dell’arrivo di dom Roux, e forse di un postulante inglese. Il caro dom François ha bisogno di molto riposo e quindi non può iniziare la teologia dogmatica; nel frattempo i miei ragazzi si limitano allo studio della morale con dom Théodore; spero di superare la difficoltà per recuperare al più presto dom François. A Roma il povero dom Stan. Chuard ha ripreso a sputare sangue, ed è obbligato a starsene immobile più o meno a lungo. I medici desiderano che lasci Roma per Cannes; si vedrà. A Roma è ritornato dom Paul Benoît e ho loro inviato anche il bravo fr. Pietro. Forse vi andrò il prossimo inverno. È un’autentica infermeria, e dom Moquet è da ammirare per la sua carità; dom Jean, dom François e ora anche dom Stan. Chuard e dom Eugène che sta spegnendosi lentamente.
Siano rese grazie a Dio. Siate sempre nella gioia per tutto quello che la divina volontà compie, vuole o permette.
Qui con noi ci sono dei bravi ragazzi italiani; ma ci vorrà ancora del tempo perché possano essere inseriti nell’attività! Il tempo appartiene a Dio che vuole che con pazienza si attenda il giorno della raccolta.
Saluti e paterne benedizioni

**********************************************

Andora Stazione (Genova) 25 settembre 1905
Carissimo figlio,
stiamo per lasciare la Francia! A voi e ai vostri cari confratelli porgo i più cordiali saluti. La Vergine Santissima, Regina degli Angeli, invii l’Arcangelo Raffaele e gli Angeli custodi delle regioni dove state per andare a svolgere apostolato, perché protegga le vostre anime e corpi, preservando le une dalle tristezze e i dolori e gli altri dalle malattie e dalle fatiche dovute al grande lavoro del vostro faticoso e lontano peregrinare!
Qui tutto procede per il meglio. S.Ecc. Abbati ha ordinato un nostro diacono e altri quattro accoliti. I nostri tre piccoli postulanti fanno ben sperare. (S.Ecc. Abbati è un prelato molto intelligenza e approva il nostro operare).
(confidenziale) ho mandato a Lus dom Cecilius, poiché lo desiderava molto; sono in attesa che dom J. Baptiste mi metta al corrente del suo viaggio da tempo fissato, in modo da prendere contatti con il vescovo di Nice  e quello di St. Claude per domThéophile. Dom Paulin va volentieri a Mannens. Sta facendo il ritiro. Ho chiesto a dom Marce Antoine che sta a Roma di mandarci dom Eusèbe, diacono, che andrà a St. Claude.
Tutti questi cambiamenti verranno effettuati una volta partito dom Cecilius, in modo da evitare ogni sorpresa. Mi auguro che con dom Ignace non ci siano sorprese. Non so ancora che fare con dom Georges Tilliez. Per il momento andrà al mare, come gli è stato ordinato dal medico. In seguito forse sarò costretto a mandarlo in famiglia e lì in attesa del ritorno di dom Raux e della decisione del vescovo d’Arras.
Addio, addio in Gesù e Maria caro figlio che con profondo affetto saluto.

[p.s. difficile da interpretare] Ritorno su quanto ho già detto riguardo ai crediti di ….;  Dom Jérome mi dice che al tasso del 6½ è da preferirsi quello fisso e che non possono essere considerati tassi da usurai.

***********************************************

Dinant Leffe (Belgio) 17 ottobre 1905

Carissimi figli, fratelli e padri prediletti,
 dall’abbazia di Leffe, dove mi trovo per un corso di esercizi agli esuli di Frigolet, vi porgo sentiti saluti di ben arrivati nella terra che Dio ha scelto per voi. Scrivendo questa lettera che riceverete al vostro arrivo nella patria del nuovo apostolato, vi immagino sul vasto oceano che vi conduce verso lidi lontani. Accettando rinunce e distacchi, avete lasciato, per volere divino, la patria con i suoi affetti, ricordi e agi; ma vi resta Gesù, tesoro inestimabile, che in cambio di beni temporali dona inestimabili ricchezze eterne, e che con la dolcezza e gli affetti del suo cuore supera le gioie e gli affetti di quaggiù.
La beata Vergine Maria, nostra Madre, vi sostenga e vi prenda per mano, come una madre fa con il proprio piccolo bambino. Quindi fiducia, e con santa, divina carità che tutto vince rimanete strettamente uniti nel sacrificio.

p.s.: non mi è stato possibile far partire dom Georges Flieg per il Canada; non c’era più posto sulla nave. Cercherò un’altra soluzione, ma, la stagione è ormai inoltrata, e dovrà trascorrere il prossimo inverno in Europa. Pregate per questo caro ammalato perché non lavori troppo di fantasia.

Carissimo padre superiore (cioè carissimo dom Marie Augustin)
Prendetevi cura della vostra salute, tanto preziosa per tutti, e così necessaria per l’importante opera a cui Dio vi ha chiamato per la sua gloria e l’ampliamento del suo Regno. Sono veramente contento che abbiate fatto un buon viaggio!
In Europa non ci sono grande novità. Ad Andora tutto procede come al solito. Dom François arriverà per la festa di Tutti i Santi, mentre dom Paul Benoît andrà a Roma. I suoi giovani postulanti italiani per il momento ci danno grande soddisfazione e fr. Isidoro sembra aver superato il momento di panico che l’aveva assalito.
Dom Théophile è stato ricevuto con molto affetto dal vescovo di Nice. Mi dispiace molto che dom Eusèbe debba interrompere i suoi studi. Mi auguro che non ne soffra troppo e possa nel frattempo soddisfare al suo dovere militare.  Al mio ritorno dal Belgio lo manderò a …… per dargli le direttive che gli serviranno per ben trascorrere quest’anno o il seguente.
Nulla per il momento è stato deciso quanto alla vendita di St. Antoine. Qualora dovessimo un giorno ritornarvi, potremmo così comperare di nuovo tutto il complesso a poco prezzo, e quanto alle annessi, a Dio piacendo, potremmo di nuovo venire in possesso di un parte dell’ampio perimetro degli antichi Antonini, anche senza il vecchio giardino.
Forse in extremis mi deciderò di rivolgermi al signor Mabert d’Hicrès(?) ma servirà? Dovremo in seguito pagare a prezzo maggiorato quegli stabili che ora valgono di meno?
Tutto procede bene a Lus e in Svizzera.
Addio, caro Padre, vi porto nel mio cuore.

***********************************************

Andora Stazione in vigilia St. Martini 1905

Carissimo figlio e padre, carissimi figli,
le vostre lettere mi sono state di grande consolazione e gioia. Mi auguro che in questo momento siate arrivati in Perù. Qui tutto procede come al solito. Dieci giorni fa sono ritornato dal viaggio in Belgio; a Parigi ho incontrato i nostri padri, che stanno tutti bene e ogni giorno lavorano in attesa di nuovi sviluppi. Ho incontrato Sua Eminenza, pienamente abbandonato al Divino Volere. Dio abbia pietà della Francia. Dom Madelaine è stato molto gentile e palesemente commosso ha chiesto vostre notizie. Ho incontrato il vescovo di Arras, che vuol affidare a dom François, quando verso Pasqua farà ritorno ad Arras, un’importate parrocchia dove troverà numerosi postulanti della diocesi, decisi a seguirlo. In seguito verranno ad Andora per l’anno di noviziato. Cosa certamente saggia. Dom F.J. Raux sta per ritornare in Francia; dopo un breve soggiorno ad Arras verrà ad arricchirci con le sue naturali e soprannaturali conoscenze e la sua presenza tra noi per sei mesi sarà una grande grazia per i nostri giovani. In Svizzera dom Henri Kessler è molto preoccupato. Per un’infiammazione all’intestino grasso è stato prontamente operato da un esperto chirurgo di Fribourg che, per un miracolo della Santa Vergine, ha potuto lasciare la sua clinica; è stato operato il 5 ottobre. Oltre ad un preoccupante stato di debolezza si possono avere anche altre non semplici conseguenze. Lo si deve ammirare per la pazienza e la forza nel sopportare grandi sofferenze. In questo mondo solo un santo può affrontare così serenamente la morte. Con noi continuamente pregano anche tutte le parrocchie di Torny. A Roma dom Stanislas Chuard ha ripreso a vomitare sangue; è condannato a restare immobile su di un letto, e quando le condizioni lo permetteranno il medico desidera che venga trasportato a Cannes. Per il momento la tubercolosi sembra scongiurata. Da ieri è con noi p. Jean Chenaux che è molto ammalato e il medico chiede che sia mandato in Svizzera per un anno. Lo invierò a dom Duval, non appena dom Aloys F. non potrà più occuparsene. Voglia Dio conservarci questo santo giovane, che tanto somiglia a dom Paul Bergeron. Dom Louis e dom Cecilius sembra che vadano bene; non ho notizie riguardo a dom Desiré che ha preso una bronchite. A Châtel-Montagne siamo nello statu quo. Dom Agnès è sereno. Alla Bocca, dove ho fatto una sosta, tornando dal Belgio, dom Theophile è stato accolto molto bene dal vescovo di Nice, che ha impartito la confermazione a 70 ragazzi ed è molto contento per quello che si fa. Questo è quanto. C’è solo da aggiungere l’ammissione di due piccoli-fratelli italiani. Provo molta compassione per le difficoltà di dom Moquet in infermeria. Preghiamo. Fr…… si prodiga al meglio come infermiere, fr……. Fr. Desiré, dom Hugues, dom Paul Benoît, come anche fr. Luigi e Pietro stanno bene. Fr. Alfonse è tornato dalla Francia con dubbi sulla sua vocazione, ma sta riprendendosi, per lui e per questa casa preghiamo. Aggiungo notizie sulla mia famiglia terrena. Mia cognata è rimasta paralizzata a seguito di un ulteriore attacco e si trova in uno stato di totale incoscienza. Mio fratello nella sua vecchiaia deve sopportare molte croci.
Addio. Vi benedico con grande affetto.


p.s.: Il rev. p. Kieffer viene il 14 per un ritiro; dietro suo suggerimento ho scritto al nipote che si trova a Lima e che può essere utile. Il parroco di Rollo è caduto da un albero di fighi da un’altezza di 10 metri su delle rocce mentre stava raccogliendo fighi. Per la brutta caduta ha subito un trauma al braccio sinistro. Chissà se potrà celebrare messa. Nel frattempo il servizievole dom Théodore lo sostituisce nelle diverse attività. Ne ho fatto parola al vescovato di Albenga. Mi hanno risposto che provvederanno. Ma poiché vanno molto a rilento credo che bisognerà ritornare alla carica. Forse vi affideranno questa parrocchia. Che sia fatta la volontà di Dio. Penso che, perché si possa disporre di un numero adeguato di braccia per dirigere e disciplinare la parrocchia, sarebbe bene far rientrare dom Adrien(?) dal Canada, che conosce l’italiano, avendolo studiato con passione per tre anni, ma impedendogli di prendere iniziative senza il nostro permesso.

*********************************************

Andora Stazione 11 dicembre 1905

Carissimo figlio, fratello e padre,
abbiamo molto apprezzato il vostro resoconto sul Cile. A presto nuove da Lima e da Champagne. Qui nulla di veramente nuovo. Ieri fr. Boniface con dispensa della Sacra Congregazione: 1°. di tre anni di voti, e 2° di un anno di teologia, può essere ordinato suddiacono extra tempora. Si è scelta questa procedura spinti dalle circostanze. Infatti in Alsazia i suoi genitori venivano ricattati; e quanto a lui è bene che, pur non avendo nulla da temere perché in regola, si presenti all’autorità tedesca per evitare d’ora in poi altre noie. Dal Canada dom Paul ci parla delle sue difficoltà e chiede rinforzi che non so dove reperire. Dom Brenier e dom Jean lavorano molto nelle nuove sedi distaccate che vanno rapidamente sorgendo. Dom Martin Kessler dovrà presto andare a…….. Dom Tarcise in Ungheria è solo con un socius indigeno. Dom Laurent è solo. E ancora a Nominingue dom Charle Bertin alla Minerve ha solo un fratello converso. Dom Victor è solo con un chierico. E alla Macasse(?)  si sta cercando una casa, ecc…aveva ragione il cardinal Langevin quando suggeriva ai padri Bianchi di non prendere nuove missioni o attività se non si dispone di tre religiosi. È bene lasciare ad altri quei luoghi che, pur vantaggiosi, non possiamo occupare senza disperderci. Se è Dio a chiamarci in qualche luogo, saprà bene indicarci la strada, come è stato per St. Leon. Caro e sincero padre, finalmente a Parigi i nostri padri esercitano un ministero ben preciso e soprattutto apostolico e canonico a St. Ouen nella parrocchia d’Apaches. Passando per Parigi chiederò di essere ricevuto dal cardinale. Sapendo di non essere ricevuto, dato che era un giorno di riposo, mi sono rivolto alla Santa Vergine perché mi concedesse questa grazia. Fui immediatamente ricevuto, e trattenuto molto affabilmente. Gli parlai dei nostri padri. Quando il Cardinale seppe che non esercitavano più il ministero nella chiesa di Mn. Fontanie e che non avevano confessionale, si commosse e promise di fare tutto il possibile nonostante la forte opposizione da parte della sua amministrazione. Digitus Dei et Mariæ est hic. Si sono trasferiti colà da otto giorni e appena riceverò loro nuove ve le trasmetterò.
Non resta che sperare e pregare affinché, dopo persecuzioni e martiri come in passato, si possa nella nostra Francia ritornare di nuovo allo spirito dei primi chierici, che da un paganesimo imperante sono stati capaci di far nascere una società cristiana. Il contesto del paganesimo contemporaneo richiede le stesse virtù, lo stesso apostolato, gli stessi mezzi soprannaturalmente efficaci. Solo un clero santificato può essere santificante: un clero formato fin dalla fanciullezza per mezzo dei ministeri sacri degli ordini minori. Clero che così cresce, e raggiunge, attraverso questo esercizio, una educazione graduale e profonda, molto più efficiente del breve e momentaneo soggiorno in un seminario (dove come stabilito dal Concilio di Trento si dovrebbe fin dalla fanciullezza raggiungere questa progressiva e profonda iniziazione).
Addio. Vi benedico con grande affetto. Amatissimi fratelli.

p.s.: a Parigi Dio ha benedetto l’incontro con il Cardinale. Si è meravigliato nel saper che i nostri religiosi sono senza un ministero stabile, senza un confessionale ed estromessi dalla Cappella di Mn. Fontanie. Ora si trovano a St. Ouen, vicari effettivi di un eccellente parroco, con giurisdizione su due chiese, che ha loro affidato la cura di ragazzi (da preparare alla recita dell’Ufficio e ai sacramenti), ecc…. apprezza il nostro modo di vivere. Dio sia benedetto! Digitus Mariæ est hic. Ora il Priore vive con un altro confratello. A Roma, nulla di nuovo, e dom Eugène continua nella sua lenta e santa preparazione alla morte. Sono sempre più preoccupato per Lus la Croix Haute. Il decesso del vescovo di Valences, e la legge di separazione mi costringono ad un periodo di attesa per interventi sempre più urgenti dovuti alle circostanze di cui siete al corrente.
Addio, carissimo figlio e fratello, che affettuosamente saluto e benedico insieme ai confratelli d’apostolato.

******************************************

25 dicembre 1905

Carissimo figlio,
la solennità di Gesù Bambino ci trova uniti nella preghiera. Aspettiamo con gioia la vostra venuta per essere messi al corrente delle vostre impressioni e del vostro arrivo nei luoghi a voi assegnati per la missione. Grazie dei preziosi particolari del vostro ‘giornale’; oggi abbiamo letto quanto accaduto fino al 19 novembre. Dopodomani dovreste essere a Lima. Che Dio vi conceda molte vocazioni! Dovunque: messis multa, operarri pauci. Qui nulla di nuovo. Proveniente dagli pseudo-Benedettini ritualisti e molto austeri è venuto da noi un simpatico e cattolico postulante inglese, portato da un altro convertito che è a St. Sulpice da un anno. Dom Jean è in Svizzera per respirare aria natia. Dom A. Kessler ancora convalescente dopo una grave operazione è seguito con straordinaria premura dalla popolazione; dom François vive qui un periodo di assoluto riposo. Dom Georges Flieg sta molto meglio e dà un corso di filosofia molto utile; gli scolari lo preferiscono anche per la chiarezza a dom Paul Benoît, pur molto competente. Vegreville, come anche Bonne Madone chiedono aiuti. Che fare? Ho scritto a dom Benoît, dicendo che, nell’impossibilità di aprire nuovi centri, dobbiamo limitarci ai luoghi in cui operiamo, anche se parrocchie vicine di cui ci viene affidata la conduzione potrebbero presentare qualche vantaggio. A Dio piacendo, le prenderemo in seguito, come è avvenuto per St. Leon. Il caro padre aspetta sempre nuovi aiuti dall’Europa, ma non ci è possibile venire incontro alle sue attese. C’è bisogno di pazienza e formazione di indigeni. Dom Antonin ha fatto su nostro suggerimento un proficuo ritiro di 30 gironi presso i Gesuiti. Si sarà veramente convertito? Si vedrà se mandarlo a Nominingue o farlo venire qui. Il convalescente per motivi spirituali deve rimanere in una casa ben organizzata, ma senza troppo lavoro. Non può andare a N.D. de Lande. Quindi rimane Nominingue e Andora. Il vescovo di St. Boniface, che lo ha seguito con grande affabilità, lo vorrebbe a Nominingue. Potrebbe dare delle lezioni, fare degli studi, ecc….sarebbe una buona soluzione. In un piccolo priorato si sentirebbe sperduto, soprattutto in Canada dove sfortunatamente… (manca una parte della lettera).

***********************************************

Andora Stazione 17 febbraio 1906

Carissimo padre, fratello e figlio
In questa festa di St. Antoine, mi unisco cordialmente a voi nel ricordo del passato e fiduciosi verso il futuro. Domani entrerò nel mio 79 anno di vita: aiutatemi a viverlo nell’amore, nelle fiducia e nella penitenza. Aspettiamo con ansia che ci comunichiate, dopo le faticose tappe del viaggio lungo il continente, il vostro arrivo a Chachapoyas. Dio ha benedetto il vostro viaggio e ha fatto sì che a Lima vi venissero in aiuto dei governanti, che capiscono e apprezzano l’apostolato cattolico. A Chachapoyas sorgeranno nuove difficoltà. Dio e i vostri paterni consigli armino i nostri padri di una grande pazienza e diano loro la capacità di saper anche per anni, se necessario, attendere il risultato del loro lavoro nel compimento della volontà di Dio senza lasciarsi abbattere dagli insuccessi, dagli ostacoli, anche fino alla morte, se questa è la volontà di Dio, e giungere così, nella perseveranza, alla vittoria, facendo propri i ritardi stabiliti da Dio.
Qui nulla di nuovo. Dom François Joseph ci edifica con il suo esempio; fr. Hyasinthe sta facendo il ritiro in vista della sua professione nella festa della conversione di S. Paolo; è una brava persona e speriamo che la grazia di Dio abbia la meglio sulle sue incertezze e titubanze naturali!
Sempre più persone frequentano la nostra basilica. Senza dubbio troppo piccola. Auguriamoci che Dio ispiri qualche nuova persona generosa!  Con l’arrivo di altri sette italiani, i piccoli-fratelli ora sono 10. Penso che Dio stia dando vita ad un futuro gruppo di vita canonicale italiano, che a suo tempo sostituirà a quello francese.
Ci sarà dato far ritorno a St. Antoine? Dio lo sa; il vostro esimio fratello è ormai l’unico appaltatore dell’immobile. Appena possibile vedrò di incontrarlo a Lyon. L’affitto di qualche parte del giardino sarebbe una buona cosa, poiché godiamo ancora di una rendita annuale. Sarà possibile? ...
In Francia tutto è fermo, poiché si è in attesa con grande irrequietezza del pronunciamento del Sommo Pontefice, che è in attesa dello statuto amministrativo della deprecabile legge.
Noi non siamo per il momento nelle condizioni di risolvere la spinosa faccenda di Lus-la-Croix-Haute. Che ne sarà di St. Claude? Il vescovo di St. Claude insiste per un nostro ritorno in cattedrale con la consegna della parrocchia da parte del bravo parroco Monnier. A Parigi i padri sono molto impegnati nella parrocchia di St. Ouen, dove il parroco condivide il loro operare e desidera affidar loro sia il servizio liturgico che la delicata formazione cristiana e parrocchiale degli oratori e dei giovani.
Ci sono due chiese: quella antica (un bel monumento) più piccola dove si dà da fare dom Thomas, e quella nuova molto ampia dove lavora dom Hyppolithe. Il santo Cardinale fa il tutto per offrir loro del lavoro. Dal Canada giungono sempre nuove richieste di personale. Penso di inviar loro dom Boniface e dom Michel. Basteranno? Ho scritto al caro dom Benoît di non procedere a nuovi insediamenti e di abbandonare anche quelli in progetto (Lammenet)anche se vantaggiosi, finché non sarà possibile collocarvi tre religiosi. Lasciamoli ai secolari! Se Dio vorrà li prenderemo in seguito.
(riservato: dom Antonin dopo il ritiro di 30 giorni vissuto con fervore si è ripreso molto bene e deve andare a Nominingue. Dom Claude ha scelto la secolarizzazione. Dom Etienne chiede di lasciare il suo incarico di Priore dell’Annonciation, iniziativa da lodare, ma è bene che termini il suo triennato).
Addio carissimo figlio, la mia benedizione su voi e sui cari figli per i loro buoni e eroici inizi, garanzia di grazie per il presente e affettuoso ricordo in vista del futuro.

***********************************************

Andora Stazione 5 marzo 1906

Carissimo figlio e vero padre.
Non so quando e dove questa mia vi raggiungerà. Ecco nostre nuove.
(riservato: fr. Hyacinthe finalmente si è deciso di fare la sua professione nel giorno della conversione di S. Paolo. Sta bene e mi auguro di poterlo inviare in Canada entro l’anno. Ci inviare ancora? Dom Boniface? (è stato cresimato e ordinato suddiacono con indulto a causa del servizio militare in Germania). Dom André? (Per il momento è in Alsazia per rimettersi da attacchi di pazzia e di persecuzione). Ho scritto a dom Benoît di non fare affidamento sull’Europa, di non aprire altre case, neppure Lammenet  o Ratuvell, se non dopo aver completato quelle già esistenti. Lasciamo che vadano ai secolari, se Dio vorrà, le prenderemo quando saremo nella possibilità di non disattendere la fondamentale norma di essere almeno in tre religiosi).

Carissimo figlio e figli,
quante difficoltà in vista di questa missione dove sembra che anche il demonio voglia metterci lo zampino. Questo il prezzo che Dio e Maria chiedono per ottenere importanti risultati.
Queste le notizie dalla Francia: vostro fratello Luis è una volta per tutte l’appaltatore di St. Antoine, la cui ipoteca è stata riconosciuta dal tribunale di Grenoble. Per conto di vostro fratello ho scritto al vescovo di Grenoble perché se lo prenda per farne un seminario. Aspetto una risposta. Se negativa vostro fratello per mezzo stampa cercherà a chi affittarlo o anche vederlo.
Ovunque gli inventari delle chiese suscitano forti resistenze. Non essendo stato possibile fare l’inventario di St. Claude, nel pomeriggio dei mascalzoni, con a capo il sindaco, hanno preso d’assalto la cattedrale e hanno rotto le finestre e al grido: morte al vescovo hanno distrutto la statua della Santa Vergine gettandola giù dal ponte. Nella notte hanno inoltre distrutto la statua della Ss. Vergine del monte Chabaud. I cattolici sono stati presi alla sprovvista, ma ora sono pronti a difendersi. Se la son presa con la Ss. Vergine! Subiranno grandi castighi.
A Roma ha assistito alla consacrazione di 14 nuovi vescovi che Pio X ha donato alla Francia. A Lyon il 25 marzo assisterò, a Dio piacendo, alla consacrazione di mons. Déchelette, arcivescovo di Gerapoli e ausiliare di Lyon. I nostri fratelli che sono a Roma operano molto bene. Ho anche ricevuto inattese rassicurazioni riguardo alle nostre costituzioni. Il nostro relatore il p. Lolli (del Laterano) mi ha parlato con grande affabilità, facendo presente che è bene non prendere a modello le costituzioni del Laterano. Mi ha detto con forza che l’Istituto Canonicale si differenzia in modo essenziale dagli Ordini religiosi e che deve essere locale, gerarchico, confederato e non centralizzato, come si era pensato per il Laterano nel secolo XVII. Questi contenuti anche se antichi, mi ha detto, oggi passano per nuovi ma farò sì che la Congregazione, che non le conosce e non sa se riusciranno ad affermarsi, ne prenda coscienza. Ci sta provando in tutti i modi e mi ha più o meno promesso di venire qui in privato per non creare ostacoli.
Queste sono posizioni del tutto nuove per Roma e che considero come un segno provvidenziale dal momento in cui il nostro Istituto deve darsi una costituzione definitiva e l’Istituto canonicale deve rifiorire in tutta la Santa Chiesa.


(nella 4a pagina della stessa lettera): 9 marzo

Ho appena ricevuto la vostra lettera da Lima. Certamente Dio permette certi ritardi. Vi sono di insegnamento e vi permettono di conoscervi, di stimarvi e di amarvi. Satana si agita, ma ne sia benedetto Dio! Non può chiudervi la porta delle anime, né quella del cielo. Come voi stesso affermate ci sarà bisogno di molta pazienza e santità. A voi, cari figli, sono riservate grazie particolari di santità. Quello che vi è toccato in sorte è bello e degno d’invidia! Voi siete nella mischia e noi invece al riparo! Ma Dio viene in vostro aiuto con i vv. 24 e 25 cap. XXX del 1° libro dei Re. A voi è dato procedere con più speditezza verso la santità, che ha un'unica strada: il sacrificio per amore e l’amore del sacrificio. È bene che in tutte le nostre case durante quest’anno al Capitolo sia prima dell’ora prima, sia prima di compieta (come si preferisce) si reciti il Veni Sancte e l’Ave Maria per le nostre costituzioni. Vi mando il prologo che dom Lolli ha accolto quasi con entusiasmo.
Insieme ai miei figli, vostri compagni, vi saluto affettuosamente e vi benedico, cari figli, abbiate cura della vostra salute e siate prudenti con voi stessi, come lo siete per i miei figli.

***********************************************

Andora Stazione mercoledì santo 1906

Carissimo figlio e figli,
all’inizio di questi tre grandi giorni di silenzio, di preghiera e di grazie e alla fine del vostro apostolato, vi sono particolarmente vicino. Con impazienza attendiamo vostre nuove. Su chachapoyas abbiamo notizie solo da parte di dom Césaire, vostro precursore, in una sua lettera (scritta a dom Moquet). In quanto riportato ci sono seri motivi per scorgervi un piano provvidenziale e sperare che le prove siano feconde. Aspetto vostre chiarificazioni, caro figlio. Nel suo giornale dom François è fedele nel relazionare sul vostro modo vivere. Qui c’è un buon clima. Non so se tratterò tra noi fr. André Mehl (attualmente presso la sua famiglia) che soffre manie di persecuzione. Sembra che ci sia una componente ereditaria. Cercherò di avere informazioni dal parroco mons. Deustechler. Vorrei mandarlo in Canada, ma sono incerto. Fr. Ursin è debole. E dom Athanase mi comunica che la sua famiglia, non certo delle migliori, si pente di averlo mandato da noi. Altra difficoltà da superare. Abbiamo qui un simpatico postulante inglese, o meglio scozzese che, non conoscendo una parola di francese, è condannato all’isolamento. Si sta cercando una soluzione. L’ho comunicato a quelli di Dunfries sono in attesa di una risposta. Sono stato a Roma. I padri Strozzi e Lolli lateranense mi hanno accolto così affabilmente che l’ho subito interpretato come un segno provvidenziale per l’approvazione delle Costituzioni. I bravi Padri, con un fare insolito in Italia, mi hanno detto di non avere come punto di riferimento le Costituzioni del Laterano; non sono adeguate perché non conservano la vera definizione dell’Ordine Canonicale, che non è centralizzato, ma federativo con un’autorità generale che tuttavia salvaguarda l’autonomia delle Abbazie o Collegiate.  Il nostro eccellente Cardinal Protettore mi ha molto incoraggiato e sostenuto. Desidera che tutto sia risolto per il mio giubileo sacerdotale. Dom Raux è del parere che sia opportuno inserire nel testo che siamo ordinati (abbiamo gli ordini maggiori) ad titulum servitii ecclesiæ. Non credo che la Sacra Congregazione lo accetti, giacché preferisce ad titulum mensæ communis. Io non lo considero così fondamentale come dom Raux. Dopo Pasqua andrà ad Arras per il ministero in una parrocchia di 5000 persone, dove lo seguiranno anche i postulanti. In definitiva in Francia, dove si prevedono forti temporali, l’opera canonicale si realizzerà secondo i piani fissati da Dio. Almeno in Francia avremo un nuovo episcopato. Ho infatti avuto l’opportunità di assistere alla consacrazione di nuovi vescovi e a quella del caro mons. Déchelette. Il liquidatore ha consegnato St. Antoine al vostro egregio fratello, il cui titolo di credito è stato riconosciuto dalla tribunale di Grenoble. Il vescovo di Grenoble mi chiede di soprassedere ad un suo eventuale affitto perché pensa di trasferirvi l’attuale Gran Seminario, di cui forse presto verrà privato. Il liquidatore ha rinunciato a qualunque diritto su St. Claude, ma la sentenza di desistenza sarà definitiva dopo la scadenza d’appello. Voglia Dio conservarci la nostra culla. A Parigi i padri sembra abbiano trovato una sistemazione più o meno definitiva (?). Il parroco di St. Ouen ha concesso loro di operare nella vecchia chiesa e presbiterio (se ne è infatti costruito un altro a 20 metri di distanza). Qui possono preparare un grande avvenire per l’attività canonicale e presbiterale. Il parroco, che la pensa come noi, ha già chiesto loro di essere in tre. Peccato! Dom Arsène ha la flebite e da più di un mese passa dal letto alla sdraia. Miglioramenti, ammesso che ve ne siano, sono lenti. Sia fatta la volontà di Dio! I nostri ragazzi italiani si comportano così bene, che non si può chiedere loro di meglio. Voglia Dio che si seguiti e si perseveri su questa buona strada. Da ieri è qui con noi un postulante italiano inviatoci dai Padri Francescani di Diano che ha terminato il terzo anno di filosofia che è bravo e con buone credenziali. In Svizzera dom Constant e dom Paulin non vanno bene insieme. Questo mi preoccupa. Dom Paulin, protesta perché non accetta di condurre una vita eccessivamente secolarizzata, anche se poi chiede di lavorare, poiché l’ozio gli fa paura. Data la situazione dove metterlo? Né a Châtel Montagne né a Luz c’è posto per altre persone. Dotato il suo intrattabile carattere, non è facile trovare una soluzione. Per il momento, dopo un soggiorno di sei settimane nella trappa di Dombes, è tornato in famiglia. L’ho comunicato anche al canonico Michel d’Esparon, che è a contatto con tanta gente. Bisognerebbe provvisoriamente trovargli un posto in un collegio disposto ad accoglierlo. Dom Paul Benoît l’accetterebbe in Canada? Dopo tutto quello che ha passato mi dispiacerebbe mandagli una persona disturbata. Un’altra difficoltà in Canada sono i rapporti tra dom Paul e il vescovo di Boniface che non la pensano allo stesso modo riguardo a dom Claude (che sta chiedendo la secolarizzazione). Dom Paul pensa che sia il vescovo a difenderlo dai superiori, e il vescovo invece che sia dom Paul a non trattarlo bene. Una volontà diabolica e meschini motivi hanno peggiorato la situazione (per esempio: la richiesta di discrezione nelle case dove ci sono molte delle nostre suore, che dom Paul non approva, mentre il vescovo che ne è favorevole la considera come una presa di posizione contro la sua autorità). Per questo dom Paul ha avuto degli sfoghi sul viso, per i quali è stato ospedalizzato a St Boniface per qualche giorno. Segno di un nervosismo generale. Sono del parare e sto cercando di farglielo capire che è opportuno un suo rientro in Francia: 1° potrà occuparsi delle vocazioni per il Canada, 2° essere rappresentante delle case oltre oceano al nostro capitolo per le costituzioni, una volta che queste saranno approvate e accettate, 3° essere presente al mio giubileo sacerdotale, 4° per suo fratello essere una presenza molto gradita all’ordinazione e la prima messa di suo nipote, 5° prendere visione delle nuove idee dopo 3 o 4 anni di assenza, come anche delle nuove difficoltà riguardo alla fede e le nuove battaglie della chiesa. Eccovi una sintetica esposizione.
Caro figlio, il mio povero vecchio cuore si unisce a voi nel Santo Sacrificio, luogo del nostro incontro. E che Maria vi benedica!

********************************************

Andora Stazione 2 maggio 1906

Carissimo padre, fratello e figlio,
ho appena ricevuto la vostra affettuosa, affettuosissima lettera. Quando vi arriverà la presente? Ogni giorno la santissima comunione costituisce un momento di unione tra noi. Senza dimenticare che i nostri angeli custodi più agili e veloci del telefono senza fili ci possono e vogliono trasmetterci i nostri pensieri, desideri, dolori e gioie.
Vi comunico buone notizie. La lettera di fr. Philippe è anteriore alle nuove disposizioni realizzate con la partenza di dom Raux. Dom Theodore è andato nella vostra cella e ha l’incarico di sostituirvi fino al vostro ritorno, ritorno che tutti aspettano con grande interesse, ma di cui solo Dio conosce il giorno preciso. Per ora tutto procede come al solito. Quanto alle nostre costituzioni se ne occupa molto prudentemente e santamente don Moquet. A Roma tutto procede molto bene. Dom Paul Benoît chiede con insistenza che il nipote rimanga ancora per un anno. Io invece vorrei che fosse lui stesso a venire in Europa. È mio desiderio avervi ambedue vicino al momento dell’approvazione delle costituzioni e del mio giubileo, porta verso l’eternità. Il Cardinal Protettore vuole che i due avvenimenti si celebrino quest’anno. Per le costituzioni nulla di diverso da quanto già a voi noto, solo qualche aggiustamento redazionale, qualche aggiunta riguardo alla professione (mio desiderio sarebbe – sarà possibile? – vorrei poter conservare per più di tre anni nella professione temporanea i primi professi che sono ancora negli ordini minori, senza essere obbligato ad ammetterli alla professione perpetua prima del loro appello agli ordini maggiori). Inoltre qualche particolare per i capitoli generali: vengo loro concesso di elegger due assistenti per l’abate generale e dei visitatori per l’intero istituto, che deve rimane sempre federativo. Il bravo padre Raux voleva che si insistesse sulla dipendenza dai vescovi diocesani, ma il rev. p. Pic (forse Pie) mi ha convinto del contrario e quindi si rimane più o meno come prima. A Parigi le cose vanno per il senso giusto. I nostri padri si occuperanno forse solo del vecchio St. Ouen, antica chiesa con un presbiterio (a venti minuti di distanza c’è una chiesa più grande). Il parroco ha preso a ben volerci. Questo quanto al presente, perché non è possibile farsi un’idea dei cambiamenti che forse si abbatteranno su Parigi e la Francia. Che Dio ci assista! E Maria nostra Madre ci assista con la sua materna protezione.
Domenica inizieremo il mese mariano. Dom Théodore non potrà farsene carico, e me ne occuperò io insieme a dom Ignace. Con l’aiuto di Dio cercheremo di fare del nostro meglio. Il liquidatore ha rinunciato alla casa di St. Claude, ma il vescovo dopo gli imbrogli dell’inventario non ne vuol sapere di questa città. Credo che Dio voglia conservarci la nostra culla.
Tornando a voi, caro figlio, dopo questo andirivieni. Prendetevi cura di voi stesso. Dio benedice ogni vostra iniziativa e quanto mi riferite sul vescovo e la popolazione non può che farmi molto piacere e confermarmi nella convinzione che è Dio a volerci in questa vasta chiesa di Chachapoyas. Il tenore di vita in questo paese, come da voi descritto, richiede dispense necessarie finché il paese non si aprirà ai centri più progrediti sul piano alimentare ed industriale. 1° c’è bisogno che nell’alimentazione sia presente del grasso, pertanto procuratevene quanto possibile. In seguito potrete procurarvi con più facilità oli vegetali, e anche olio di olive che già si trova in California e il burro vegetale che proviene dall’Oceania. 2° con moderazione cercate di sostituire il pesce con la carne e le uova (in quaresima nutrirsi sempre di uova provoca infiammazioni e è necessario aggiungere carne (bianca, se possibile, quale pollame o altri uccelli). Solo in seguito (molto più avanti) avrete ciò che vi occorre per mettere in pratica le norme. Ma siate fedeli ai principi. 3° oltre a queste dispense proprie per alcuni lavori [si ricorra] a dispense necessarie o utili per i singoli religiosi.
Cari figlio, in seguito avrete dei vetri, per il momento mettete alle finestre dei semplici cartoni, alquanto trasparenti così che possiate svolgere il normale lavoro e nello stesso essere sufficientemente al sicuro durante la notte. O felice povertà! In questi luoghi potete procurarvi del riso, che tra i vegetali, è quello che nutre di più? Dio concede grazie particolari a quei religiosi che lo amano.
Vorrei tanto mandare rinforzi in questa fondazione! L’anno prossimo manderò a Roma i fratelli Philipe, …….. e François. Mi auguro che dom Georges (ottimo professore durante quest’anno) li prepari bene per iniziare la teologia così da guadagnare due anni. (a Roma la filosofia prende troppo tempo a causa dei molti incontri). È sufficiente che ognuno raggiunga una formazione adeguata. In Canada i rapporti con il vescovo di St. Boniface non sono troppo buoni. Il bravo Paul non è diplomatico è sorgono incresciosi malintesi nei confronti di dom Claude. Questo deve finire. Farò tutto il possibile perché l’armonia ritorni. Ritengo che dom Paul B. potrebbe trarre vantaggio da un suo viaggio in Europa. Ci sono delle situazioni in cui la separazione porta distensione e, con il tempo, anche serenità.
Addio, caro e carissimo figlio che saluto e benedico in Gesù.

p.s.: vorrei che dom Eusèbe da St. Claude andasse a Roma, ma se la maîtrise continua, dovrò soprassedere. Dom François non ci è stato di aiuto, si sta curando presso uno zio a Crest. Rogate Dominum messis ut mittat operarios in messem suam. Penso che dom Philippe sia adatto per il Perù: si deciderà una volta terminato il suo corso di formazione.
Non ho per il momento ricevuto il testo del trattato scritto con il vescovo. Opera eccellente che servirà come modello per i nostri Priorati sia in Europa che in Canada.  Quando avrò il testo, lo farò copiare e ve lo invierò di nuovo con il sigillo dell’Istituto (è ancora quello di St. Antoine. Lo cambieremo se Dio vorrà). Inserisco una lettera di ringraziamento per il vescovo di Chachapoyas. Fate in modo che la possa avere. È senza busta per non aumentare il peso. Carissimo, cercate di provvedete.

*******************************************

Andora Stazione 14 maggio 1906

Carissimo figlio,
grazie per la grande gioia e consolazione che le vostre lettere, ricche di particolari, suscitano in me. Mi sforzerò di seguire questa stessa linea informandovi su quanto avviene nella nostra Congregazione e in Europa. A Roma dom Moquet si occupa in modo meraviglioso della piccola comunità di religiosi. Penso di mandargliene altri tre l’anno prossimo: fr. Philipe, …….. e François. Ma sono del parere che sia meglio che terminino qui la filosofia per iniziare quindi subito la teologia e così abbreviare il tempo per il loro inserimento al lavoro. Occorrono religiosi per il Perù e per il Canada, da dove dom Paul mi scrive lettere che suscitano un senso di pace e di santità che mi fanno pensare alla cumarina che si avvicina.  Non so che ne sarà della maîtrise di St. Claude. Se mi sarà possibile manderò a Roma dom Eusebe perché possa terminare i suoi studi e in seguito averlo disponibile per il Perù, o per il Canada, o per Parigi, dove fra non molto, credo, ci sarà ostium magnum.
Quando a Dio piacendo potremo aprire una casa in Spagna questa sarà una grande risorsa per il Perù. Quanto a dom Dumfries nulla di nuovo; è sempre più legato al vescovo. Dom François Joseph Raux è stato nominato decano in una grande parrocchia nella diocesi d’Arras. Per il momento non ho notizie. Nulla di deciso riguardo a St. Antoine. Il vostro bravo fratello per il momento non ha trovato un affittuario. Il vescovo di Grenoble pensa collocarvi il suo gran seminario perché con tutta probabilità dovrà lasciare quello a Grenoble. Il liquidatore ha rinunciato definitivamente a St. Claude, e c’è una sentenza che sancisce questa rinuncia. In Francia sta per scatenarsi una violenta lotta. Può accedere di tutto.

(riservato: mi sento un po’ isolato: di quelli sui quali potevo fare affidamento non mi rimane che dom Arsène. Fiducia e forza. Dom Théodore è molto bravo, ma è da poco tempo nell’Istituto, maturerà).
I novizi stanno bene. Fr. Arsin non gode sempre di buona salute e dom Athanese, che ne era al corrente aveva ritenuto opportuno non dirlo, aggiungendo anche che un po’ tutta la famiglia soffre degli stessi disturbi. Si vedrà. Fr. Alexandre (il Bretone) sta bene anche se sempre un po’ rude. Credo che fr. Luc obbedirà e non andrà per il servizio militare. In tal caso lo si dovrà inviare o a Roma o oltre-oceano. Che Dio ci illumini. Fr. Boniface (l’ho saputo dal dottore che lo ha visitato) ha la tisi. Dove mandarlo? Certamente in Alsazia. A Dio piacendo. Queste sono le spine. Sia benedetto Dio! Che la sua volontà sia fatta! Ci sono altre spine. Non so come risolvere la situazione di Luz. Sarà necessario togliere dom Désiré. Vi è ora un nuovo vescovo molto bravo e affabile. Andrò a parlarci. Nel frattempo avrò notizie da dom Avit che è andato a Romans e a St. Antoine per questioni familiari e che passando di nuovo per Lus, costringerà dom Désiré a rispondere alla mia ultima lettera nella quale gli ho proposto di prendere una parrocchia altrove. In questa parrocchia, ancora diocesi di Valence, manderei volentieri dom Avit e dom Henri. Ci si dovrà riflettere. Non ho notizie di dom Cecilius, e la instabilità della corrispondenza mi impedisce di avere informazioni frequenti come desidererei. Anche dom Paulin non ha un’occupazione e forse chiederà la secolarizzazione, poiché non è potuto rimanere in Svizzera e a St. Claude è registrato come religioso. Queste le spine, carissimo figlio. Pregate per me. Sto cercando di convincere dom Paul Benoît a ritornare in Europa alla fine della stagione. Mi auguro che anche voi possiate venire per l’approvazione delle costituzioni in coincidenza forse con il mio giubileo (desiderio dell’affabile cardinal Vivès). Per la loro attualizzazione ci sarà bisogno di un capitolo generale, e fissare la tradizione. Voi e dom Paul sarete i rappresentanti della duplice attività oltre-oceano. E a me, ricevuto il vostro bacio di pace, non rimane che incamminarmi verso l’eternità. Con voi vedremo come garantire un buon avvenire per il Perù e scegliere chi prepararvi. Ho fiducia, fedele figlio, e ogni mia fiducia è riposta nelle mani di Nostra Signora l’Immacolata.
Qui dom Théodore vede un po’ nero. Anche nella nostra valle infatti, fino ad ora isolata da Diano ed Alassio, sta prendendo piede il socialismo e l’irreligiosità italiana. Che fare? Ci si deve prendere cura dei giovani. Bisognerebbe convincerli a venire in chiesa e farli partecipare al canto dell’ufficio. Non ho consentito al bravo dom Théodore di fare scuola di canto in chiesa (si trattava quasi solo di ragazze). Per non creare un modello e un precedente che considero pericoloso (quasi tutte diciassettenni). Mio desiderio sarebbe che per ogni riunione si faccia uso del parlatorio dove si possono far riunire una dozzina di ragazzi per volta. Con l’aiuto di Dio cercheremo di raggiungere un tale obiettivo.
Disgraziatamente non ci è possibile far uso delle ore pomeridiane a causa dell’ufficio di S. Giovanni e di Rollo. Facciamo quello che è possibile. A la Bocca tutto sta migliorando. A Pasqua hanno fatto la comunione circa trenta uomini (!). a Turny in Svizzera tutto molto bene. A Mannens dom Constant solo con dom Albert va meglio, ma non si è rimesso ancora del tutto. Situazione provvisoria. Dove reperire il terzo? Ho dovuto togliere fr. André Mehl, che soffre manie di persecuzione e sembra un mulo alienato.
Addio, e cordiali e cordialissimi saluti a voi e ai cari figli. Fate in modo che dom Cyprien si rimetta al più presto. Il vostro buon senso vi consigli nel concedere dispense perché tutti stiano bene. Su tutti voi la mia benedizione, carissimo figlio.

******************************************

25 maggio 1906

Carissimo figlio, solo una parola. Mandatemi una copia del trattato scritto con il vescovo. Ci servirà come modello per quello che abbiamo intenzione di fare con i vescovi del Canada, che ci sollecitano a provvedere per il futuro per evitare sorprese con gli eventuali successori. Quanto al nutrimento a chachapoyas sono necessarie alcune dispense almeno fin quando non saranno ripristinati i rapporti con il resto del mondo e non si ritorni ad uno stato di normalità con gli altri stati civilizzati sia per le importazioni che per le produzioni. Fate quanto è necessario ma sempre secondo lo spirito dell’Istituto e delle sue tradizioni. Che Dio ci illumini e ci dia saggezza per provvedere a titolo ad tempus e provvisoriamente al necessario, ricorrendo alle dispense ma salvaguardando i principi. Cioè: ad tempus, et quoties necessitas id postulabit.

*******************************************

Andora Stazione 6 giugno festa di S. Claudio vescovo 1906

Carissimo figlio,
 in queste ore in cui le sventure della rivoluzione stanno per piombare sulla povera Francia le vostre lettere suscitano in noi gioia e consolazione. Ci mettete al corrente del vostro operare; delle vostre croci generosamente accettate per amore di Gesù come anche della fecondità derivante dai vostri impegni. Siamo più che certi che Dio ristabilirà in voi quel vigore che ora impiegate unicamente per il suo bene e il suo amore. Siete guarito dall’antrace? Le lettere ci arrivano sempre in ritardo! Il buon Cyprien è guarito? Saremo felici di conoscere come procede il Seminario! Al vostro ritorno avrete con voi manipulos segetes. Nell’attesa del vostro rientro mi sento isolato e chiedo a Dio che mi dia la forza necessaria per guidare quelli che mi ha affidato. Sento la vostra mancanza e mi affido alle vostre preghiere. Le nostre costituzioni sono state presentate alla Sacra Congregazione. Questa sta per mandare un visitatore Apostolico per essere messa al corrente di quale sia la situazione attuale dell’Istituto. Il Visitatore è il Provinciale dei Francescani di Bordeau, in esilio a San Remo. Gli ho subito scritto. Uno di questi giorni mi recherò da lui per chiedere cosa fare e prendere accordi. Il cardinal Vivès lo conosce, lo stima molto e lo ritiene un uomo di grande tatto e simpatia. Il vecchio vescovo di Siracusa, da poco a Roma per la nomina a consultore della Congregazione dei Vescovi e Religiosi, è andato a trovare il bravo p. Pie. Il vescovo parlando della sua nomina gli ha detto anche che doveva occuparsi dell’Istituto di un certo p. Gréa. Sembra che sarà il nostro relatore. Deve essere un uomo bravo e senza risentimenti. Bisognerà parlarne con il p. Lolli che è molto occupato (sembra che tra le altre cose deve prendere in mano la questione riguardante i Padri de la Salette). Ero preoccupato per fr. …….. e pensavo che avesse la febbre mucosa. Ora è convalescente. Ne siano rese grazie a Dio! Con noi abbiamo il novizio italiano Francesco di Diano Castello, che ha fatto filosofia dai Francescani. Sembra un bravo ragazzo e ha fatto la vestizione la domenica di Pentecoste. Gli studenti sono pochi, ma stanno tutti bene. Quanto prima farò venire fr. Placide di 16 anni e mezzo. I ragazzi, ormai quasi tutti italiani e bravi, lo rimpiangeranno. Preghiamo Dio che ci mandi dei Maestri per la loro formazione! Dovranno tutti andare a Roma? Costerebbe troppo. Qui, con l’aiuto della Provvidenza, cerchiamo di andare avanti come meglio possiamo. Dobbiamo essere fiduciosi, non esserlo vorrebbe dire mancare di gratitudine. Che ne sarà della Francia? Potremo conservare la Maîtrise di St. Claude? Sto pensando di mandare dom Eusèbe a Roma per terminare i suoi studi. Cercheremo di capire ciò che Dio vuole da noi! Spero, bravo figlio, in un vostro ritorno per avere un sostegno per i miei importanti incarichi e responsabilità. Il nostro bravo Cardinale vorrebbe che l’approvazione delle Costituzioni venisse a coincidere con il mio giubileo. In ogni caso dopo l’approvazione sarà necessario convocare un Capitolo Generale. Per questo ci sarà bisogno di voi come anche di dom Benoît. Si dovrà in modo definitivo erigere N.D. de Lourdes a Casa Maggiore e forse anche Nominingue. Si dovrà scegliere i religiosi che una volta per tutte formeranno le nuove abbazie per distinguerli da coloro che, non incardinati, vi rimarranno in attesa di una loro destinazione. Dovremo in seguito forse fare delle scelte per il Canada e per il Perù. Fr.Hyacinthe è sempre lo stesso ragazzo. Spero di inviarlo in Canada in autunno. Trova molta difficoltà a mettere zavorra nella sua barca (trova molta difficoltà a far sacrifici). Dom Georges Flieg sta bene. Continua ad ocuparsi dei corsi di filosofia (ben fatti) e delle api. Attività che svolge bene. Non pensa più ai suoi acciacchi e sta molto bene. Penso di metterlo con gli studenti. Servirà anche come distrazione. Non sarà difficile e nello steso tempo si potrà alleggerire dom Théodore. A San Pietro è venuto un nuovo parroco, giovane, pieno di zelo e di meriti. Ha fatto molto del bene e speriamo che questo sia di stimolo per i suoi vicini. A Rollis(?) ci sono state le prime comunioni e dom Théodore si è dato molto da fare. Ma senza esercizi e dopo la messa nessun ringraziamento. Ai ragazzi della Pigna Don Théodore ha fatto rinnovare le promesse battesimali nella nostra cappella. In questa regione si deve ricominciare da capo.
Addio, carissimo figlio, cordiali saluti a voi e ai vostri amici. Prendetevi cura della vostra salute. È un obbligo.

p.s.: non abbiate paura di concedere tutte le dispense che la situazione richiede. Ohimè! Riceverete la presente solo nel mese di ottobre. A Dio piacendo, molto vicino al vostro rientro. Vi mando anche il giornale di dom Adrien. Questa volta poco interessante. Ho destinato questo bravo fratello al diaconato. Ma ha avuto paura degli esami ad Albenga (resi obbligatori dalle disposizioni romane) e quindi dovrà aspettare settembre.

********************************************

Andora Stazione 8 luglio 1906

Carissimo figlio,
 le vostre lettere, dove vengono riportate circostanze e notizie, ci sono di grande utilità. Le motivazioni che presentate per prolungare il vostro soggiorno sono veramente pesanti. Sia sempre fatta la volontà di Dio!
Carissimo figlio, in ogni circostanza e soprattutto nelle fondazioni è richiesta una necessaria elasticità nell’applicazione delle norme. Come avrebbero potuto i Benedettini evangelizzare l’Europa senza la regola di S. Benedetto. Cercavano sempre di adattala alle circostanze del loro faticoso e disagiato apostolato. Dovete seguirne l’esempio e adattarne i mezzi: è chiaro che nella vostra fondazione non siete nelle condizioni di poter praticare un’astinenza totale; date le circostanze non potete disporre di pesce.
Non abbiate timore di largheggiare nelle dispense. Importante che vengano considerate come dettate da necessità momentanea e che, senza mai disperare, non appena possibile si ritorni alla normalità. In seguito sarà lo stesso amore per la Regola e le osservanze a renderle desiderabili e non disprezzate e rifiutate. Una volta che il paese riprenderà gli scambi con il resto del mondo arriveranno anche gli alimenti e una volta che potrete disporre di un numero sufficiente sarà facile svolgere il lavoro che nelle circostanze attuali fanno tre al posto di dodici.
Allora i nostri padri furono degli eroi. Dio ricompenserà la loro eroica penitenza molto superiore a quella che facciamo noi qui. Caro figlio, non lasciate che le loro forze vengano meno, che facciano ampiamente uso di grassi… e non rendete la loro vita più dura di quella che conduciamo noi qui con tante risorse. Dico questo non per qualche pregiudizio contro dispense specifiche, questione questa che deve sempre tener conto degli individui e delle diverse circostanze.
Quello che voi pensate riguardo alle costituzioni e alla necessità di proteggere le nostre comunità dell’eccesiva ingerenza dei vescovi, corrisponde a quanto scrittomi da dom Paul. Unico rimedio contro ciò il capitolo e le visite. Ci sarà bisogno di visitatori con chiaro mandato da parte dell’autorità centrale della confederazione. Sono in attesa di un visitatore apostolico incaricato di prendere atto della situazione della Congregazione. Si tratta del Provinciale dei Frati Minori, un bravo religioso, amico del nostro Cardinal Protettore. Dom Moquet lo ha incontrato a Roma ed ne ha avuto una buona impressione. Qui ci sarebbe bisogno della vostra presenza. Ma non è questa la volontà di Dio.
(molto riservato) io stesso avrei un gran bisogno della vostra presenza. Qui mi sento isolato. Non posso contare sull’aiuto di quelli che mi sono vicino. Voi li conoscete. – dom Claude, dom Denys, dom Germain, dom Jérôme, dom Ignace – solamente dom Arsène mi è di grande aiuto. Dom Théodore – detto tra noi – non si comporta nei miei confronti come dovrebbe. Che sia fatta la volontà di Dio. Di fronte agli altri non lo lascia vedere, ma non perde occasione per dare dimostrazione della sua dichiarata antipatia. Mi rimprovera di governare senza il consiglio, che non accetto suggerimenti, ecc… di non nutrire più verso di me la fiducia di una volta.
È vero che non bisogna dar importanza a parole superficiali pronunciate in certe circostanze, ma così facendo dà prova di mancanza di buon senso. Non è molto avveduto e quindi non si rende conto del rispetto o meglio della stima che si deve ai Superiori. In varie circostanze e per una mia innata propensione alla fiducia anch’io ho sbagliato nei suoi confronti quando ho permesso che si ritenesse capace di fare cose in verità al di sopra delle sue competenze. Stando così le cose potrebbe essere negativo per un noviziato con molte persone. Non è in condizione di suscitare negli altri sentimenti filiali che non ha. Mi auguro con la dolcezza, con la pazienza e con l’autorità propria di un padre, di riconquistare il suo affetto e la sua fiducia, come anche quella dei suoi giovani ragazzi e a far loro capire che essendo il superiorato una paternità ne ha la stessa abnegazione, le stesse caratteristiche e ne condivide gli stessi sentimenti.
Che tutto rimanga tra noi due, caro figlio. Non dite nulla al bravo Théodore e continuate a pregare per la nostra comunità e questo povero vecchio. Non facciamo di ogni erba un fascio. Il fatto di sentirmi solo e senza l’appoggio di qualcuno potrebbe portarmi ad esagerare.
Tornando a noi, caro figlio, rimanete in Perù se questa è volontà di Dio, ma ritornate non appena vi sarà dato.
Avete senz’altro ragione quando dite che il futuro dell’opera canonicale è nelle mani dei piccoli-fratelli, come degli studenti e del piccolo nucleo di vere vocazioni.
La vostra presenza è richiesta per far fronte al vostro bravo vescovo, che come tanti altri, considera i nostri studentati come caserme e i nostri collegi-seminari come fortezze dove si vive secondo il mondo.
A Roma tutto procede per il meglio, salvo fr. Alphonse, testa stravagante, che forse sarebbe meglio mettere fuori. Dom François si trova per un periodo di riposo nel Drôme, presso suo fratello a Chateau Neuf. Ma ora sta meglio.
Come mi avete promesso inviatemi, caro figlio, una copia del trattato che avete scritto con il vescovo di Chachapoyas. Ci servirà sia in Canada che in Europa dove si hanno situazioni analoghe. Dom François Joseph va inserendosi sempre meglio nella parrocchia di Arras. Presto avrà un postulante e pensa di mandarne uno o due ad Andora.
A Paris (St. Ouen) godiamo dell’appoggio dell’eccellente parroco. Mi auguro che anche il vicario nutra verso di noi gli stessi sentimenti del Cardinale. A Roma, il giorno delle ordinazioni dei vescovi, è stato gentile con me ed è un amico dell’abate Monnier di St Claude. In questo momento dom Thomas molto affaticato per il lavoro chiestogli dal parroco Fontaine sta prendendo un po’ di riposo nel Jura.
Quanto a St. Claude nulla di nuovo per il momento. Il vescovo di St. Claude ha chiesto a Sua Eccellenza di lasciare questa sede e di potersi trasferire a Lons-le-Saunier. È del parere che la Maîtrise non ha più futuro (ma che modo è questo di essere al servizio di Dio), e che la conserva solo provvisoriamente per non eliminare tutto a St. Claude. Sia fatta la volontà di Dio.
Sono sempre molto preoccupato per Lus. Nulla si può venir a saper da dom Desiré, che si ostina a chiudersi nel silenzio. Il nuovo eccellente vescovo è molto gentile. Mi sento in dover di fargli visita per risolvere d’autorità la situazione. Se dom Arsène non fosse obbligato a rimanere disteso sul letto o sulla sdraia (sono ormai cinque mesi) a causa della flebite ve lo potrei mandare come visitatore una volta partito dom Dèsiré e lasciarvelo due o tre mesi perché possa rimettere le cose a posto. Quindi volentieri vi manderei dom Avit come secondo residente (non posso contare su dom Cecilius come terzo). Dom Avit sta bene solo a Valence.
La soluzione migliore sarebbe, che don Aloys, come già altre volte, rimanesse solo procedendo alla chiusura, così poco interessante, della casa delle suore di Cinq Plaies e rinunciando al servizio poco significativo verso alcune suore benedettine rifugiate senza futuro e in una situazione precaria e provvisoria.
Dom Emmanuel vi potrebbe però rimanere fin quando le Benedettine non decideranno di lasciare.
Vi ho comunicato questi pensieri alla rifusa. Non vi è, né può esservi nulla di definitivo. Quanto sta accadendo in Francia susciterà nuove situazioni. Per l’autunno penserei di mandare in Canada: 1° fr. Hyacinthe un vero canadese che lavora di fantasia; 2° forse anche fr. Jules, fr. Henri, ecc… e forse qualcuno di St. Claude. Tra due anni forse bisognerà trovare rinforzi per il Perù. Penserei a dom Sébastien (sarà sufficientemente generoso?).
Sincero e caro, anzi carissimo figlio e fratello, pregate per me, in ogni cosa bisogna sempre che la fiducia non venga meno. Accadrà solo quello che Dio vorrà. Si deve rimanere fedeli al suo amore anche in mezzo alla tenebre della notte.
Addio, vi benedico con affetto. Prendetevi cura di voi stesso, caro figlio.

*****************************************

Andora Stazione 29 luglio 1906

Carissimo figlio,
 soffro di gotta alla mano destra e provo molto dolore a stringerla, è una ricaduta che mi tormenta ormai da 15 giorni, e che si estende, a volte anche contemporaneamente, a tutte le articolazioni. Stando a letto ho ricevuto il nostro rev. Padre Visitatore, sempre molto gentile e ben disposto. Pertanto si sarà reso conto che, restando lontano da tutti, non posso in nulla condizionare gli incontri.
È rimasto qui, cordiale, semplice e affettuoso, per tre giorni e dovrà ritornarvi. Sta aspettando che gli arrivi un questionario da consegnare a tutti gli Istituti.
Carissimo figlio rimaniamo fedeli allo spirito del nostro Istituto, alle norme, all’amore verso il digiuno e la penitenza e all’ufficio del giorno e della notte. Dio ci ha chiamati a tenere alta questa santa bandiera. Penso che il Padre Visitatore darà l’incarico a qualche francescano di Montreal, sempre degni di stima, di prendere visione della situazione di Nominingue e forse anche di N.D. de Lourdes. Queste le notizie che la mia povera mano ha potuto scarabocchiare. Sono entusiasta per le notizie riportate riguardo ai Padri e alle attività a Chachapoyas. Condivido a pieno la vostra idea. È necessario non essere in balia dei vescovi. A Roma il rev. padre Pic di Langogne me lo aveva ripetuto. Un tempo erano gli stessi religiosi a eleggere il vescovo del loro Capitolo Regolare. Oggi non è più così e si autoregolamentano. Inviatemi un esemplare del trattato scritto con il vescovo. Sono convinto che la vostra presenza sia per questa fondazione necessaria ora come in seguito. Se Dio lo vorrà ritornate presso di noi, ma senza compromettere nulla. Tuttavia, caro figlio, pensate alla vostra salute così cruciale in questo frangente e che non vi appartiene. Tornando pensate di passare per il Canada? O da Lima? A suo tempo Dio vi suggerirà l’itinerario migliore. Mi sento profondamente in unione con i vostri quattro confratelli, per i quali prego in continuazione. Salutateli affettuosamente da parte mia. Non abbiate paura nell’imporre loro quelle dispense e quegli aiuti che Dio richiede al loro umile servizio e che nutrano un forte desiderio di vedere un giorno l’Istituto affermato e realizzato in tutto il suo splendore! Sarà necessario cominciare ab ovo cioè dai ragazzi. Gli anni non contano e Dio più abbreviarli.
(solo per voi) con tutta probabilità manderò fr. Ursin a casa per il servizio militare e per i servizi ausiliari. Poi sarà quel che Dio vorrà. Mi preoccupa la chiamata di fr. Luc al servizio militare. Aspetto gli esercizi per aprirgli gli occhi. Lui in quanto religioso è chiamato ad ubbidire ed io suo superiore devo preoccuparmi per la sua salvezza. Chi ci predicherà gli esercizi? Forse il bravo p. Félicien, o forse un carmelitano di Foggia. Sto cercando per ogni dove. Prega affinché possiamo crescere nell’amore verso Gesù e nello spirito di famiglia, così accentuato agli inizi. Nulla da dire su p. Théodore, ma deve ancora maturare prima di assumere un incarico direttivo nell’Istituto: è un neofita. Entro l’anno prossimo invierò a Roma tre o quattro confratelli. Forse Roma ci fornirà qualche professore. Che ne sarà di St Claude? Bisogna vivere alla giornata. Dio sia benedetto! A Lui spetta ogni decisione. A Parigi il parroco di St. Ouen è morto e quindi tutto rimane in sospeso.
Addio, addio, addio caro figlio; addio, carissimi figli di cui conosco il filiale affetto. A voi mi affido nella mia malattia e nell’attesa del mio giubileo sacerdotale.
Ricambio le vostre numerose preghiere, che Dio esaudirà, con altrettante affettuose benedizioni.

p.s.: a N.D. de Lourdes dom Paul è stato ricevuto con grande cordialità dal vescovo di St. Boniface. Dio sia benedetto!

********************************************

Andora Stazione 12 agosto 1906

Carissimo figlio,
 le vostre lettere, che ci fanno sentire vicini, mi riempiono di gioia. Sono troppo vecchio per condividere con voi il vostro impegno apostolico e per aprire tra queste popolazioni case di vita canonicale. Dio vi ha chiamato a questa grande missione. Desidererei molto avervi vicino per sostenermi negli impegni che ancora mi attendono. Ma Dio vuole che voi rimaniate fin quando sarà necessario nella fondazione e nel portare avanti questa importante opera. Ma in seguito cercate di ritornare, caro figlio, perché ho molto bisogno di voi.
Potrete, avendolo provato direttamente, parlare delle difficoltà nel sostituire le devozioni con la vera tradizione della Chiesa che è la vita liturgica, la novena per la festa della Pentecoste, ecc….
Dobbiamo, contro uno zelo ingannevole presente un po’ dovunque, far conoscere il nostro spirito che è quello del culto della Chiesa. Il nostro anziano vescovo, mons. Ablati, missionario e francescano, che condivide con noi questa impostazione me ne parla con raro slancio e convinzione, soprattutto se si tiene conto che è un religioso extra-gerarchico. Magari fosse a Roma per mettere al corrente il Papa di tutto questo. Purtroppo è anziano e non può farsi valere. Carissimo figli, qui abbiamo gli esami. Tutto bene eccezion fatta per i corsi di greco di dom Denys, non quotato come professore anche se si impegna più di tutti gli altri confratelli. Dio provvederà per il futuro. Non so che casa accadrà in Francia. Forse, anche se per poco, si potrà aprire la Maîtrise di St Claude. Se verrà chiusa avremo del personale di cui disporre. Dom Louis sarà un ottimo professore di lettere. Sarà possibile inviare qualcuno in Canada o in Perù? Forse dom Irénée, dom Sebastien, dom Modould(?). Dom Eusèbe potrà tornare per un anno a Roma per completare la teologia. Ci manca un buon professore per i ragazzi italiani. Abbiamo un buon novizio italiano, ma solo tra qualche anno potremo utilizzarlo. Mi metterò d’accordo con dom Moquet. Dom Hugues è libero, avendo terminato i suoi corsi. Forse potrà per un anno o due interrompere i corsi per quelli che hanno terminato la filosofia e che si preparano alla teologia. Gli manderò tre nuovi studenti (forse quattro): fr. Philippe, fr. François, fr. ……, più fr. Luc, se riuscirò a convincerlo di superare l’assurda tentazione del servizio militare (preghiamo per questo). In Francia sono preoccupato per Lus la Croix Haute. La curia di Valence ci ha assegnato la vicaria di Lucette, piccola parrocchia vacante. Vorrei mandarci dom Désiré con sua madre. Ci saranno opposizioni, ma se il vescovo mi appoggia farò del tutto per convincerlo, oppure lo manderò via e ne chiederò la secolarizzazione. In tal caso bisognerà mandare a Lus qualcuno ben disposto. Per il momento non credo che sia possibile mandarvi come superiore dom Henri. È opportuno aspettare per poi inviarvi qualcuno che ristabilisca l’ordine. Dom Arsène, se potesse riprendersi rapidamente dalla sua flebite, sarebbe un ottimo soggetto. A Lus potrebbe riposarsi, lasciando le lezioni agli altri due. Quando le cose si saranno sistemate si potrebbe nominare come priore dom Henri e mandare là dom Avit (che è della diocesi di Valence) oppure dom François (almeno che sia propenso ad andare in Perù) o dom Hugues, ecc…ma tra le altre ipotesi bisognerà pensare anche a due o tre professori per Andora. I nostri studenti italiani lo domandano con insistenza. Dom Moquet mi consiglierà e mi aiuterà. Se si dovrà sostituire dom Hegues (che come ho detto ha terminato) con un sacerdote si potrà ordinare dom Paul Benoît, che deve rimanere colà ancora per un anno, o dom Eusèbe, che sta per ritornare a Roma. Altre ipotesi: non è escluso che ci si dia una parrocchia a St. Claude: il rev. Monnier porta avanti questo progetto.  In mezzo a tante incertezze, e mentre in Francia sta forse per scatenarsi una violenta persecuzione, bisogna affidarsi alla Divina provvidenza, e nello stesso tempo esser sempre pronti anche ad andare in altre direzioni se questa sarà la volontà di Dio. Preghiamo perché Dio mi illumini e mi sostenga nell’esercizio del governo. Vi metto al corrente di tutte le mie difficoltà perché le possiate offrire a Dio per mezzo di Maria Immacolata.
Desidero che il mio giubileo si celebri solo nella preghiera e con la sola presenza di quei cari figli che senza incomodo possono venire (da Diano, da San Remo, qualcuno da la Bocca, ecc…). Pensa di venire oltre al nostro Visitatore anche il rev. Grévy e Wuillermoz. Questo è tutto. Nessun frastuono. Solo preghiere. Comunicate al caro dom Cyprien, come anche ai cari dom Dominique, dom Césaire, dom Amédée che per loro prego due volte al giorno, alla messa e alla sera. Che anche loro preghino per me. Prendetevi, bravo figlio, cura della vostra salute come e anche più di quella degli altri. È un obbligo. L’attacco di gotta è quasi del tutto scomparso. Sto lentamente rientrando nella normalità. Mangio poco (fa caldo e non sono abituato), ma quanto basta. Dio mi darà la forza di arrivare alla fine di questo 50° anno senza inconvenienti.
Avete perfettamente ragione di sostenere che non dobbiamo cedere di fronte ai vescovi! Dello stesso avviso è dom Paul, e anche dom François Joseph Raux ogni tanto lo ripete. Cerca meravigliosamente di restaurare l’attività canonicale a Beuvry (Pas de Calais), parrocchia di 5000 persone. A Paris con la morte del parroco di St. Ouen tutto rimane in sospeso. Ma secondo il card. Richard (questo pensa il vicario generale) tutto dipende da noi e il suo ausiliare ci è favorevole. Che sempre e dovunque la santa volontà di Dio sia amata e onorata.
Costato con piacere che fr. Luc sta orientandosi per il Perù, incoraggiatelo perché è quanto di meglio ci sia per lui.
Addio, vi benedico con affetto.

*****************************************

Andora Stazione 14 settembre 1906

Caro, carissimo fratello e padre,
 le vostre belle e fraterne parole che scorgano dal vostro cuore e da quelli dei vostri quattro confratelli mi commuovono, mi consolano e mi confortano. Senza dubbio alcuno la strada della salvezza passa per l’Istituzione Canonicale e per questo la sua rinascita, la sua risurrezione, dopo la perniciosa decadenza del corpo ecclesiastico, viene con tutti i mezzi ostacolata dal diavolo e anche misconosciuta da coloro i quali invece se ne dovrebbero rallegrare. A nulla, assolutamente a nulla servirà ricorrere alla fantastica struttura dei seminari fantasma, come quello in cui volevano coinvolgervi. Dovrete darvi da fare perché l’attività canonicale riprenda, partendo dai ragazzi, dai giovani oblati. Senza dubbio ci saranno tanto ostacoli, ma con Dio li supererete. Sono del tutto convinto che la vostra presenza è necessaria in questa culla della vita canonicale, che, come quella di Mosè, galleggia tra i flutti e i giunchi. Mio desiderio sarebbe avervi vicino, ma mi inchino di fronte alla manifesta volontà di Dio. Sto per celebrare il mio giubileo sacerdotale.
So che siete tutti uniti con il cuore, lo spirito e la preghiera al sacrificio eucaristico che queste mie vecchie mani offrono sull’altare (di un Dio) che non conosce tramonto, per ringraziarlo dell’aurora dell’eterna giovinezza (che tiene in serbo anche per me).
Vi ringrazio, cari figli e amati fratelli, perché anche se lontani siete per me fonte di grande gioia. Potrò godere della presenza di diversi confratelli anche se per il momento non posso dire quanti. Ci saranno quelli che sono qui con me, quindi dom Louis Maillet da St Claude, dom André Mouttet Dal Canada. Ho consentito loro questo lungo viaggio a spese dei parrocchiani perché il visitatore apostolico potesse auditu rendersi conto della nostra attività in Canada. Per le Costituzioni avremo ancora da attendere. Dio ci darà la forza di perseverare nell’osservanza piena delle nostre norme, ereditate dai nostri avi e che costituiscono la nostra ragion d’essere: una degna celebrazione dell’ufficio (cui nihil præponatur), compreso quello notturno, oltre ai digiuni e alle astinenze come definite da S. Benedetto e che sono nella tradizione della vita religiosa (come nei Domenicani, i Carmelitani, ecc… i Canonici Regolari Premonstratensi, quelli di St. Victor, d’Arrouaise, ecc.). È del tutto risaputo che in situazioni particolari sono ammesse dispense, come anche momentanee sospensioni secondo luoghi, lavori o malattie personali. Questo riguardo sia ai tempi che a ogni santa tradizione. Ma con amore e con convinzione badiamo bene a conservare quanto fin dall’inizio abbiamo ereditato dalla nostra cara comunità. Quindi non prestiamo ascolto ai vescovi che vorrebbero farci scogliere come burro al sole e presto ridurci allo stato dei secolari. Un sacerdote d’Arras entrerà in noviziato (un postulante di p. François Joseph, mentre un altro resterà con lui), forse anche due, oltre ai fratelli Bernardin di 18 anni e ben disposto, e Henri, operarii pauci, messis multa. Abbiamo bravi piccoli-fratelli e studenti (fr. Angelo, fr, Jules, per il Canada; fr. Placide…). A Roma invece andranno i fratelli Luc che cercherò di convincere a rinunciare al servizio militare, Filippe e François. A St. Claude ancora per quest’anno rimarrà aperta la Maîtrise. A Roma andrà anche dom Eusèbe per terminare i suoi studi. Poiché questa settimana arriverà qui dom Moquet cercherò di mettere tutto in chiaro. Dom Huges ha terminato. Penso di destinarlo a St. Claude almeno che non vi possa inviare dom François più adatto e non lasciarlo ancora senza far nulla.
(personale) Lus la Croix Haute mi preoccupa molto. I Lucettes che ci sono stati affidati distano tre Km da Lus. Ho scritto a dom  Désiré perché vi si rechi insieme a sua madre. Non ho per il momento ricevuto risposta. Il mese prossimo mi recherò in visita dal vescovo di Valence (nuovo vescovo) per mettere in qualche modo fine alla situazione.
Addio, carissimo, abbondanti benedizioni a tutti.

p.s.: a Paris a causa della morte del vescovo di St. Ouen tutto è rimasto in sospeso. Il cardinale ha affermato che vuole che noi rimaniamo. Una nostra permanenza a St. Ouen è probabile. D'altronde in Francia si vive nella precarietà. È giunto il momento della restaurazione canonicale: si fa del tutto per conservare ciò che Dio vuol distruggere, cioè la vita clericale con prebenda. Non c’è restaurazione senza distruzione.
È Dio che suscita le vocazioni! Vuole farle desiderare perché ci si renda conto della loro necessità. Per il momento restiamo uniti e di fronte a nuove richieste non ci resta che aspettare l’arrivo di religiosi ben formati. È per questo che all’Alberta, Vegreville passa in pochi mesi da 300 abitanti a 700, e a Strathcona Edmonton da 9000 a 12000 abitanti.
Così anche in Perù solo dopo aver faticosamente seminato tra le spine arriverà il momento della raccolta e solo in seguito si potrà passare a seminare in altre terre che ci aspettano.
Addio, carissimo.
Sono appena tornato dal Jura dopo un breve viaggio per le esequie di mia cognata. Mio fratello in vecchiaia deve sopportare non poche croci. Pregate per lui e per la defunta. Avete ragione non dobbiamo mai essere debitori verso il marchese Maglione ma qualora ve ne fosse bisogno alla scadenza del debito potremmo prendere accordi con una società di credito fondiario con ammortamento, ma abbiamo tutto il tempo per pensarci.

********************************************

Andora Stazione 26 luglio 1908

Caro padre,
 perché tenervi nascoste le mie angosce? Solamente qui e da bocche estranee sono venuto a conoscenza che durante la mia permanenza a Roma, dove ci vedevamo ogni giorno, mi avete totalmente tenuto all’oscuro e fatto nascondere il rinvio in famiglia di fr. Michel per gli insuccessi agli esami, e gli avete anche fornito certificati perché potesse presentarsi al Seminario della sua diocesi. Non sarebbe stato più opportuno mettermi personalmente al corrente di quello che non avrei per molto ignorato?
Inoltre sono venuto a sapere che a questo giovane religioso, a cui mancavano ancora due mesi alla scadenza della prima professione, era stato proibito non solo di abitare con i confratelli, eccellenti religiosi che, nei luoghi vicino alla madre rimasta vedova, sono cappellani presso le religiose di Cinq Plaies, ma anche di solamente avere contatti con loro, e come se ciò non bastasse gli era stato vietato di rendermi visita e di avere qualunque contatto con me.
Se non è il caso di evidenziare l’affronto verso la mia persona, non posso tuttavia nascondervi quello che penso.
Perché impedire a questo religioso di vivere secondo la regola, in claustro, in attesa della sua secolarizzazione? Perché tante precauzioni per tenerlo lontano dai confratelli? Non posso nascondervi che certe decisioni, di cui la Comunità prima o poi viene a conoscenza, gettano discredito sull’autorità che le ha prese.
Al momento del vostro passaggio ad Andora l’antica amicizia e fiducia nell’opera comune mi aveva ridato speranza. Vi avevo fatto presente quanto la vostra noncuranza nei miei confronti, oltre a procurarmi dispiacere, era negativa per la Comunità perché viene a operare un funesto contrasto tra i più anziani e i migliori che ancora mi vogliono bene e l’autorità che voi rappresentate. Vi avevo chiesto di cambiare atteggiamento e credevo di essere stato compreso.
Devo perdere ogni speranza e ogni amicizia dopo tanti anni passati insieme? Devo rinunciare d’ora in poi ad ogni amicizia, fiducia, affetto e sostegno su cui un tempo facevo affidamento?
Il vostro rifiuto di essermi d’aiuto è una prova e un dolore inaspettato per la mia vecchiaia.
Vi perdono, caro padre; come anche perdono a coloro che fomentandola ne condividono l’ingiustizia e la crudeltà.
Dio vi conceda il suo perdono e colui che permette la nostra divisione nel tempo ci unisca poi nell’eternità.
Non abbiate a dubitare del mio affetto. L’avervi messo al corrente della mia tristezza ne è una prima dimostrazione.
Caro padre, pregate per me.

p.s.: dom Théodore ha ricevuto brutte notizie e partirà questa notte.

*********************************************
Andora Stazione 22 gennaio 1909
Caro e rev.do padre,
vi comunico il contenuto di un p.s. pervenutomi, ma riguardante la vostra persona, che il bravo canonico Bâtissier  e il vescovo di Arras mi hanno inviato con gli auguri per il nuovo anno.
Dom Tarcise che è arrivato da noi l’altra sera e vi raggiungerà insieme a dom Antoine Chalumeau. Lungo il viaggio si è dovuto fermare a causa di una malattia. (credo – detto tra noi – che non bisogna dare molta importanza alla lettera che ha scritto a dom Paul Benoit, la quale scaturisce più dallo stato d’animo di un giovane che non dallo spirito soprannaturale di un religioso; secondo me è meglio soprassedere). Ne ho avuto una buona impressione. Lo ho soltanto intravisto ieri durante la festa di S. Agnese. Mi ha detto che mons. Pascal dovrà recarsi quest’inverno a Roma.
Il Sommo Pontefice ha esteso a tutta la chiesa la festa di N.D. de Lourdes da celebrarsi il 13 febbraio. Ma in questa data il nostro Proprio Diocesano già celebra la festa di st. Ildefonse; dobbiamo pertanto inserirla in dies fixa? Oppure dobbiamo celebrare la festa di N.D. de Lourdes nel primo giorno disponibile.
Inoltre l’ufficio fissato è già nell’edizione di dom Pothier, oppure deve essere composto ex novo?
Un fraterno saluto in N.S.

**********************************************
Rotalier 28 aprile 1909

Caro rev. padre,
 al mio arrivo ho trovato le vostre lettere.
Mi affretto a esprimere il mio parere favorevole per la professione del caro ed eccellente fratello converso Victor Minaudier e mi raccomando alle sue preghiere.
Riguardo alla soppressione di ogni servizio a Lus e Diano Marina, anche se il mio parere ha valore semplicemente consultativo, senza un’ulteriore riflessione e più approfondite conoscenze sarebbe da ritenersi poco corretto. Per fare delle soppressioni ci devono essere motivazioni ben più profonde che non per le fondazioni, questo almeno secondo il modo di fare dei Santi e della tradizione e, sotto il profilo di un certo grado di giustizia, si deve tener conto dei diritti acquisiti come anche degli obblighi accettati e sottoscritti per quanto in proprio possesso.
Dato che la cosa non è urgente, credo di poter e dover soprassedere fino al mio rientro.
Con rinnovata sincerità vi porgo i miei affettuosi saluti.
Raccomando alle vostre preghiere mio fratello il cui aggravarsi mi preoccupa non poco.

*******************************************

Andora Stazione, mercoledì santo aprile 1909

Carissimo padre,
 vi ringrazio del ricordo del vostro amato fratello. La morte di coloro di cui nella vita ho esperimentato la carità e la bontà la considero come un incontro anticipato dell’eternità dove tutti i desideri saranno appagati.
Solo oggi sono venuto che dom Edmond versa in gravi condizioni. Infatti, poiché assente, non ero stato messo al corrente di quanto accaduto. L’ho saputo da dom Arsène.
Data la situazione lo devo tener lontano dai ragazzi. Credo che anche voi siate del parere che sia opportuno mandarci qualcuno da Roma (per esempio uno dei professi d’Arras al quale, date le circostanze, potete dare la dispensa di qualche mese dal noviziato o qualcun altro disposto a questo piccolo sacrificio).
Con rinnovata sincerità vi porgo i miei affettuosi saluti. Auguri per la Pasqua.

p.s.: sono molto preoccupato per lo stato di salute di mio fratello. Rischia un secondo attacco. Lo raccomando alle vostre preghiere.

*******************************************

Rotalier 2 maggio 1909

Caro padre,
 stando per intraprendere il vostro viaggio come Visitatore Apostolico mi chiedete di pregare.
Non posso non pregare Dio per i miei figli d’oltre-oceano che per mezzo di attività e sofferenze eroiche si sono assicurati presso Dio una così bella corona e per le opere che compiono per la gloria e la propagazione del suo Regno.
Con rinnovata sincerità vi porgo i miei affettuosi saluti, reverendo padre.

********************************************

Rotalier 11 maggio 1909

Reverendissimo padre,
 non sono in grado di formulare un parere sufficientemente motivato poiché non conosco tutti i particolari.
1°. Non so nulla o quasi di quanto è accaduto a Lus. In caso di scandalo sarebbe inopportuno lasciare la parrocchia senza prima porvi rimedio con un comportamento santo ed edificante da parte dei nostri religiosi.
2°. Come ha reagito la popolazione? Quale il risultato della missione?
3°. (cosa fondamentale) cosa ne pensa il vescovo, che senza dubbio avete interpellato e che sempre ha avuto verso di noi un atteggiamento molto affabile e cordiale. Qualora dovessimo lasciare sarà opportuno fornire all’autorità diocesana il tempo necessario al vescovo per provveder ad una nostra sostituzione.
4°. Dobbiamo attentamente valutare la cosa prima di lasciare una diocesi in cui siamo stati chiamati dal vescovo e che ci ha dato e ci potrebbe dare vocazioni molto valide.
Per la cappellaneria di Cinq Plaies è solo questione di denaro. Si tratta di un modo di procedere veramente meschino. Non credo che ce lo possano imporre.
In questo caso il servizio a Cinq Plaies spetterebbe a S. Remo? Sarebbe un ottimo modo di procedere e per di più senza grande nocumento.
Rispondo alla vostra dalla casa di mio fratello dove, di ritorno da Parigi, ho dovuto soggiornare per un attacco di gotta
Rinnovo i miei più sinceri saluti.

*******************************************
      12 settembre 1909

Gentile e caro padre,
Grazie per gli auguri. Conoscendo quali siano le mie disposizioni, venitemi in aiuto perché le possa rendere sempre più sante.
Nel libro di Giuditta si legge che si offende Dio pretendendo di imporgli quando le prove da Lui permesse debbano aver termine.
Possiamo, certi di non offenderlo, pregare che propter electos e per evitare ulteriori pericoli per le anime vengano abbreviate, come anche pregare che siano destinate secondo il disegno di Dio a vivificare per mezzo della morte; a purificare e così mettere in risalto la sua misericordia.
La resurrezione dell’Ordine canonicale nella sua essenzialità, susciterà gioia in cielo e costituirà nella Chiesa quel santo clero diocesano santificato, come era avvenuto nei più significativi giorni della sua storia, dalla vita monastica unita al ministero sacerdotale e levitico. Questa dottrina, secondo i più significativi insegnamenti della Santa Sede e dei Padri, l’ho esposta nei capitoli XI e XII del terzo libro sulla Chiesa; e le persone più lungimiranti, i prelati più qualificati (tra cui il Prefetto dei Regolari il Card. Vega) sono del parere che i tempi per una tale rinascita siano maturi. Il Card. Vivés un giorno ebbe a dirmi che secondo lui il nostro ideale è quello di avere delle Abbazie (e anche i voti solenni, cosa meno importante). Le nuove Costituzioni imposteci ad exsperimentum non tenendo conto di questo aspetto fondamentale lo sostituisce con un’organizzazione centralizzata propria delle congregazioni apostoliche moderne alle quali, l’ordine canonicale, per sua essenza, non può essere assimilato. Non siamo un nuovo Istituto, ma conformemente a quanto dettoci dalla S. Congregazione (credo che non siano stati controllati i documenti negli archivi) noi quoad substantiam dobbiamo conformare le nostre Costituzioni a qualche antica Congregazione dei Canonici Regolari.
Mi attengo, quanto alla corretta dottrina su ciò che è e deve essere il nostro Istituto, all’istruzione del 1907 e che, credo, voi possedete; questo il vero prototipo al quale deve conformarsi ogni vocazione che Dio chiama allo stato di Canonici Regolari, modo di vivere un po’ messo in ombra, ma che sta a fondamento della mia vocazione e quelle dei miei vecchi figli e confratelli. Nella situazione attuale di crisi che stiamo attraversando, cerco, per quanto mi è possibile, di non farli deviare; ma non tutti mi hanno prestato ascolto; e nonostante le calunnie che possono essere sollevate nei miei confronti, posso con certezza affermare che le mie lettere, che possono essere spedite a Roma, sono verbum irreprehensibile.
Addio, carissimo padre; pregate perché  possa avere una buona morte. Se questa è la volontà di Dio, lascerò questo mondo prima di aver visto la resurrezione che aspetto con immutabile fiducia nella grazia  della mia vocazione, opera di Dio su di me.
Con affetto vi benedico.  

n.b.:mons. F. Vernet, in “dom Gréa” p. 158 la considera inviata a dom Carre. Dagli archivi risulta di dom Grèa inviata a dom Delaroche e da questi a dom Carre.

************************************************

      Andora Stazione 14 novembre 1909

Carissimo figlio e fratello, (stando ad una copia di dom Moquet, questa lettera sarebbe indirizzata a dom Carre e non a dom Delaroche)

Dio ci ha manifestato per mezzo di segni così stabili e così chiari la sua santa volontà  attraverso la sua chiamata che non possiamo minimamente metterla in dubbio.
Abbiamo capito quello che Dio voleva da noi con il farci conoscere l’ordine canonicale e con il darci il compito di far sapere a Roma, e in Francia, per mezzo dei vescovi  e di esimi servitori di Dio, che la restaurazione di questo ordine, che apre al clero delle diocesi l’accesso alla vita religiosa e monastica nel servizio ordinario delle chiese, rispondeva ai bisogni del tempo presente.
Quindi, carissimo, poiché i disegni di Dio sono irrevocabili, e poiché la nostra santa professione, a Lui gradita, ci ha impegnato e l’ha impegnato secondo l’essenza di questo patto, l’essenza dell’istituto canonicale, continuiamo con forza a rimanere nella fiducia e nella fedeltà. È cosa buona che subisca la sorte del grano di frumento perché diventi fecondo. Accettiamo questa prova: expecta, reexpecta.
Carissimo, credo che questo sia per noi il momento della preghiera: mistero della Croce. Restiamo sempre più strettamente uniti al Cuore di Gesù agonizzante: affectus nostros participando curabat, scrive S. Leone. Ha voluto aver paura, pavere; sentir disgusto, toedere; provare dolore, contristari et moestus esse; provare ripugnanza, transeat a me calix iste, calice del suo amore per la salvezza del mondo, della sua gioia eterna, proposito sibi gaudio coeli meus inebrians quam praeclarus est.
Spetta a noi prestare ascolto al suo invito: potestis bibere calicem quem ego bibiturus sum?  Sperare, attendere, prevedere il frutto di gloria per la santa Chiesa, che seguirà alla semina nelle lacrime del momento presente.
Credo che voi abbiate sotto mano quanto vi ho insegnato riguardo all’Istituto Canonicale, la sua essenza, la sua storia; tutto è stato approvato, riconosciuto autentico e utile dalle autorità più competenti e esimi servitori di Dio. Vi invio il resoconto che feci per i giureconsulti cattolici nel 1907. A tutti i miei figli dico: aspettiamo nella fiducia e nella fedeltà, aspettiamo in quella pace che la volontà di Dio amata e perseguita ci assicura.
Maria Immacolata protegga la sua famiglia benedetta dal grande papa Pio IX.
Vi abbraccio in osculo sancto e affettuosamente vi benedico.

p.s. quanto desidero vedervi. Ho tante cose da dirvi. Ho fatto miei i consigli dei santi vescovi: il Cardinale di Reims, il Vescovo di Châlons, quello di Troyes e di Moulins. Vogliono la nostra opera, l’amano e la condividono.

******************************************

Andora Stazione 30 dicembre 1909

Carissimo padre,
 un attacco di gotta mi impedisce di dilungarmi. Grazie degli auguri. Sostenetemi con la preghiera. Una vostra eventuale visita sarà più proficua di una corrispondenza che non mi è possibile effettuare come desidero.
Ricevete il mio fedele ossequio.

Ringrazio la comunità del Gianicolo per gli auguri che mi ha voluto porgere. La gotta mi impedisce di prolungarmi ulteriormente. Per queste care persone la preghiera quotidiana vale più di tante lettere. Rimaniamo uniti nel Cuore di Gesù. Con tutto il mio cuore di padre vi benedico. Alla paternità non si abdica.

*****************************************

Andora Stazione 8 gennaio 1910

Caro rev. ssimo padre,
vengo a voi con un certa sollecitudine per esprimere il mio stato d’animo; ho solo ritenuto opportuno riservarmi un momento per pregare e chiedere a Dio che vi illumini sulla decisione.
Innanzi tutto non posso dimenticare una delle ultime raccomandazioni fattemi dal venerato padre Desurmont “non dispedetevi”. Non era minimamente del parere di accettare, anche se allettanti, altre fondazioni se non quando tutte le diverse case fossero al completo e in situazione di normalità. Devo costatare che cedendo alle pressioni e alle insistenze ebbi il torto di venir meno a questa salutare raccomandazione nel caso di Alberta e di Saskatchewan.
Al momento unica preoccupazione è quella di far sì che le nostre case in Europa (Chatel, La Bocca, Paris St. Ouen, Beuvry, Dumfries) rientrino tutte nella norma e dispongano di un personale adeguato per poter vivere una vita comune e svolgere un’attività adeguata.
Io, in condizioni simili alle vostre, rifiutai un fondazione che l’eccellente mons. Peschenard, vescovo di Soissons, mi aveva personalmente proposto. Anteriormente mi ero rifiutato di accettare il servizio nella cattedrale di Arles propostomi da mons. Fercade, arcivescovo di Aix. Questo il principio che i Premostratensi hanno sempre applicato con rigore (cf le loro costituzioni).
I vantaggi materiali che il vescovo di Versailles con grande magnanimità ci offre secondo me costituiscono più un percolo che un’attrattiva: 5600 fr per tre religiosi in un paese dove non esistono poveri. Infatti ci si dovrebbe prendere cura di 2000 persone in una situazione di compiaciuta indifferenza da parte della regione.
A Lus oltre al lavoro, si deve anche lottare, adversarii multi, lotta questa che rafforza l’unità.
Prima di aprire nuove colonie ci sarebbe da aumentare di molto il numero degli apostoli a Paris St. Ouen, dove migliaia di persone soffrono.
Con Dumfries la Divina Provvidenza ci sta aprendo una porta per l’Inghilterra; ma si dovrebbe disporre di quel numero richiesto, che oggi non c’è. Già si fa del bene, ma si può migliorare. Colà, nonostante le possibili persecuzioni, potremmo operare in libertà ed disporre di un ostium magnum apertum.
Sono quindi del parere, reverendissimo padre, che, pur apprezzando la fiducia e la generosità dimostrataci dal vescovo di Versailles, per il momento, per mancanza di personale adeguato, non sia opportuno accondiscendere alla sua richiesta. Sarà per altre comunità religiose di cui apprezzeremo l’operare.
Con piacere avrei accettato di operare nella diocesi di Versailles, dove ho potuto godere dell’amicizia vera e sincera di due Vicari Generali, dove tutto mi parla di mons. Mabile, che per primo mi fece prendere coscienza della mia vocazione, in questa diocesi dove ho parenti molto cattolici e simpatici.
Credo che nella circostanze attuali la volontà di Dio non sia questa.
La vostra visita mi sarà molto gradita, reverendissimo padre, e mi auguro che per l’occasione la gotta, che con le cure e un po’ di prudenza va diminuendo, mi abbia completamente lasciato.
Pregate per me perché possa corrispondere ai doni di Dio e al nobile dono della sofferenza.
Sinceri e cordiali saluti in Gesù nostra vita.

********************************************

19 febbraio 1910

Caro padre,
 a Rotalier in una lettera a me indirizzata ne ho trovata una per voi. Ve la spedisco in tutta fretta.
Pregate per me perché questo mio 83° anno che ho iniziato a Paray le Monial sia santo e santificante in vista dell’eternità per me così vicina.
Un affettuoso e cordiale saluto.

******************************************

(?)Andora Stazione 31 marzo 1910

Reverendissimo padre,
 oggi ho ricevuto una lettera da parte di dom Paul Benoît in cui mi si comunicano le decisioni prese nei suoi confronti, la sua destituzione, la chiusura della scuola e il suo allontanamento da N.D. de Lourdes.
Nessuno mi aveva messo al corrente di un fatto così rilevante. Non posso tuttavia non prendere posizione e rimanere indifferente per quanto accade nella famiglia nella quale Dio mi ha chiamato a vivere.
Dom Paul, rivendicando il diritto proprio di ogni cristiano, aveva scritto una supplica alla Santa Sede. Per il fatto che le sue domande siano state rifiutate (domande presentate senza il mio parere e la mai approvazione) non vuol dire che abbia commesso qualche mancanza di fronte a Dio.
Sono anzi edificato dal tono con cui mi mette al corrente dell’accaduto: “quali prove e come comunicare alla comunità e alla parrocchia per evitare ogni scandalo? Ebbene! Non si sale sulla croce se non per rinascere. Non resta che accettare questo calice e fare in modo che le persone abbiano il meno possibile a soffrire per questi cambiamenti, per questo vuoto e per questo silenzio che sta creandosi intorno a questa chiesa, dove per 18 anni l’ufficio divino è stato celebrato integralmente.
Benediteci, reverendissimo padre, perché non cadano in terreno arido queste grazie che Dio ci elargisce con queste dolorose prove per la nostra santificazione”.
Ho ritenuto mio dovere farvi presente con tali righe lo spirito che anima questo caro figlio, che Dio, 33 anni or sono, mi ha donato e che ha grandi meriti di fronte alla chiesa per quanto ha fatto.
Non potete ignorare quale grande stima e venerazione nutrono verso di lui coloro che nella congregazione e fuori lo hanno conosciuto. Tutti ne saranno profondamente scossi. Soffro profondamente e provo grande compassione per questo caro figlio. È un grave colpo per il mio cuore.
Con sincero affetto, reverendissimo padre, vi porgo i miei più cordiali saluti.

**********************************************
Andora Stazione 1 aprile 1910
Rev.ssimo padre,
poiché, avendola avuta in eredità, era mio desiderio prendermi cura della cappella di mons. Ségur, avevo preso accordi con i fratelli Maristi di Dunfries, per l’intermediazione di dom Cottet, loro cappellano, perché la custodissero per un periodo di tempo in modo da evitare che, continuando a rimanere a S. Claude, accada qualcosa di inevitabile.
Il canonico Vuillermoz, che aveva ricevuto l’incarico di occuparsene, mi scrive dicendo che dom Genevey glielo impedisce perché aspetta una vostra autorizzazione.
Vi prego di inviargliela il più presto possibile. Non c’è motivo alcuno di continuare in questo tiro e molla con p. Genevey, che stimo e che ha fatto bene conservate questi oggetti, che voglio mettere al sicuro.
A voi i miei più sinceri e cordiali saluti

***************************************************
Andota Stazione 6 aprile 1910
Rev.ssimo padre,
non vi ho detto nulla riguardo al da frasi per mettere al sicuro l’eredità di mons. Segur, per il semplice motivo che me ne ero dimenticato; non mi sembra neppure di averne fatto parola con dom Cottet prima del mio ritorno ad Andora, da dove gli ho inviato una lettera.
Non mi fido dei nascondigli che facilmente potrei reperire in Francia e che, in un primo momento, avevo cercato vicino alla frontiera tra la Svizzere e l’Alsazia.
Vi prego quindi di farvi carico affinché don Genevet non faccia resistenza alcuna.
Me ne assumo tutta la responsabilità.
Quanto alle visite che ricevo dai miei figli, quando sanno che sono alla loro portata, penso che sia la loro pietà filiale, la fiducia che hanno in colui che li ha formati alla loro vocazione, ed i consigli di cui sentono il bisogno, i consigli di colui che rimane sempre il loro padre, che li ha spinti a venire a trovarmi; dovete scusarli ed io non posso biasimarli.  Gli incontri sono stati molto utili alle loro anime.
Fermiamoci qui; non penso che l’essere messo completamente in disparte corrisponda a quanto dichiarato dalla Sacra Congregazione, quando vi ha nominato vicario generale. Si trattava, così mi dissero, di nominare qualcuno che, prima della mia morte, potesse essere preparato a succedermi. E la scelta, cosi si diceva, era caduta sull’uomo di mia fiducia e mio braccio destro, ecc….
chiedo a dio di darmi la forza di compiere fino in fondo la sua santa volontà!
A voi i miei più sinceri saluti in nostro Signore.

Sia chiaro che ho nessuna intenzione di cedere la cappella ai fratelli di Dunfries, si tratta solo di una sistemazione provvisoria. Posso trovare rifugi molto sicuri presso la mia famiglia e i miei amici, ma non ci si può fidare della Francia.

******************************************************

Venerdì 8 aprile 1910
Caro padre,
approfitto della partenza di un nostro comune amico per farvi pervenire i miei sinceri e cordiali saluti.
Torno a chiedervi di insistere perché dom Genevet cessi di porre resistenza. Con mia grande sorpresa le componenti della cappella di mons. Segur non si troverebbero più presso gli amici ai quali per prudenza le avevo affidate.
Ritengo sia opportuno, giacché penso che non ne siete del tutto informato, mettervi al corrente della situazione e della natura dell’eredità.
Con affetto, caro padre vi saluto.

Ha avuto notizia di minacce, circolanti nel dipartimento, nel caso si pensasse a procedere alla rifondazione della Congregazione a St. Claude.
Costui può condurre indagini, sigillare, sequestrare, ecc…
Penso che sia opportuno vigilare.

Mons. De Segur ha designato dom Grèa come unico ed esclusivo erede della sua cappella.
Intuitu si poteva pensare che si trattasse soprattutto per l’ufficio che ogni notte veniva celebrato nella cappella di St. Claude. (questo il motivo per cui dom Gréa aveva ritenuto opportuno non conservare tali oggetti a St. Antoine, ma trasferirli ad Andora)
Mons. de Segur, senza restrizione alcuna e come unico responsabile, aveva voluto affidarli alla mia prudente custodia. Dovevo secondo le sue disposizioni, cosa che ho fatto, prendere accordi con la famiglia e gli eredi.
A mons. de Segur piaceva la cappella di St. Claude e la considerava come un prolungamento per la sua preghiera notturna, secondo quelle forme liturgiche da lui molto apprezzate.
Non aveva, pur amandolo molto, una conoscenza adeguata del nostro Istituto e le sue attività.

*******************************************************

Rotalier 16 aprile 1910
Rev.ssimo padre,
stando alla vostra lettera del 9 u.s. non mi risulta che abbiate preso visione delle osservazioni che vi avevo inviate tramite il nostro comune amico Auguste.
Unico ed esclusivo erede dell’oggetto in questione di mons. de Segur, come anche confidente delle sue disposizioni e delle sue intenzioni, sono tenuto a rendere conto solo al suo erede, il quale, come da accordi, pur rimanendone ereditario, mi ha riconosciuto come depositario.
Il vostro rifiuto di intervenire nei confronti di dom Genevet, di cui apprezzo la prudenza, non cambia di una virgola la mia posizione quanto alla cappella di mons. de Segur, e non intendo trasferire ad altri le mie responsabilità.
Mi permetto di avanzare delle riserve.
Giacché il vostro rifiuto non faceva minimamente cenno alle osservazioni che avevo fatto presenti, lo considero una mancanza di rispetto verso di me.
Vi scuso per questo vostro modo di procedere  e offro a Dio questa umiliazione verso la mia vecchiaia. Ma come avete potuto arrivare a tanto, dopo quello che ho fatto per voi, figlio mio, nel quale avevo riposto la mia fiducia e a cui avevo concesso tutto il mio affetto?
Vi scrivo da Rotalier dove mi trovo a causa dell’aggravarsi dello stato di salute di mio fratello, dolorosa croce per il mio cuore. Stando per raggiungere l’eternità, pregate per lui e per me.
Con quell’affetto, che mai nulla potrà cambiare, vi porgo i miei più sinceri e cordiali saluti.

************************************************


(?)Rotalier 16 maggio 1910

Con queste lapidarie parole in latino su una cartolina postale inviata a dom Delaroche e dom Gressot (via XX X aprile 1, al Gianicolo, Roma) annunciava la morte del fratello:
Frater meus mortuus est ; orationes vestras efflagito et fratrum meorum.

**************************************************

Andora Stazione 3 maggio 1910
Rev.ssimo padre,
E nel Giura che, con mio grande stupore, sono venuto a conoscenza di quanto accaduto a St. Claude. Provo compassione per coloro sui quali ricade la responsabilità di questo modo di procedere frutto di furbizia e menzogna.
È mio  compito avanzare riserve nei miei confronti come anche nei confronti della famiglia de Segur.


Caro amico, come siete caduto in basso nei miei confronti? Io non sono cambiato, nè cambierò in seguito. Che Dio abbia pietà di voi e di tutti!
Vi chiedo di comunicarmi quale sia la situazione dal punto di vista legale della mia abbazia di St. Claude, parte cospicua del mio patrimonio.
Vostro fratello, ne era solo esecutore materiale e non poteva operare senza il mio permesso.

****************************************************

Andora Stazione 11 maggio1910
Rev.ssimo padre,
mi piace costatare che non siete al corrente dei miserevoli raggiri che vengono perpetrati a St. Claude nei confronti del canonico Wuillermoz; potrei mettervi al corrente di tutto con dovizia di particolari.
Mi comunicate che quanto fatto, a mia insaputa, con le cose di cui gli eredi di mons. Segur mi avevano costituito quale unico legale depositario ed esecutore, è nell’interesse dell’istituto e mio. Ma voi ignorate le condizioni con cui ho accettato questa eredità e per cui ne sono in possesso; questo è accaduto molto prima del vostro ingresso a St. Claude.
Si è fatto in modo da far sparire queste cose a mia insaputa e fino a questo momento voi non ritenete opportuno mettermi al corrente di dove si trovino.
Questo è un venir meno non solo alla semplice cortesia, ma anche un andare contro i miei diritti.
Mi dispiace rivolgermi a voi con simili parole; mi auguro che bastino perché giustizia e riparazione vengano fatte.
Vi porgo i miei saluti anche se per il momento vi rattristano; io continuerò a volervi bene, come anche a non dubitare del vostro affetto.
Offro a Dio questa croce che pesa sulla mia vecchiaia.

****************************************************

Andora Stazione 12 giugno 1910
Rev.ssimo padre,
vi invio il resoconto particolareggiato, di cui vi avevo parlato in precedenza, concernente la sparizione della cappella di mons. de Segur.
Mi auguro che approviate le bugie e la deplorevole duplicità con cui si è proceduto.
Di nuovo sottolineo che unico legale depositario ed esecutore di mons. de Segur e dei suoi desideri a me affidati.
Voi ignorate queste cose poiché siete venuto a St. Claude molto tempo dopo che erano accadute.
Porgo a voi i miei sinceri e affettuosi saluti.

Vi chiedo ancora una volta di mettermi al corrente della situazione della mia abbazia di St. Claude. Il vostro defunto fratello, in verità, non aveva altro diritto che quello della garanzia del vitalizio spettante a vostra nuora qualora quegli fosse deceduto prima. In verità questo solo diritto poteva essere rivendicato dagli eredi.
Ha me interessa solo rivendicare i miei diritti, avendo spesso per questo immobile un cospicua parte del mio patrimonio.

**************************************************

Andora Stazione 26 agosto 1910

Reverendissimo padre,
 vi sono grato per l’interessamento verso la mia salute.
Mi mettete al corrente dell’invio di dom Denys in Canada.
Che porga i saluti di sincero e profondo affetto a voi e a tutti i confratelli di Roma.
(nel retro della stessa lettera)
Mi comunicate che la partenza di dom Denys per il Canada è fissata per la festa di S. Agostino, cioè fra tre giorni.
Sono spiacente, mia caro amico, che, in simile circostanza, non prevista né conosciuta, non mi sia dato di non trovare scritto nella vostra notifica questa formula di cortesia: “Si vous n’y voyer pas d’inconvénient” (non ho infatti nulla da obiettare né alcunché di simile).
Ci tengo a sottolineare che tali formule (sempre opportune tra religiosi e che sono proprie in ogni comunicazione) non indeboliscono l’autorità ma la valorizzano e ne accrescono la fiducia.
Caro amico, sono l’età, le circostanze e i nostri antichi rapporti che mi spingono a rivolgervi queste osservazioni utili per il vostro governo.
Sappiate che anche se dovesse mutare il vostro modo di fare nei miei confronti, mai verrebbe meno la mia simpatia nei vostri.

p.s.: prego sempre per voi e vi chiedo di fare altrettanto per me.
Che cosa vi impedisce di venire più spesso da me? vi potrei, a Dio piacendo, ancora essere utile.

*******************************************

(?)Andora Stazione 18 giugno 1910
Reverendo padre,
 ho ricevuto la vostra del 17 giugno.
È evidente che:
1° sono state dette menzogne e furbate nei confronti del Canonico Wuillermoz, mio delegato e mandatario a St. Claude, plenipotenziario in mio nome.
2° continuate a tenermi all’oscuro di dove e a chi sono stati consegnati gli oggetti lasciatemi per testamento, di cui sono unico garante testamentario.
Su questi oggetti rivendico ogni diritto e titolo.
Riguardo all’abbazia di St. Claude, acquistata a mie spese: rimane assodato che vostro fratello non può accampare altro diritto all’infuori di quello da me sottoscritto della sola rendita vitalizia.
L’ordinanza di Grenoble non ha potuto concedergli la proprietà.
In coscienza aveva il diritto: 1° alla sua rendita vitalizia (che io stesso ho continuato a pagare fino alla sua vendita), 2° al legittimo rimborso delle spese ancora da fissare.
Vostro fratello non era deputato a trasferire in foro conscientiæ una proprietà che non aveva, proprietà che costituisce parte consistente del mio patrimonio.
Non ho nessuna intenzione di rinunciare ai miei diritti. Voi invece continuate a tenermi nascoste le volontà testamentarie di vostro fratello concernenti quel bene il cui possesso radicale e gli annessi diritti non possono essermi contestati.
Con affetto paterno ricambio i vostri sinceri e cordiali saluti, paternità a cui non mi è dato abdicare e che in ogni circostanza fino alla fine dei miei giorni vi testimonierò con amore.

********************************************

Andora Stazione 28 dicembre 1910

Reverendissimo caro padre,
 vi ringrazio per i saluti vostri e di quelli che vi sono vicini. Sinceramente e affettuosamente li ricambio. Tra coloro che ora vi sono vicino militano molti per i quali mi son particolarmente dato da fare e sacrificato. Facendovi loro porta parola li dispensate dal darmi il piacere di leggere i loro nomi e di rivolgermi il loro personale ringraziamento. Essendo, davanti a Dio, padre per loro, sono sempre tenuti a pregare per me in questa mia vita mortale e nell’altra.
Questa lettera, come la vostra, carissimo padre, è rivolta a tutti.
Sinceri saluti, reverendissimo padre, da parte di uno che sempre, grazie a Dio, vi rimarrà fedele.

*************************************************

Andora Stazione 2 febbario 1911(?)
Rev.ssimo padre,
volentieri do il mio assenso per l’ammissione di fr. Brossard alla professione solenne.
Preghiamo per il vescovo di Arras che ben conosceva e tanto desiderava la rinascita dell’antica vita canonicale.
Con quell’affetto, che grazie a Dio, continuo a nutrire per voi, vi porgo i miei più sinceri saluti

*********************************************

Rotalier 14 giugno 1911
Rev.ssimo padre,
tornato in Francia per una ricorrenza di famiglia, ho fatto visita a dom Desrosiers, che è gravemente ammalato: carie dell’osso temporale, pericolo di diffusione, suppurazione frequente e consistente al naso e alla bocca, febbre molto alta ogni volta che soggiorna in montagna.
Stando a Moulins, vicino ai genitori e a suo fratello, eccellente medico, può usufruire, data la gravità della situazione, di ogni assistenza medica e forse anche della chirurgia. Dobbiamo pregare per lui.
Non ho avuto modo di incontrarmi con il vescovo di Moulins. Credo che le decisioni che ha preso siano una conseguenza dei cambiamenti avvenuti nell’Istituto.
Rev.ssimo padre, vi porgo i miei più sentiti saluti. Un forte attacco di gotta mi impedisce di muovermi da qui. Attacco così forte da impedirmi anche di firmare la presente.

************************************************

Andora Stazione 31 agosto 1911
Rev.ssimo padre,
manderò dom Avit a San Remo; vi prego di accelerare il trasferimento di colui che deve prendere il posto di dom J.B. Gressot. Ci troviamo in grosse difficoltà sia a causa dell’assenza di dom Louis Marie come anche per la grave malattia di dom Michel.
Pregheremo per Mr. Felicien Vuillermez. Penso che la gregoriana sarà celebrata sia a Roma sia a St. Calude.
A voi i miei più sentiti e cordiali saluti.

*************************************************


Andora Stazione 9 settembre 1911
Rev.ssimo padre,
grazie per gli auguri inviatemi in occasione della festa della Natività della Vergine e di sant’Adriano.
Quest’anno festeggio i quarant’anni della mia professione perpetua. Numero mistico simboleggiante la fine del tempo di penitenza e di quaresima della vita umana.
Questo mi richiama alla mente la fine ormai prossima e il bisogno di rivolgermi alla preghiera di tutti coloro, che durante il mio lungo mandato, ho avuto il piacere di incontrare.
A voi e a tutti i confratelli i miei più sentiti saluti.

**************************************************

Andora Stazione 17 settembre 1911
Rev.ssimo padre
La mia risposta alla vostra richiesta di ammissione alla professione dei fratelli Lefèvre e Paul Royon non può che essere positiva. Il loro soggiorno ad Andora ha lasciato in me una buona impressione; che preghino anche per me.
La fondazione ad Avignon si presenta sotto i migliori auspici. Presenta però una difficoltà dal punto di vista dell’attuazione. Dove reperire il personale necessario senza recare nocumento a quelle già in essere.
Dall’inizio della vostra amministrazione non sono più stato messo al corrente di quanto accade nella congregazione (son infatti all’oscuro sia dei nomi come anche del numero delle persone che sono in Francia e in America). Questa vostra presa di posizione mi sorprende non poco stando a quanto riportato nel decreto che mi avete comunicato, in questo infatti si legge: “in vista, di un indebolimento, in un futuro prossimo, delle mie capacità operative, era cosa buona che, ancora in vita, si pensasse a preparare qualcuno alla mia successione”. Questo mi porta a concludere che il rapporto tra me e voi, l’uomo su cui avevo riposto grande fiducia, dovrebbe andare in ben altra direzione.
Ma stando così le cose mi sento costretto a limitare, posizione per me molto vantaggiosa, miei interventi alle sole questioni di carattere morale e materiale per ciò che concerne la nuova fondazione, senza così sentirmi obbligato a prendere posizione né ritenermi responsabile quanto alla sua realizzazione pratica, poiché sono all’oscuro dei mezzi a vostra disposizione; tra l’altro so bene che ogni mio parere è semplicemente consultivo e che potete anche ignorarlo.
A voi i miei più cordiali e deferenti saluti.

********************************************

Andora Stazione 25 dicembre 1911
Rev.ssimo padre,
grazie per gli auguri che con di cuore ricambio. Avanti con gli anni e vicino all’eternità il solo desiderio che mi rimane in questo mondo è quello di pensare all’opera che Dio mi ha affidato e per la quale ho speso tutta la mia vita.
Un tempo quei figli, alla cui formazione mi ero dedicato con sacrifici e abnegazione, mi porgevano i loro auguri personalmente o apponendo le loro firme accanto al loro filiale e collettivo sentimento di riconoscente gratitudine. Ora li dispensate di questo loro modo di esprimere la loro gratitudine e affabilità dichiarando che lo fate in loro vece.
Se ora non possono più esprimere personalmente i loro sentimenti, questo non mi porta in nessun modo a dubitare del loro affetto e della loro gratitudine che mi devono e che senza dubbio nutrono. Se è vietato loro rivolgermi la parola, possono tuttavia e devono, pregando per me, parlare a Dio per me.
La santa chiesa ci riferisce che S. Stefano, di cui porto il nome e di cui celebriamo la festa, pregò per i suoi persecutori; non dimentichiamoci mai e non trascuriamo di pregare per i nostri benefattori. Io prego per tutti questi miei cari figli e in particolare per i cari fratelli Luigi, André, Léopold e il suo affabile compatriota.
Devotamente a voi i miei più cordiali e affettuosi saluti.

*****************************************************

Andora Stazione 26 agosto 1912
Riv.ssimo padre,
in ottemperanza alla vostra richiesta dom Claude e dom Arsène si accingono a venire da voi.
Approfitto della circostanza per porgervi i miei auguri di una buona festa ai quali mi permetto di aggiungere l’espressione di una sincera simpatia.

*****************************************************

Andora Stazione 8 settembre 1912
Rev.ssimo padre,
vi ringrazio per gli auguri e mi affido alle preghiere dei miei fedeli figli, che sempre con affetto e simpatia ricordo.
Non conosco personalmente il rev. p. Rochard. Questo tuttavia non mi vieta di dare il mio assenso a quanto da voi riferitomi. Cosa inoltre confermata dal rev. p. dom Jean Baptiste, suo maestro di noviziato. Il mio parere, con valore puramente consultativo, mi esime da qualunque responsabilità.
I miei più sinceri saluti. Vostro in N.S.

*****************************************************

Andora Stazione 9 dicembre 1912
Rev.ssimo padre,
ho ricevuto i documenti che mi avete inviati; unitamente a questa comunicazione vi porgo i miei più sinceri e cordiali saluti in N.S.

****************************************************

…………………. 1912
Da dom Claude sono venuto a conoscenza della decisione, di cui non mi avevate messo al corrente, della chiusura immediata della nostra scuola di Andora.
Poiché sono in ritiro ho bisogno di qualche giorno prima di prendere contatto con i genitori e i protettori, sorpresi per il fatto che si è a metà di un anno scolastico, per vedere come procedere in modo da garantire il proseguo del processo educativo di questi ragazzi, che seguo con paterno e tenero interesse, per qualcuno dei quali mi considero anche principale benefattore.
Cercherò di non rinviare altre il dovuto; al più tardi tra qualche settimana e non oltre l’inizio del prossimo anno, tutto sarà deciso.
Non dubito che la vostra gentilezza mi concederà questo rinvio, che non apporta inconveniente alcuno. In caso contrario vi chiedo di concedermelo come un favore personale, fatto nei miei confronti, e anche per la mia età e per i tanti sevizi nell’istituto.
Vi porgo i miei più sinceri e cordiali saluti in N.S.

**********************************************

Andora Stazione 1 gennaio 1913
Rev.ssimo padre,
nel ringraziarvi per gli auguri per il nuovo anno, vi porgo i miei che scaturiscono da profondo e sincero affetto.
Con l’approssimarsi del mio 86 anno di età chiedo a voi e a tutti coloro che mi hanno conosciuto di ricordarmi nella preghiera.
A voi un deferente religioso saluto in N.S.

***********************************************

Rotalier par Vincelles 26 febbraio 1913
Rev.ssimo padre,
grazie per avermi comunicato che la mia supplica è stata accolta da Sua Eminenza il Cardinale, come anche delle affettuose parole che mi rivolgete a sostegno della mia infermità.
Vi chiedo, rev.ssimo padre, di inviarmi l’indulto o il rescritto di Sua Eminenza. Come destinatario dell’indulto mi riservo di possedere l’originale qualunque ne sia la forma (rescritto secondo il modo ordinario di procedere della S. Congregazione o semplice scritto apposto alla mia supplica da parte di Sua Eminenza) e di poterlo esibire all’autorità diocesana.
Desidero venirne in possesso nel più breve tempo possibile, come allegato alla presente, in modo da presentare al Sua Eminenza il mio ringraziamento.
Voi tuttavia potete conservarne una copia nei vostri archivi.
Sia ben chiaro che le spese sono a carico del richiedente e vi chiedo di allegare la fattura all’invio.
Ringraziandovi, rev.ssimo padre, del servizio richiesto e nello stesso tempo chiedendovi di pregare per me nella mia attuale e prolungata sofferenza, vi esprimo il mio più profondo affetto.

*************************************************

Rotalier 12 marzo 1913
Rev.ssimo padre,
vi ringrazio per l’invio del rescritto.
Allego alla presente il rimborso per il rescritto. Ringraziando Dio, sto meglio e il prolungato attacco di gotta va attenuandosi.
Con i ringraziamenti a voi anche la testimonianza del mio fedele e invariato affetto sempre sincero e devoto.

***************************************************

Andora Stazione 2 aprile 1913
Rev.ssimo padre,
vi ringrazio per il decreto di Sua Santità inviatomi.
Ancora subisco le conseguenze per il persistere di un attacco di gotta. Chiedo a voi e alla Congregazione di pregare per me, che sto avvicinandomi all’eternità.
A voi, rev.ssimo padre, i miei più sinceri e cordiali saluti.

**********************************************

Rotalier par Vincelles, Jura 9 agosto 1913
Rev.ssimo padre,
avendo avuto il permesso di ritirarmi con il mio confratello presso la casa di mio nipote nel Jura, non sono più in grado di sostenere il peso così gravoso della casa di Andora (imposte e debiti ipotecari).
Ora spetta all’istituto prendersene cura, per non lasciarli pesare sulle spalle di mio nipote.
Qualora pensiate di non assumervene l’onere, abbiate l’accortezza di comunicarmelo quanto prima.
Ritengo quanto mai opportuno che mio nipote faccia presente alle autorità competenti che gli vengano rimborsati gli interessi versati. Un sincero e cordiale saluto in N.S.

***********************************************

Andora Stazione 10 settembre 1913
Rev.ssimo padre,
vi ringrazio per gli auguri nella ricorrenza della festa del mio santo patrono e quella della Natività della Vergine, nostra Madre ed Protettrice.
Ho ricevuto la vostra del 5 settembre qui ad Andora. Come è giusto e come voi stesso avete chiesto vi terrò al corrente degli accordi per liberare mio nipote dalle incombenze riguardo casa di Andora, dato che l’istituto non vuol assumersene il peso.
Avendo fatto mio nipote da prestanome a favore della Società per l’acquisto dell’immobile, senza rivendicarne la proprietà, è su di lui che è ricaduta la responsabilità civile, da cui, come anche voi sapete, deve essere svincolato.
Allego alla presente la risposta ai miei figli per l’amorevole attenzione mostratami in occasione della festa del mio santo patrono. Le sarei grato se volesse trasmetterla a loro.
A voi i miei più sinceri saluti.

**********************************************

Rotalier (par Vincelles, Jura) 4 gennaio 1914
Rev.ssimo padre,
grazie per gli auguri portimi, che ricambio; continuerò a pregare per voi e per coloro per i quali Dio mi ha costituito padre nel tempo e nell’eternità. È come tale che mi affido alle loro preghiere.
Vi ringrazio di avermi fatto pervenire il prezioso calice, ricordo di mia madre.
A voi, rev.ssimo padre, un sincero e cordiale saluto in N.S.

************************************************

Morez (Jura) 6 ottobre 1914
Rev.ssimo padre,
solamente oggi ho ricevuto la vostra lettera con gli auguri per la festa dell’8 settembre. Vi ringrazio per il ricordo e per le preghiere in mio favore.
Avvicinandomi all’eternità, sento un forte bisogno di essere affidato alla misericordia di Dio. Durante questi giorni che ancora mi rimangono da vivere mi servano per crescere nella santità, rispondendo con totale dedizione alle grazie di Dio e all’accettazione delle croci, le più nobili tra le  sue grazie.
Un cordiale saluto.

************************************************

Baudin par Sellières Jura 3 gennaio 1915
Rev.ssimo padre,
grazie per gli auguri che gentilmente mi avete voluto porgere e che, con grande affetto, ricambio.
La guerra che sconvolge il mondo è una prova per le famiglie francesi. Tre miei cugini sono stati uccisi. Li raccomando alle preghiere dei miei amici. Mi sarebbe piaciuto conoscere i nomi dei religiosi che, stando alle vostre informazioni, sono stati gettati in questa bufera. Senza dubbio fra questi c’è qualcuno nei confronti del quale, per grazia di Dio, sono stato un benefattore, e che ricordo con particolare interesse. Che Dio li protegga.
A voi, rev.ssimo padre, i miei più sinceri saluti; ormai vicino all’eternità, chiedo, a tutti coloro che si ricordano di me, una preghiera.

**********************************************

Subiaco, abbazia di S. Scolastica 15 luglio 1915
Rev.ssimo padre,
il 10 luglio ho ricevuto il comunicato da voi speditomi il 29 giugno.
A voi i miei più sinceri saluti di religioso ossequio.




 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu