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Fromond - canonici regolari

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lettere Gréa


Lettere all’abbé FROMOND (parroco d’Arinthod – prima parroco di Vernantois – morto il 29/03/1902.
( n.b.: il termine francese Abbé in italiano equivale a reverendo )

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St Claude 05/10/1882


Caro e sincero amico,
provo grande dispiacere nel rifiutarvi qualunque cosa, ancor più quando si tratta di un servizio. Ma non posso fare diversamente. La Regola non ci permette di venire incontro a quanto richiesto; posiamo accettare solo quei servizi che alla sera ci permettono di rientrare in Comunità per pernottare. Scusatemi, caro amico, se sono nell’impossibilità di esservi di aiuto in questa circostanza. Lo so e voi me lo ricordate che proprio perché amate molto la nostra piccola e semplice Comunità convenite con me che non è possibile andare contro la legalità. Siete un nostro benefattore; mai dimenticheremo la vostra gratitudine e il vostro affetto ci è di grande aiuto di fronte alle prove che continuamente ci minacciano. Stiamo aspettando di vedere come il Ministero della Pubblica Istruzione si muoverà a proposito della circolare del mese di luglio u.s. riguardo alle Maîtrices. Sono considerate libere associazioni; rimarranno tali? O richiederanno l’abilitazione all’esercizio, adeguamento per i diplomi, certificazione dei corsi, planimetria dello stabile, ecc…?
Questo richiederà un mese di tempo e quindi si dovranno chiudere nel frattempo quei stabili che fino a oggi erano considerati adeguati o quasi?
Tutto il tempo in cui si è lavorato per la direzione e il servizio delle Maîtrices verrà riconosciuto come stage? ecc..ecc…
Siamo nelle mani di Dio, ma le nuvole ancora incombono sopra di noi. Le Logge ci opprimono con la loro tirannia e ci minacciano in continuazione. Intanto cerchiamo di rimanere sereni conformandoci alla santissima, amatissima e adorabilissima volontà di Dio. Carissimo amico, vedi di trovare un’occasione per venirci a trovare; sarà un grande piacere.
È un momento in cui ho molto bisogno di incontrare cuori amici, di incontrarli e trovare conforto in loro.
Addio, con affetto e fraternamente, caro e sincero amico.

p.s. scusatemi, caro amico, se mi sono servito di due mezzi fogli, cosa certamente poco degna.

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St. Claude 16/12/1885

Carissimo e sincero amico,
sono appena rientrato dal mio viaggio in Svizzera dove mi ero recato il giorno dopo la nostra solenne festa. Rientrando ho preso atto della nuova tua prova di profonda e generosa carità nei confronti dei poveri Canonici Regolari. La santissima Vergine, caro amico, ve ne renda merito e riversi su voi e il vostro gregge grazie abbondanti. Provo una grande gioia al pensiero di potervi fare un giorno visita, alla quale non sono capace di rinunciare. Lo stesso sentimento provo al pensiero che un giorno anche voi potrete venire di nuovo e così rallegrarci con la vostra amabile e cara presenza! Quanto più i tempi si fanno difficili, tanto più tra noi devono crescere i legami di affabile e fraterna carità che già ci uniscono.
Sono molto soddisfatto per il mio viaggio in Svizzera; si sta per erigere una nuova fondazione a Friburgo. Pregate perché tutto si compia secondo la santa volontà di Dio e del santo Vescovo di Ginevra.
Addio, carissimo amico, ricordandoti con fraterno affetto, auguri per la bella festa del Natale e vicino anno nuovo.

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St Claude 18/01/1886

Caro e sincero amico,
fin ad ora non ho trovato il momento opportuno per esprimervi in tutta franchezza i miei sentimenti di sincero e fraterno affetto e le continue preghiere che elevo a Dio per voi. Ho dovuto intraprendere un viaggio per accompagnare al capezzale di una madre morente uno dei miei giovani religiosi; e anche perché sto preparandomi per un viaggio a Roma che effettuerò con tutta probabilità entro il prossimo mese, che affido in modo particolare alle vostre preghiere. Considerando gli avvenimenti che stanno per accadere, gli spostamenti all’estero, a causa di una persecuzione che forse ci obbligherà a trovare un asilo, è parso cosa saggia di mettere le nostre Costituzioni sotto la protezione della Santa Sede e di compiere un ulteriore passo in avanti per il nostro istituto in vista di un pieno riconoscimento. Dalla prima approvazione sono già trascorsi dieci anni, anni di fecondità e di perseveranza, di benedizioni celesti e di edificazione per le persone. È bene inoltre che pensando alla mia morte provveda la Comunità di sicuro avvenire e di norme per chi mi sostituirà nel governo. Caro amico, mi sto invecchiando, e l’ora del riposo si avvicina. Mi affido alla suprema misericordia di Colui che così imperfettamente ho servito. Siatemi di aiuto perché la possa ottenere.
A Dio piacendo potrò prostrarmi ancora una volta sulle tombe e gli altari sacri dove ho sperimentato gli inizi e le dolci gioie della mia vocazione; andrò ad invocare gli Apostoli e i Martiri e rendere loro conto, si fa per dire, dei miei trent’anni di sacerdozio; colà affiderò loro la mia famiglia, i miei fratelli e figli, i miei bravi e fedeli amici il cui affetto mi è stato di sostegno e di gioia lungo il corso della mia vita. Voi tra questi occupate i primi posti, caro e sincero amico, che continuerete ad essere molto presente in questo mio dolce e greve pellegrinaggio.
Addio, carissimo amico; spero sempre ardentemente di farvi visita a Arinthod. Non certo prima del mio rientro e cogliere così l’occasione per dirci tante cose. Un sincero e fraterno addio in N.S.

Porgo i più sinceri saluti al caro sacerdote che è presso di voi, che amo come un figlio. Alle sue preghiere mi affido.

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St Claude 12/11/1886
Caro e sincero amico,
grazie mille per la deliziosa, bella e gradevole melodia che ci avete inviato. Sarà nostro compito metterla in cantiere in modo che la si possa eseguire per rallegrare le nostre feste. Voi dimostrate il vostro grande amore nei confronti sia miei che dei miei fratelli; qui tutti i amano e vi pensano.
Quanto a me ardo dal desiderio di venirvi a trovare; e non saranno i rigori dell’inverno a fermarmi nel caso dovessi trovare un momento di libertà nella mia vita di prigioniero. Dolce prigionia dell’amore di Gesù, che mi lega ad anime care predestinate e colme dei tesori della sua predilezione!
Attualmente ci sono qui con noi cinque novizi, tutti pieni di fervore e vi chiedo di ricordarli presso il Signore. Forse saremo nella condizione di dar vita ad una nuova fondazione fuori dalla diocesi, anche se nutro l’ambizione (crescunt vota) di piantare lo stendardo della vita canonicale in America. Ma ciò si realizzerà solo a Dio piacendo: per il momento non disponiamo di un numero adeguato di professi; ma con il tempo e forse presto lo raggiungeremo. Mio desiderio è poter realizzare una fondazione con dodici Canonici Regolari.
Addio, con profondo affetto, caro e sincero amico e fratello in Gesù.

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St Claude 04/01/1888

Sono profondamente commosso per i saluti segno del vostro fedele e durevole affetto, che fraternamente e sinceramente ricambio.  L’anno che sta per terminare è stato per me foriero di grandi sacrifici e di lacrime di profondo dolore. Dio tuttavia mi ha voluto consolare con benedizioni riversate sulla cara famiglia spirituale. Quanto mi piacerebbe farvi costatare come è cresciuta e progredita nel servizio di Dio e della Chiesa! Certamente non mancherete di far visita al vostro amico di lunga data; dalla vostra lettera traspare una grande tristezza; avete gran bisogno di riprendervi stando con noi. Ben mi rendo conto delle difficoltà nel ministero pastorale di oggi, che a causa dell’affievolimento degli spiriti maggiormente protesi verso il terrestre, disorientati dagli errori e sviati nella volontà, è diventato sempre più difficile e pesante. Ma, caro e sincero amico, l’importante è fare la volontà di Dio anche senza apparenti vantaggi, dando consolazione al suo cuore con il vostro amore e dedizione. Non cessate di offrirgli il contributo della vostra vita e lasciate che vi usi come si modella il diamante nella mola per renderlo più brillante e trasparente.
Qualche giorno fa mons. Guillaume mi faceva presente, se ben ricordo, che si era reso per voi disponibile un vicario, quello di Foncine, in modo da darvi la possibilità di esercitare il nuovo incarico di parroco. Ritengo tuttavia che vi sia di giovamento fare ogni tanto un viaggio presso di noi. Non è il caso di perdere la testa per l’amministrazione; ricordatevi sempre di questa massima che mons. Beauregard continuamente mi ripeteva: nell’amministrazione scripta volant, verba manent, contrariamente a come normalmente si pensa.
Caro e sincero amico, ho molte cose da dirvi, ma ve le dirò a voce! Venite, venite a farci visita; per non correre il rischio di essere privato della vostra visita vi comunico che sarò assente per i primi tre giorni della settimana prossima. In seguito sarò sempre sul posto.
Con affetto, addio.
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St. Claude 09/12/1889

Caro e sincero, nonché fedele e vecchio amico,
abbiamo appena cantato in occasione della nostra festa lo stupendo Tota Pulchra. Caro fratello in Gesù Nostro Signore, si tratta veramente di una splendida e autentica acclamazione della Chiesa e degli Angeli, che celebra il trionfo della Santissima Vergine sul peccato e il demonio. Grazie di averci inviato quest’ inno per rendere omaggio a nostra Madre. È mio ardente desiderio che possiate recarvi presso di noi per gustarne insieme l’esecuzione. Venite appena possibile: ma avvisatemi per non correre il rischio di non incontrarci, cosa che mi dispiacerebbe veramente molto. In tale circostanza ci comporteremo verso il nostro caro decano di Arinthod, come con altri prelati; canteremo in refettorio e il canto sarà: Tota Pulchra es.
Potrete così di persona prendere visione della nostra comunità aumentata e benedetta, dell’ampliamento della nostra cappella con 16 stalli e di un primo coro per i conversi; vi metterò al corrente dei progressi che Dio ha compiuto, delle nostre fondazioni e tentativi di fondazioni, ecc….
Venite, caro amico, ci diremo tutto vicino al fuoco; poiché sono sicuro che non aspetterete l’estate per darmi questa gioia.
Sincero e fraterno addio in Gesù e Maria da voi tanto esaltata, caro amico.

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St.Claude(?) 12/02/1890(?)

Grazie, caro e straordinario amico, per quanto riportato; con certe persone ci si deve aspettare di tutto sia nel bene come nel male. Si tratta dell’: omnis homo mendax (omnis nel senso di totus). Hanno messo ai voti la messa solenne cantata e la soppressione dei vespri. Con una certa durezza ho dato udienza al vic.gen. mons. Guyrouvet che mi metteva al corrente di questo magnifico aggiornamento. Ma Dio, nella sua grande magnanimità, nello stesso giorno fece sì che ricevessi come consolazione una lettera di un Vescovo (mons. Dreux Brézé) (non riferirlo assolutamente a nessuno)) che ci comunicava di esser disposto di concederci subito la presa di possesso di una chiesa monumentale per la cui restaurazione il Governo aveva speso 200.000 fr e di amministrala in qualità di parroco.
Ha 1800 abitanti. Credo che tutto questo anche se richiederà del tempo, lo si potrà tuttavia realizzare con una certa rapidità.
A Pasqua i vespri che, da ben 25 anni venivano cantati nella cattedrale, verranno soppressi, veramente una magnifica trovata. Mia unica preoccupazione è fare la volontà divina; penso che in questo momento ci chieda, per qui, di ridimensionarci e gradualmente costituirci in piccolo priorato. Affitteremo la parte della casa disabitata. Questa credo sia quanto ora il Signore ci chiede. Ma è necessario continuare a pregare, a riflettere, e ancora soprattutto pregare. Vi chiedo di implorare il Signore, caro amico, perché io possa mettere in atto quanto il Signore saggiamente mi suggerisce cioè essere umile, misericordioso, tollerante e nello stesso tempo inflessibile e risoluto.
Addio, caro, sincero amico, e fratello in Gesù. Amiamoci in Lui e per Lui; in Lui vi apro tutto il mio cuore.

Cerchiamo di incontrarci fra non molto o almeno diamoci un appuntamento. Ho molte case da dirvi.

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Settembre 1890

Carissimo amico,
fatta eccezione del pane, del vino, dell’illuminazione durante le messe semplici, come anche di un centinaio di franchi per la pulizia della Chiesa ( 3 o 4 al massimo come risulta dai conti e dal badget), spese che essendo d’altronde per il culto, non fanno aumentare di un centesimo la nostra cassa, nulla siamo costati alla fabbrica, che non ci ha erogato nulla.
Dal Vescovo riceviamo una somma di 2.935 franchi, proveniente da due fondazioni concesse alla maÎtrise più un modesto versamento per i ragazzi della Corale da parte del vescovado che ci permette di raggiungere quella somma.
Con quella somma siamo in grado di fornire sorveglianti e professori per le classi della Maîtrise, il coro gratuitamente presta il suo servizio (domeniche incluse, poiché solo la domenica sono presenti anche i fedeli), l’organista, la presenza dei ragazzi alle esequie e alle benedizioni parrocchiali; ci occupiamo dell’illuminazione, del riscaldamento e delle riparazioni della casa di Pierre (sono nostre anche le piccole entrate extra dei ragazzi della Corale…)
Questa la grande somma di cui beneficiamo! Ecco quanto ci viene concesso per le nostre necessità.
Ai ragazzi poveri in pensione presso i fratelli pensa (con parsimonia) la cassa dell’opera apostolica; poiché tali somme, proventi dei Fratelli, non erano sufficienti, ci siamo ingegnati per aumentarle facendo appello alla carità e alcune volte alla carità di vecchi Scolari.
Questa, caro amico, la situazione in cui versiamo e che senza esitazione facciamo nostra. Per il presente anno, come ci è stato richiesto, abbiamo, senza esitazione, provveduto personalmente alle spese delle messe semplici e alla pulizia delle cotte. Ma non appena è stato soppresso il canto dell’ufficio (già da anni fornivamo l’illuminazione e gli ornamenti necessari per le nostre celebrazioni in cattedrale) non abbiamo esitato ad andarcene. È stato necessario raggiungere un tale limite per farci partire. Siamo abbastanza testardi? Era stato individuato il modo per colpirci. Non appena lo feci presente al Monsignore e agli altri Signori fecero una faccia da increduli!
Carissimo amico, questa la povera umanità; pregate per me e per noi. Che Dio ci benedica; mai abbiamo avuto tanti e bravi novizi. Voi conoscete quanto la vostra fedele amicizia è di aiuto per il mio cuore pieno di riconoscenza.

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St. Claude 12/01(senza data, ma prima del 1890)
Finalmente i molesti cominciano a scomparire dal mio orizzonte e posso così dedicarmi agli amici. Ho provato grande commozione nel leggere la vostra lettera, scaturita da un cuore sinceramente fedele! Avrei voluto comunicarvelo subito, ma non ero nella condizione di poterlo fare. Voi ben conoscete quale profonda e fraterna affabilità ci unisce. Condividiamo le stesse idee, desideri, tristezze, aspirazioni. Siamo unanimes in domo, nella casa di Dio, che desideriamo arricchire con anime sante. Sono impaziente di vedervi! Spesso con il pensiero sono presso di voi al presbiterio, dove spero di potermi ancora sedere accanto a voi e gustare la gioia di esservi vicino.
Ma nello stesso tempo, caro e sincero amico, bramo dal desiderio di avervi qui per alcuni giorni: venite per un ritiro; sarà una grande festa per il mio cuore. Vi metterò al corrente della crescita del gregge dei servitori di Dio, pusillus grex; pur crescendo il numero il fervore no si è affievolito. Uno spettacolo che certamente vi renderà felice. Vi farò vedere anche le continue migliorie del nostro troppo piccolo stabile; si tratta di opere d’arte dovute al nostro architetto dom Aldegrin: stiamo pensando di provvedere la cappella di altri 14 stalli! Certo questo vi sembrerà stravagante, a voi che già conoscete il luogo; vedere per credere, caro amico. Solamente una cosa qui non progredisce: la santificazione del povero e indegno superiore; anche se sa che sta invecchiando e che non deve perdere tempo. Per me pregate, caro amico, amatissimo fratello; voi conoscete quanto vi ama in Gesù.

Ai saluti di tutti gli altri unisco i miei; tutti vi amano e desiderano una vostra visita.
Il nostro Théophile otterrà un gran successo a Poligny. Per questo rendo grazie a Dio.

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St Claude 02/04/1887
(anno della morte della madre)
Carissimo e fedele amico,
vi chiedo di pregare per la mia cara e amatissima mamma († 26/03/1887). Ci ha ordinato di far celebrare, una volta morta, un certo numero di messe.
Pensate che vi sia possibile celebrarne personalmente 20 e di passarne altre 10 al caro mons. Bouvet. Al prezzo di 2 franchi l’una. Per un totale di 60 che vi invierò o trasmetterò, se questo è il vostro desiderio, al segretariato dell’episcopio.
Caro e fedele amico, non mi resta altro per oggi che dirvi quanto abbia gradito e quanto mi sia stato di sollievo il vostro affetto.
Che il nostro amore cresca sempre più in Gesù.

Qualora non possiate conservare per voi le intenzioni delle messe, potete disporne come meglio credete, solo vi chiedo che siano celebrate da persone che hanno conosciuto mia madre.

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St Claude 10/05/1890

Carissimo e incomparabile amico,
dalle vostre parole traspare tutto l’affetto verso di noi e la profonda preoccupazione con cui partecipate alle nostre prove. Sempre di più la situazione, pur non peggiorando, si fa pesante e si acuisce. Il Vescovo, dopo una prima esitazione, sollecitato da mons. Guyrouvet e da suo nipote con l’approvazione dell’abate Lacroix, ha preso posizione. D'altronde ha bisogno di trovare un pretesto per giustificarsi e far ricadere su di noi le dicerie più assurde: “noi, in un giorno stabilito, avremmo inviato pie persone con profetiche minacce di morte al parroco di St. Claude, ecc, ecc…come anche i soliti ritornelli riguardo al servizio parrocchiale, alla fabbrica, al capitolo.
Canonici ostili ogni giorno si inventano una nuova spilorceria. In sacrestia, di fronte agli scolari della Maîtrise (che ci sono molto affezionati), si esprimono, facendo poi ricadere su di noi la responsabilità, in modo da esasperali, ecc., ecc…visto quanto accade sembra necessario che ci allontaniamo da questo luogo. Quasi tutta la popolazione, buona e cattiva, che ci stima, prendendo coscienza in modo istintivo, che ci stanno mettendo alla porta, si preoccupa e si irrita: altra ruggine.
A noi non resta che tacere e aspettare suggerimenti dalla divina Provvidenza. Sto pensando al Dauphiné. La nostra fondazione a Bourbonnais si sta muovendo. Chiedete a Dio   le grazie che mi sono necessarie: l’umiltà, la prudenza, la costanza, la fedeltà. In una missiva dell’abate Marquiset, ma idea della sign.ra Ménans, mi vien detto che questa è del parere di mettere il Vescovo al corrente di tutto nel suo incontro fissato per il 13 giugno.
Non credo che abbia successo. Si diranno belle parole, si passerà a sterili proteste, o forse ci si accuserà.
Ma ritengo cosa buona che la coscienza cristiana si ribelli e faccia sentire la sua voce.  Certe cose non si verificano che in momenti di crisi.
Addio, carissimo e fedele amico; quando potrò recarmi a Sélignac? Ancora non lo so, ma sarà mio pensiero comunicarvelo. Un fraterno e sentito addio in N.S.

(come nota alla parola Dauphiné:) St Antoine, chiesa illustre, monastero da acquistare.

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St Claude 03/06/18…

Carissimo e sincero amico,
grazie infinite per la delicatezza che nutrite verso di noi! Mi rendo conto che la vostra grande carità vi spingerà ancora una volta ad accollarvi delle spese per venirci incontro: preferirei di no, poiché conoscendo la vostra grande generosità, penso che sareste ben capace di spingervi oltre il consentito.
Non abbiamo fatto alcun testamento; non possediamo che alcuni libri donatici da mons. Arbel, quando era ancor in vita.
Per il momento cerchiamo di sdebitarci con le messe, rendendo così un servizio per il riposo delle anime di defunti generosi. Mi auguro che possiate venire per discutere insieme riguardo al vostro progetto per gli esercizi. Nel frattempo non mi resta che pregare il buon Dio, perché vi conceda lumi e pace. Non mi passa neppure per la mente il fatto di stornarvi dal tendere verso la perfezione dell’amore nel sacrifico. Desidererei tuttavia discuterne con voi; le lettere non permettono di essere sufficientemente chiari e non di soppesare il pro e il contra.
Se potete fare un salto, comunicateci la data. In quell’occasione potremo di comune accordo stabilire un incontro con il parroco di St. Lupicin.
Carissimo e fedele amico con fraterno affetto vi saluto.

Avete ragione: non è il caso, e sarebbe anche inutile, richiedere di nuovo il calice.

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St Claude ……1890
(domenica sera)

Carissimo e insostituibile amico,
provo un senso di vergogna perché solo dopo la partenza mi sono ricordato di dovervi soldi per il viaggio. Questa dimenticanza la si deve alle tristi preoccupazioni di questa giornata! Comunicatemi al più presto a quanto ammonta il debito: in tali questioni tra amici, quali siamo, ci vuole schiettezza e semplicità. Ho provato a fare i conti e ritengo di dovervi una trentina di franchi. Comunicatemi al più presto, caro e fedele amico, se è corretto. Posso in tal caso versare il dovuto sul vostro conto all’episcopio?
L’annuncio della nostra partenza, appena comunicato, ha fortemente esasperato gli animi. Domani mattina parto per St. Antoine e Grenoble: mi aspettano. Al mio rientro, penso tra tre o quattro mesi, ti metterò al corrente di tutto. Ritengo che sia opportuno non essere qui al manifestarsi delle prime reazioni. Monsignore non è ancora rientrato.
Un sentito addio in Gesù, caro amico e fratello.

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St. Claude 30/09/1890


Carissimo e insostituibile amico,
non posso permettere che i miei cari figli della Maîtrise vengano da voi senza la testimonianza della mia simpatia. Non potete neppure immaginare di quale grande aiuto mi sia il vostro affetto.
Grande sollievo trova il mio vecchio cuore per le preghiere che innalzate a Dio, come anche per la difesa del buon nome della nostra Congregazione di fronte agli uomini.  
Domani consegnerò le chiavi della casa di la Pierre a mons. Lacroix. Oggi termineremo il trasloco. Domani l’entrata ufficiale nella nuova Maîtrise. Avrei voluto anticipare la partenza, ma ritardi per i lavori dello stabile come anche esigenze di leggi scolastiche non lo hanno permesso.
Questa settimana mi recherò a Grenoble per sapere come comportarmi riguardo a queste ultime.
Pregate perché non mi creino troppe difficoltà e perché Dio inclini i loro cuori all’equità e alla benevolenza.
Addio, caro amico; voi conoscete con quale grande affetto vi porto nel cuore in Gesù e Maria.

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(lettere da St. Antoine)

St. Antoine vigilia della Pentecoste 1891
Carissimo e insostituibile amico,
caro amico nel mio cuore c’è un’unica preoccupazione: nutrire verso di voi sincero, fraterno amore e riconoscenza.
Qui, preso da molteplici impegni, non mi sono reso conto di aver fatto trascorrere molto tempo senza farmi vivo. Sono potuto ritornare nel Jura solamente nel mese di novembre per una breve apparizione al Seminario di Lons-le-Saunier, perché senza troppi complimenti, era stato rifiutato ad uno dei miei religiosi un certificato di stato religioso da parte di M. Lacroix (e monsignore). Ho effettuato tre viaggi: il primo, di otto giorni, a Roma, dove penso di recarmi ogni anno per meglio conoscere e per non essere dimenticato; il secondo a Parigi per accompagnare dom Paul Benoît che stava partendo per il Canada con altri due compagni; Dio continua a benedire il loro viaggio. Sarà mio dovere mettervi al corrente di tutto inviandovi delle lettere, non appena mi verranno restituite (le ho prestate a mio cugino H. Boissard); il terzo viaggio in Svizzera e sulla strada del ritorno da Bourg ho effettuato una capatina a Lons-le-Saunier.
Verrò a farvi visita, caro amico; ma solo verso la fine dell’autunno in occasione di un viaggio nel Jura. Nel frattempo non vi sarebbe possibile fare una visita a St Antoine e ai suoi servitore?
Sia benedetto Dio per lo spirito di pietà e di pace che concede alla Comunità nelle persone dei suoi cari figli. Il numero va aumentando lentamente e i vuoti lasciati con le partenze per il Canada e la morte di F. Claude Antoine Brune vengono colmati. I lavori della casa, sempre più accogliente, progrediscono anche se lentamente.
Per me, caro amico, solo preghiere; mi sento sicut uter in pruina, freddo e arrido verso Dio così buono e generoso verso di me.
Pregate quindi per me, carissimo, vi sono sempre e per sempre vicino in Gesù.


St Antoine 19/09/1891
Carissimo amico,
non potrò venire da voi troppo presto; forse per la prossima stagione oppure durante l’inverno. Non so dove sbattere la testa. Sapeste quali nuove dal Canada! Ne sia benedetto Dio! I miei figli si sono dimostrati all’altezza della prova e questo sarà per loro una benedizione e una grazia.
Oggi sono venuto a sapere che la città di St Boniface si è agitata quasi fosse una disgrazia nazionale. Mi sono recato presso i Chartreux che mi hanno dato buone speranze per la primavera. Mi sto rivolgendo per ogni dove. Considero l’opera come frutto di questo evento.
Pregate per noi, carissimo e insostituibile amico. Domenica avrà inizio il ritiro per dieci novizi che faranno professione il 29: quale grazia. Questi esercizi mi terranno fermo qui, senza notizie del Canada.
Addio affettuosamente in Gesù.

Faccio immediatamente autografare la lettera di Dom Paul perché venendone a conoscenza preghino per noi.

A seguito di questa lettera M. Fromond invierà un’offerta per l’incendio in Canadà. Il p. Economo di St. Antoine scrisse la lettera che segue, alla quale dom Gréa aggiunse un affettuoso post-scriptum:

caro e stimato mons. Decano
vi comunico di aver appena ricevuto una somma di 150 franchi per gli incendi in Canada.
Siamo profondamente commossi per le testimonianze che per la circostanza ci pervengono dalla Diocesi come anche dalla città di St Claude. Il nostro grazie a voi e agli straordinari preti che, rimasti fedeli, hanno preso parte alla vostra riunione.
Giovedì 8 dom Léon Dunoyer salperà da Liverpool con altri due preti e due novizi. Faranno una sosta a Paris e ad Anvers. Di questi un sacerdote solo si recherà da dpm Benoît, mentre gli altri religiosi andranno con dom Léon fonderanno una nuova casa a Lac Nominingue, diocesi di Ottawa. Per favore pregate per questi nostri emigranti.
Sono a conoscenza del fatto che anche il Rev.mo P. Superiore ha intenzione di inviarvi una lettera, scusate se sono stato un po’ laconico, saluti…ecc…
fr. L. Ferrey, sacerdote. C.R.S.M.I. Economo
Vi farà certamente piacere sapere che si sta stampando l’indice del secondo volume della Storia dell’Abbazia di St Claude.
È stata una fortuna l’aver dato alle stampe, prima dell’incendio, il resto del manoscritto. Lo stesso non si è verificato, disgraziatamente, con gli altri 30.000 testi di dom Benoît sulla vita canonicale. Si tratta di una perdita enorme, per non dire irreparabile.


(p.s. di dom Grèa):
carissimo e sincero amico,
ho ritardato la spedizione della lettera di dom Louis per esprimervi personalmente tutta la mia sentita riconoscenza per quello che fate per noi, come anche la profonda riconoscenza per quanto questi bravi e affettuosi amici hanno voluto fare.
I Padri del Canada proveranno una viva e profonda commozione nel venir a conoscenza di quanta sincera simpatia i nostri bravi e affettuosi amici nutrono verso di loro; potranno così rendersi conto che le distanze e gli oceani non sono in grado di separare i cuori uniti in Dio.
La nostra benedizione, caro amico, e un sincero e fraterno abbraccio in N.S.

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St Antoine 06/01/1892

Caro insostituibile amico,
a voi i miei più sinceri e fraterni saluti. Ardo dal desiderio di incontrarvi ad Arinthod; pensavo questa settimana di farvi una sorpresa, ma studiando l’itinerario del mio viaggio in Svizzera mi sono reso conto che non è possibile. I miei impegni per la festa di St. Antoine sono tali che difficilmente potrò dedicare tutto il tempo richiesto per la visita a Mannens e a Fribourg. Cercherò di realizzarla in modo tale da non dovervi tornare per l’anno prossimo, tuttavia andando a Pontarlier passerò per Noseroy. Vi fischieranno le orecchie sapendo che continuamente parliamo di voi. Spero sempre di potervi fare visita non appena possibile.
Caro e sincero amico, cercate di inserire nel vostro programma annuale una visita a St Antoine, in modo da essermi di grande consolazione in questi anni di vecchio monaco. Potrete così rendervi conto di visu delle abbondanti benedizioni che Dio continuamente riversa su questa cara famiglia spirituale. Tra queste è bene inserire anche l’uscita di tre infedeli. Si tratta certamente di una prova, ma anche di un sollievo. Dio farà in modo che le loro corone non restino vacanti: quest’anno abbiamo avuto dodici professioni.
Straordinarie notizie mi pervengono dalle case in Canada.
Addio, carissimo e sincero amico; vi abbraccio di cuore in Gesù.

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St Antoine 10/08/1892

Carissimo amico,
non sono in grado di stabilire fin da ora in quali giorni potrei assentarmi. Quindi veniteci a trovare (sempre tuttavia comunicando il giorno della vostra tanto attesa visita in modo da non correre il rischio di trovarmi assente). Dopo il ritiro sono previsti anche i tanto attesi arrivi del caro abate Grévy e altrettanto caro parroco di Clairvaux. Forse la vostra venuta si potrebbero far coincidere con la loro.
Qui una grande pace. Questa mattina ho incontrato due ragazzi dell’Alsace.
Buone anche dal Canada; sono pochi ma hanno veramente tanto lavoro da fare! Questa mattina abbiamo celebrato St. Lorenzo in modo solenne. È stato come un ritornare ai bei momenti a Baudin. Non so per quale giorno il caro abate Monnier fisserà la riunione. Cercherò di fare tutto il possibile per esservi, ma sono molto impegnato.
Presto dovrete mettervi addosso un Camail! Quanto preferisco a queste insegne la nobile e semplice cotta! Era l’unico ornamento dei nostri antenati, quei santi e apostolici chierici che hanno cristianizzato la Francia. Oggi si sta facendo, con il rischio di una violenta persecuzione, della Francia una repubblica.
Con questo si arriverà a dire che il matrimonio civile non è un matrimonio e che i vescovi e i parroci ottengono l’investitura dallo Stato. A questo punto è meglio la prigione.
Addio, carissimo sincero e fedele amico. Vi bacio in osculo sancto.

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St Antoine 07/01/1893

I miei più sinceri e fraterni saluti. Dio mi concede un anno di grazia: primo, di avervi a St. Antoine (dove potrete fare un sereno ritiro); secondo, farvi la sorpresa di una mia visita ad Arinthod. Varrei venire sia da voi che dal caro pastore di Marigna: ne avrò la possibilità?
Meravigliose notizie dal Canada. Stanno fondando una nuova parrocchia, provvista di ferrovia, e sotto la protezione, per la prima volta in America, di St Claude.
Qui possiamo contare su numerose e nobili vocazioni e anche se non mancano dolorose prove per alcune defezioni, queste deplorevoli defezioni vengono ampiamente compensate dalle professioni.
Pregate perché tutti e in tutto possiamo rimanere fedeli a Gesù, al suo amore nostra unica vita.
A voi un affabile e fraterno saluto, caro sincero e vero amico.

Saluti anche da tutti quelli che sono nella casa.

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St Antoine 25/02/1895

Caro e vero amico,
non penso proprio che sia possibile una mia visita prima della vostra. La mia potrebbe subire un rinvio di qualche settimana a causa di alcune circostanze, mentre la vostra, che rallegrerà tutti, e riempirà di gioia il mio cuore, è opportuno che avvenga il più presto possibile. Siamo in piena campagna elettorale, uno stato febbrile malsano a cui fa seguito un sensibile affievolimento della religione nelle masse influenzate dalle sette, anche se una minoranza resta fedele e combatte. Il socialismo con le sue leggi credo che non tarderà ad affermarsi. In tale frangete è bene ricordarsi che al di sopra di tutto vi è una legge divina che non può essere abrogata. La maggioranza (come si suol dire) potrà anche arrivare ad abolire la proprietà, la famiglia, continuare a ripetere: la legge e rispetto della legge! Sarebbe come dire che due più due fa cinque. Certo si potrà arrivare ad una guerra civile, ma, benedetto Iddio, siamo pronti anche al martirio e a morire per la patria come i Maccabei, che avevano contro di loro la parte legale e maggioritaria.
Carissimo amico, molto presto potrò esprimervi a viva voce il mio sincero, fedele e fraterno affetto verso di voi in N.S., caro amico e benefattore.

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St Antoine 03/01/1896

Vi sono riconoscente e profondamente commosso per le affettuose parole rivoltemi con affetto e sincerità. Ho sentito molto la vostra mancanza in occasione della imposizione delle mani e della benedizione abaziale! Ma la distanza fisica certamente non potrà scalfire l’amore che ci unisce nel Cuore adorabile di Gesù, anche se questa ci impedisce di essere vicini e di esprimerci tutto il nostro fraterno e sincero affetto.
Ma questa reciproca gioia, carissimo amico, ci sarà concessa quando, come avete promesso, verrete a St Antoine per recuperare tutte le vostre forze. Allora sarà gioia vera per tutti e la vostra permanenza una benedizione.
Il povero vescovo di St Claude in questo momento è stato colpito da malattia: che Dio abbia di lui pietà e accetti le pene corporali nel tempo ut animus salvus fiat in die Domini! Dio, nella sua materna Provvidenza verso di noi, ha voluto la nascita e lo sviluppo della nostra umile Congregazione.  Ha collocato la sua culla vicino alla tomba di St Claude e poi l’ha trasferita a St Antoine. Che St Claude e St Antoine ci proteggano!
Carissimo amabile fratello, vi porgo i più sentiti saluti. Faccia Iddio che possiate recuperare tutte le vostre forze per metterle al suo servizio e renda così anche felici coloro che in Lui vi amano. Addio in Gesù.

St Antoine 23/01/1896

Mi sarebbe piaciuto prevenirvi nella testimonianza del reciproco e profondo affetto, ma non è stato così! Le banali faccende di inizio anno, purtroppo, hanno fatto passare in secondo ordine gli affetti tra amici. Ora che tutto è finito, sono libero di venire a voi; vi porgo i miei più cordiali auguri di felicità per il presente e per l’eternità!
Che Dio doni la forza di rimanere uniti nelle sofferenze, nelle gioie, nelle tristezze e nella speranza. Che il Sacro Cuore ci conservi uniti nella preghiera. Caro amico, ogni giorno mi ricordo di voi presso il santo altare.  
Mi mettete al corrente delle tristezze, delle paure nel vostro ministero parrocchiale, a causa dei pericoli che minano la fede, affievoliscono la divina carità. Fiducia, caro amico e fratello, in Colui che, pur conoscendone la pesantezza, vi ha conferito questo mandato. Con i suoi doni vi sostiene, con voi ne condivide il peso. Non chiede nulla al di sopra delle nostre forze.
Non pensate, caro e incomparabile amico di mettervi a riposo, perché cuori fraterni vi aspettano a St Antoine, dove troverete nella pace e nella preghiera quella serenità che Dio concede ai suoi servitori. Quanti missionari terminano il loro lavoro nella solitudine! Questa solitudine voi la troverete qui tra le anime sante e innocenti di questa gioventù che vi ripetono le parole della chiesa nella festa di St Martin: chorus virginum invitat, mane nobiscum in aeternum.
Addio, caro e insostituibile amico, amatissimo fratello, che conoscete quale tenerezza e riconoscenza ci unisce in Gesù nostra vita.

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St Antoine 03/09/1896

Caro insostituibile amico,
che Dio, vi ricompensi e vi colmi di benedizioni per il bene che continuamente fate nei nostri confronti! Il mio vecchio cuore si commuove nell’esprimervi queste cose. Desidererei esser vicino a voi: se siete d’accordo possiamo incontrarci ogni giorno nel cuore adorabile di Gesù nella santa comunione; un giorno i veli saranno tolti e nella luce del cielo saremo uniti per l’eternità. Caro venerabile amico, amiamoci sempre più, e nelle attività, ogni giorno, aiutiamoci pregando e soffrendo.
Voi conoscete con quale grande affetto nutro verso di noi in Colui che è tutta la nostra vita.

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St Antoine 07/11/1896

Carissimo insostituibile amico,
in questo momento Dio ha voluto farci provare il peso della sua mano, certamente paterna, anche quando sembra voler frenare il nostro zelo e farci, per un periodo, esperimentare la nostra impotenza: manus Domini tetigit me, diceva il santo Giobbe, quando aveva l’apparenza di Colui che per amore verso di noi, è diventato vir dolorum. Carissimo amico e fratello in Gesù, nostro Unico, quanto desidererei essere vicino a voi! Ma in questo momento me lo impedisce l’inizio del nostro ritiro.
Caro amico, una volta che vi sarete ripreso dalla malattia avrete certamente bisogno di riposo. Allora verrete a St Antoine, perché non c’è luogo migliore per il vostro cuore e il vostro completo recupero. Rimanendo nella vostra parrocchia, tra mille preoccupazioni pastorali, non potrete trovare quella serenità di spirito necessaria e adatta per la vostra convalescenza.
Permettetemi, caro amico, di insistere e così, dopo tanta preoccupazione per quanto vi è accaduto, avere un momento di grande sollievo. Non c’è bisogno che aggiunga quanto qui tutti proviamo lo stesso desiderio, e per voi innalziamo fervide preghiere a Dio.
Grande gioia ha suscitato in me la vostra gradita, affettuosa e sacerdotale missiva.
Caro amico, che in questo momento proviate una religiosa indifferenza dinnanzi alla vita e alla morte non è segno di insensibilità, ma di filiale fiducia in Dio e una grazia interiore che vi è di aiuto e consolazione, nel momento in cui la sua mano vi colpisce nel fisico.
Un addio sincero, caro incomparabile amico, che amo profondamente in Gesù, nostra vita.

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St Antoine 10/05/1897

Carissimo ed egregio amico,
come vi sentite ora che le preoccupazioni della Settimana Santa e della Pasqua sono alle spalle? Ci avevate promesso che dopo questi impegni sareste venuto tra noi per un periodo di riposo. È il momento di darci questa gioia. Sarà anche per me un momento di gioia dato il sincero, fraterno e vecchio amore che ci unisce.
Nutro sempre in me il desiderio di farvi una sorpresa venendovi a trovare ad Arinthod. La gotta, di cui ho sofferto per quasi tutta la Quaresima fino alla Passione, si è fatta di nuovo sentire il giovedì dopo Pasqua e solo ora sta scomparendo. Caro insostituibile amico, siamo vecchi e dobbiamo rassegnarci a subire gli inconvenienti dell’età. Dio ci concederà ancora la gioia di stare insieme quaggiù, in attesa della festa e dell’incontro nell’eternità. La grande catastrofe di Parigi è lì a ricordarci che le porte dell’eternità possono aprirsi in qualunque momento! Abbiamo Gesù con noi, ma non ne abbiamo sentore: modicum et videbitis me. Lo vedremo nell’eternità: iterun modicum et videbitis me. Quale gioia! Gaudebit cor vestrum. Come è bello essere sostenuti e consolati da questa verità nei nostri quotidiani impegni. Questo la gente del mondo non lo può conoscere presa come è dalla paura!
Addio, caro insostituibile amico, che fraternamente e sinceramente amo in Gesù.

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St Antoine 07/01/1898

Carissimo e incomparabile amico,
vi porgo i miei più sinceri e affettuosi saluti. Che Dio vi doni salute e ci conservi sempre nell’amicizia.
Mons. Marpot è nell’eternità! Dio faccia sì che la Chiesa di St Claude abbia un pastore secondo il suo cuore, un pastore che pensi, si comporti e governi con il senso del soprannaturale!
La salvezza del popolo non può essere trovata nel socialismo così detto cristiano, ma nella pratica dei propri doveri e nell’esercizio delle virtù; e i sacerdoti possono convertire, sanare, salvare la società solo per mezzo della santità e non con espedienti moderni.
Che Dio ci conceda dei santi: santi Vescovi per santi preti e santi preti per un popolo profondamente cristiano.
Quando mi sarà dato poter venire ancora da voi? Lo desidero tanto. Andando a St Claude per le esequie (per buona educazione mi hanno invitato) mi sarà possibile fare un salto da voi? Non ne sono sicuro; qui a St Antoine sono sempre molto impegnato, ancor più ora per la partenza del padre Maestro dei novizi. Qualora non mi fosse possibile ora, sarà per un altro volta.
Addio, caro insostituibile amico, che fraternamente e sinceramente amo in Gesù.

Qui tutti mi fanno carico di esprimervi il loro affetto e il loro ossequio (soprattutto p. Louis)

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St Antoine 06/07/1898

Carissimo e incomparabile amico,
avrei desiderato, prima di partire per il Canada e intraprendere questo impegnativo viaggio, passare da voi per chiedervi di pregare ed esprimervi il mio grande affetto e simpatia.
Tornando da St Claude, dopo l’ordinazione episcopale del nuovo Vescovo, purtroppo non mi è stato possibile passare ad Arinthod. Costretto al rientro con un viaggio notturno, vengo a voi, prima di lasciare l’Europa, per esprimervi la mia vicinanza. Una volta ritornato (forse per l’autunno), a Dio piacendo, vi renderò visita, visita sicuramente piacevole perché abbiamo in comune pensieri, ricordi e speranze.
Parto con il cuore in gola per la grave situazione della Francia e per la guerra contro la religione, e per le preoccupazioni che ne deviano per le Comunità. Siamo nelle mani di Dio; neppure un capello del nostro capo sarà tolto senza che Lui lo voglia, e le grazie che in passato ci ha accordato ci danno fiducia per il futuro.
Tra queste grazie, carissimo amico, c’è anche la vostra sincera amicizia. Siatemi vicino con la preghiera, a voi la testimonianza del mio più sincero e fraterno affetto in Gesù nostra Vita.

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St Antoine 31/10/1898

Carissimo e insostituibile amico e fratello,
da questo momento di dolore e di debolezza con cui Dio vi ha fatto visita, mi auguro che nella sua bontà, ve ne liberi quanto prima!
Questa notizia ci ha profondamente colpiti! A voi, caro amico, la manifestazione di una nostra profonda partecipazione al vostro dolore. Vorrei tanto esservi vicino in questo momento, ma lo sono con l’affetto. Tutti preghiamo per una vostra pronta guarigione. Dobbiamo saperci amorevolmente abbandonare nelle mani di Dio!  Che Dio con abbondanti grazie venga incontro ai vostri cari parrocchiani, non essendo voi, in questo momento, nella possibilità di prepararli alla recezione dei sacramenti.
Mio caro amico, il corriere bussa alla porta, e, in attesa di notizie più rassicuranti, penso a voi con sincero e fraterno affetto.
Vi saluto affettuosamente in Gesù che nella croce ci fa incontrare l’amore.


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St Antoine 02/01/1899

Carissimo e incomparabile amico,
ardo dal desiderio di venire da voi. Ho molte cosa da dirvi riguardo alla Comunità! Ho trascorso tre mesi in Canada e sono rimasto molto edificato e rincuorato dal fervore, dall’amore per la povertà e per i grandi progressi raggiunti. Caro amico, benefattore esimio della Comunità, vi vorrei parlare delle benedizioni che Dio riversa su di noi. Questo ci spinge ad una più grande umiltà, fedeltà e generosità in spirito di sacrificio.
Invecchiamo, caro amico e fratello, l’eternità si avvicina e non possiamo illuderci sul breve tempo che da essa ancora ci separa. Oh! Voglia Dio nel suo amore unirci con coloro che abbiamo amato e che ci hanno sostenuto nelle battaglie e nelle fatiche del nostro pellegrinaggio! Vi rimane ancora del tempo per ben operare nella vostra parrocchia di Arinthod già ricca di doni e di nobili iniziative. Io ho un'unica preoccupazione quella di lasciare ai miei figli delle costituzioni del perfettamente completate e definitivamente approvate dalla Santa Sede. Credo che dovrò recarmi ancora una volta a Roma. Pregate, caro figlio, perché lo Spirito Santo illumini la mia mente e orienti la mia penna riguardo al lavoro che ancora mi aspetta per la gloria di Dio e il bene delle anime che mi ha affidate.
Molti nomi in questo momento indossano la livrea del nostro Ordine.
Siamo in 150 di cui 70 professi e 5 conversi. In Canada dom Benoît è il Superiore in due gruppi: l’uno a N.D di Lourdes, diocesi di St Boniface (Manitoba) con 3 parrocchie, 7 preti, 3 diaconi, 3 accoliti, 3 studenti e 6 piccoli-fratelli; l’altro a Nominingue a Nord della Provincia del Quebec, diocesi di Ottawa con 2 parrocchie, 5 preti, 1 diacono, 4 accoliti, 4 studenti e 4 piccoli-fratelli. Si stanno costituendo altre parrocchie e missioni.
Caro amico, raccomando tutti alla vostra preghiera. Pregate per me sinceramente a voi unito nella riconoscenza e nell’amore in Gesù nostra Vita.

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St Antoine 22/05/1899

Caro e stimato amico,
siete di nuovo ammalato; che Dio vi conservi in vita per noi e per coloro che vi stimano! Ancora una volta provo a stupirvi, spero di essere presso di voi il mese prossimo. La gotta per ora mi ha lasciato, e sono in procinto di partire per Roma dietro invito di un santo amico, l’Arcivescovo di Monreale, con il quale da molto avrei dovuto incontrarmi. Non resterò a Roma per molto e spero di essere di ritorno per la Pentecoste, per rimanere poi libero per la Comunità e gli amici, te per primo.
Cercate di riposarvi, caro e sincero amico; sono convinto che la vostra ricaduta sia dovuta ai tanti impegni del vostro ministero. Tutti preghiamo per voi e a Roma non mancherò di ricordarvi nelle chiese degli Apostoli e dei Martiri.
Ti saluto cordialmente caro e amato amico in Gesù nostra Vita.

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St Antoine 05/01/1900
Insostituibile e fedele amico,
vi porgo, con affetto sincero e riconoscente, i più sinceri e fraterni auguri per il nuovo anno.
Il nuovo anno si presenta foriero di minacce per i Religiosi, la Chiesa e i servitori di Dio. Dobbiamo aver paura di Erode? Abbiamo Dio per Maestro, e le prove che permette sono segno della sua potenza e della sua bontà e torneranno a vantaggio delle anime degli eletti. In pace inidipsum dormiam et requiescam.
Attualmente a Roma abbiamo una piccola rappresentanza di studenti (due studenti e un sacerdote loro Superiore); è un inizio all’insegna della umiltà. Sono molto stimati. Ci è stato assegnato anche un Card. Protettore nella persona di sua Em. il Card. Vivès, religioso Cappuccino, che ci dimostra grande affabilità.
Dio guarda con benevolenza le case in Canada e stanno per essere istituite nuove parrocchie. Non vedo l’ora di comunicarvi tutto direttamente! Solo dopo la mia morte il nostro Istituto conoscerà un grande sviluppo. Invecchio e con timore mi preparo all’incontro; ma nel corso della mia povera vita ho conosciuto l’inesauribile misericordia di Dio.
Carissimo amico e fratello in Gesù, rimaniamo uniti in Lui. In Lui ci ritroveremo. Un affettuoso saluti, addio.

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St Antoine 29/12/1900

Carissimo e incomparabile amico,
vi porgo i miei saluti, fraterna e profonda espressione del mio affetto e della mia riconoscenza. Insieme, essendo coetanei, camminiamo verso la meta delle nostre speranze. Se prendiamo in considerazione gli anni ormai trascorsi dobbiamo essere pieni di riconoscenza per i tanti benefici, per le tante grazie ricevute, per come la Divina Provvidenza ha vegliato sulla nostra vita, se guardiamo invece al futuro ci sentiamo dolcemente spinti, nella più piena e filiale fiducia, verso quella vita celeste che presto raggiungeremo e che Dio nella sua paterna misericordia ci prepara.
Carissimo e sincero amico, abbiamo fatto ritorno a St Claude, nello stesso giorno (il 17? ottobre), giorno del nostro primo arrivo e dell’inizio di una vita all’insegna della liturgia di 35 anni or sono. Sono stato particolarmente colpito da questa coincidenza che mi faceva ritornare alla mente i bei momenti dell’inizio in cui mi sei stato, e certamente continuerai ad esserlo, di grande aiuto. Oggi la mia fiducia è riposta in Dio: pregate per me, per la nostra cara Congregazione perché rimanga sempre fedele alla vita di preghiera e di penitenza.
Per il futuro ci aspettano persecuzioni, ma Dio che le permette, non ci farà mancare anche sensazionali grazie, causa di gioia in cielo e sulla terra per gli amici di Dio, che nel loro amore, trionfa sulle privazioni e sull’esilio.
Ti saluto affettuosamente e fraternamente, caro e fedele amico.

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Abbazia di St Antoine – Isère – 17/01/1902

Carissimo e incomparabile amico,
anche per quest’anno il torrente dei soprusi sta esaurendosi e colgo l’attimo per venire a voi per esprimere i miei auguri in segno di fedele e riconoscente affetto.
Mi aspetta un anno impegnativo; il mio viaggio di quattro mesi in Canada mi ha stancato più di quel che pensassi. Rientrando in Francia ho dovuto affrontare questioni molto più dolorose delle fatiche per i lunghi spostamenti in America. Ci aspetta l’esilio: ma questo, se rimarremo saldamente fedeli alla nostra vocazione e all’amore in Gesù, ci permetterà di espanderci e di aumentare.
Pregate perché tutti possiamo vivere di questa indomita fedeltà. Il resto non conta.
Dove andremo? Dove Dio ci indicherà. Penso: alcun in Inghilterra, altri in Italia, altri ancora in America.
Badate alla vostra salute, caro, fedele amico e fratello; siamo coetanei; e a coloro che ci stanno vicino sembriamo uomini di altri tempi, in cui la fede, però, delle persone e anche il modo di vivere dei preti era molto più convincente.

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St Antoine 04/02/1902

Carissimo e incomparabile amico,
prima di rispondere alla vostra domanda che affettuosamente e fiduciosamente mi avete posta ho ritenuto bene pensare e pregare.
I malanni di cui soffro mi fanno capire che sto invecchiando; sento che il mio fisico sta cedendo, e vi chiedo di restarmi vicino in queste ultime tappe della strada, una volta nati, ci conduce a Dio nell’eternità.
Penso che a voi Dio, e la chiedo anche per me, abbia concesso una grande grazia quella di dedicare alcuni anni della vostra vita agli esercizi, alla preghiera, libero da ogni incombenza verso gli uomini e completamente dedito a Dio.
Ritengo quindi, caro e meraviglioso amico, che questa libertà di cui già godete, è lo stato di santità di cui mi parlate e nel quale Dio vi invita a camminare.
Per le questioni di minore importanza le soluzioni non tarderanno. La messa a punto dl vostro progetto non richiede altre priorità. È meglio aspettare l’arrivo della bella stagione.
Caro amico dove trascorrere un periodo di riposo santificante e forse già santificato dalle sofferenze che ci potranno essere? Sia ben chiaro tutte le nostre case sono aperte; quanto gradirei avervi vicino in questi ultimi anni della nostra vita pensando al passato scambiarci i nostri pensieri, i nostri desideri e le nostre speranze? So di sognare. Ohimé! Dove saremo tra qualche mese? tutto ci annuncia l’esilio.
La situazione solo in un prossimo futuro potrà essere chiarita. Dio, che chiama, vi ispirerà e vi indicherà il luogo del vostro riposo e le mie aspirazioni non devono assolutamente essere di ostacolo ai suoi disegni e alla vostra libertà. Grande è il mio affetto per voi!
Addio, caro e esimi amico; continuerò, con affetto filiale e fraterno, a pregare perché Dio vi illumini, vi renda sopportabile il grande sacrificio che un tale cambiamento comporta, che vi dia lunghi giorni di pace, di luce, di preghiera.
Addio, voi sapete quanto vi amo in Gesù, nostra vita, e nostra eterna felicità, che in questa vita possiamo solo pregustare.

Mi sta prendendo un forte attacco di gotta. Pregate per me.

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St Antoine giovedì santo 1902(?)

Caro e esimio fratello,
il nostro caro abate Grévy mi ha messo al corrente dell’aggravarsi del vostro stato di salute; vi assicuro che, in questo momento pieno di mistero, sono con voi, presso di voi, con voi nel Cuore agonizzante e pieno di amore di Gesù nel quale viviamo, pensiamo e vogliamo. Unisco la mia debole preghiera alla vostra, resa così nobile dalla malattia e dalla sofferenza. Vi supplico pregate per me in questo momento in cui un semplice gesto del vostro cuore tanto può sul Cuore adorabile di Gesù; dal vostro cuore si elevi verso Gesù una supplica per la Congregazione, che amate e che vi ama come fratello e benefattore insigne. L’ora della prova che si avvicina esige una fedeltà incrollabile.
Vi scrivo con una mano paralizzata dalla gotta che in questi giorni mi ha nuovamente colpito. Ma, il cuore è totalmente libero, per dirvi tutto il mio sincero e fraterno affetto. Con voi e per voi preghiamo.

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St Antoine 03/02/1901(?)-certamente prima-

Carissimo e sincero amico,
con voi, zelante pastore nel servizio divino, mi rallegro, per il dono di un organo che vi è stato fatto. Anche noi ne avremmo bisogno per la grande chiesa di St Antoine; ma per il momento meglio non pensarci.
Inoltre, caro amico, le suore infermiere vi offrono un prezioso contributo: quante anime vengono salvate per mezzo del ministero di queste sante donne, degne continuatrice delle antiche diaconesse.
Per il momento non ho nuove da comunicarvi: dal Canada abbiamo buone notizie; nella persona di mons. Moulins abbiamo perso un nobile e insigne protettore; ma ci auguriamo che il suo successore non si da meno verso di noi. Altro decesso a Lyon: pregate per questa nobile Chiesa, centro di grandi opere di apostolato, in cui anche noi operiamo.
Il defunto Cardinale nutriva un vero e nobile affetto verso di me.
Al Seminario di Grenoble i nostri due religiosi, che qui soggiornano a causa della guerra, godono di ogni attenzione. Possono la notte recitare l’ufficio, osservare la Regola; i Direttori si augurano che la loro presenza tra i Seminaristi, che non perdono occasione per esprimere il loro affetto, faccia sorgere altre vocazioni di Canonici regolari. È Dio nella sua bontà che li ha condotti presso di loro.
Quanto a me, caro amico, invecchio, come potrete costatare dal mio povero ritratto che, ancora in fase di realizzazione a Aix-en-Provence, vi invierò una volta pronto. Ma per voi, caro e fedele amico in Gesù, e per gli amici il mio cuore non invecchia mai. Pregate per me.

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Lettera del 22/01 senza millesimo né luogo

Caro impareggiabile amico,
mi sarà possibile un giorno passare da voi per esprimervi i più sinceri e sentiti saluti e per un fraterno abbraccio! Ohimé! La mia libertà diminuisce con il trascorrere dei giorni. Ogni giorno le responsabilità e le attività crescono senza inter eas spiraculum.
Ma vi assicuro che il mio cuore è sempre libero per volare da voi.
Pregate per questo povero uomo che vi ama molto e totalmente vostro in Cristo vita nostra.




 
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