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Delavenna Ignace ed altri - canonici regolari

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lettere Gréa


A dom Delavenna Ignace

A dom Delavenna Ignace
       St. Antoine 07/03/1901


Carissimo figlio,
 la vostra lettera suscita in me un senso di consolazione e di serenità.
Avete dato prova di grande oculatezza in questa triste e dolorosa circostanza, Dio e i suoi angeli vi hanno assistito! Nisi Dominus custodierit civitatem, frustra vigilat qui custodit eam. Ora questo giovane deve, per quanto possibile, dimenticare il triste accaduto. Alla sua età, e con la grazia di Dio che anche voi chiederete, questo è possibile per mezzo di attività, di studi, con  l’orientare la sua mente verso altri interessi ( si deve ascrivere a vostro merito il fatto di aver suscitato in loro l’interesse per la vita dei santi), ma soprattutto sviluppando in lui la pietà, una dolce e profonda pietà verso Gesù, verso la santissima comunione, verso la Santissima Vergine; che noi e i nostri ragazzi dobbiamo amare quale nostra vera madre, ricorrendo continuamente a lei, parlarle e abbandonandoci a lei con fiducia e amore filiale.
Siate pertanto, carissimo figlio, il pastore di questi agnelli, vigilando e pregando. Che Gesù e Maria vi assistano, vi diano serenità e luce in questa santa sorveglianza e conduzione dei loro cari piccoli.
Vi benedico, carissimo figlio.

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       St Antoine 01/10/1901
Caro figlio,
vi benedico di cuore; fate tesoro della ricchezza dei vostri esercizi. Il vostro Priorato risenta della presenza di Gesù! Anche se con il cuore pieno di tristezza in questi giorni di prova, non abbiate a dimettere la bianca veste del vostro Istituto!
Addio, mi auguro di potervi raggiungere entro il mese.


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        St Antoine 15 marzo 1902
Carissimo figlio,
 grazie infinite per le toccanti parole che mi avete rivolte. Abbiatemi presente nella vostre preghiere; santificatevi sempre più crescendo nell’umiltà, nello spirito di sacrificio e nella ricerca costante d’unione con Gesù.
Ho fatto presente al caro vostro Superiore che è mio desiderio che continuiate ad occuparvi dei ragazzi; metteteci tutto l’impegno di cui siete capace. Dom Tarsice, anche se spesso preso dal ministero, vi sarà di aiuto con la sua presenza e i suoi consigli.
Fate tesoro della sua saggezza e nella casa consideratelo come un sotto-priore.
È più anziano di voi e sa molto bene come operare nei confronti dei ragazzi.
Potrà suggerivi ottimi consigli a cui vi suggerisco, se possibile, di docilmente conformarvi.
Grande è il compito a cui siete chiamato!
Addio, carissimo figlio, di cuore vi benedico.

p.s.: a Mannens, qualora ce ne sia bisogno, dom Tarsice, dopo il Priore, è chiamato ad operare in qualità di Superiore.

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St. Antoine 02/10/1902
Carissimo figlio,
 prendetevi cura della vostra salute, e rinviate, fino a nuovo ordine, di adempiere a tutti i doveri; comportatevi come di consueto. Fra un mese mi metterete di nuovo al corrente del vostro stato (ho poca memoria, caro figlio!).
Penso che non sia cosa buona che continuiate a confessare. Si tratta certamente di un ministero santo, santificante, ma lo si esercita troppo presto. Meglio esercitarlo più in là. Preparate invece il vostro esame, come ha fatto anche dom Aloys Kessler. Ci riuscite da solo? Farò del tutto per facilitarvi la cosa.
Carissimo, le circostanze richiedono un abbandono pieno e totale alla paterna Provvidenza di Dio. Con il profilarsi di una nuova persecuzione, si presenta per il nostro Istituto, anche una possibilità di nuove aperture, ma solo se, con tutte le forze, persevereremo.
Di cuore vi saluto e vi benedico.

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St Antoine 19/03/1903
Caro figlio Ignace
 Grazie per la lettera. L’avere nuove da parte dei miei figli non solo mi è di consolazione, ma soprattutto mi riempie di gioia.
Come è triste costatare che coloro che sono stati infedeli alla loro vocazione sempre più sprofondano nella vanità più nefasta! Non potranno trovare rimedio (quale smacco per la santità) se non nella croce e nelle umiliazioni. Perché questo non ci accada viviamo nell’umiltà e nelle fedeltà, preferendo la morte piuttosto che venir meno all’amore di Gesù crocifisso.
Caro figlio, assumete liquidi al mattino soprattutto se avete catechismo, o corsi, o momenti di colloquio; ma fate in modo di privarvi del pane che non rientra nelle nostre consuetudini e che, se introdotto, aprirebbe la porta alla sensualità e ad abusi che lentamente andrebbero contro il vero digiuno, che Dio vuol di nuovo suscitare nel nostro Istituto.
Ho scritto a dom Tarsice. Cercherò di comunicarvene il contenuto.
Di cuore vi benedico.

p.s.: siamo già a metà quaresima! Veramente il tempo passa presto e l’eternità si avvicina.

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Gennaio 1904

Cari figli Albert e Ignace,
  su voi scendano le benedizioni promesse a quei figli che prestano assistenza ai propri anziani padri. La persecuzione non potrà che farci progredire, ma solo se rimaniamo fedeli. Dio ci proteggerà da ogni male all’interno e nulla avremo a temere da quelli esterni se facciamo nostro il detto di St. Antoine: estote fideles usque ad mortem.

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Roma 13/04/1904

Carissimo ragazzo (alla mia età mi posso permettere di chiamare così i miei cari figli),
Rispondo alla vostra da Roma dove sono arrivato da qualche giorno e da dove per voi prego.
Fate bene a mettermi al corrente delle preoccupazioni riguardo al vostro esame. Rinviatelo; non c’è nessuna fretta. Cosa importante invece che facciate veramente tesoro del tempo a voi concesso per progredire nella preghiera e nei santi studi, e di cui in seguito non potrete usufruire in questo modo.
Vi consiglio di rivolgervi a dom Pierre per avere un piano e un metodo di studio e di lettura. Fate in modo che in questo piano di studio vi siano i padri della chiesa latina e per il francese inserite Bossuet. Dedicate ogni giorno ampio spazio alla Sacra Scrittura e anche alla teologia dogmatica. Penso che sarebbe opportuno, settimana dopo settimana, mettere al corrente del vostro lavoro p. Pierre, che avrà la bontà di assegnarvi alcuni lavori per lo scritto (sermoni, riassunti, ecc…)
Mettetemi, caro figlio, al corrente, tenendo conto del tempo a vostra disposizione, di quanto fatto e corretto da dom Pierre; sarà mia preoccupazione rivederlo e su di formulare quella benedizione che spetta a ogni ubbidiente religioso: auge, seve bone et fidelis.
Carissimo figlio il tempo corre, non mi resta che abbracciarvi fraternamente in osculo sancto. Pregate per padre Eugène il cui grave stato di salute mi preoccupa molto.

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Andora 06//06/1904
        Festa di St. Claude
Carissimo figlio,
 è mio desiderio avervi vicino in occasione dei vostri esercizi; ho bisogno della vostra insostituibile presenza sia nei momenti buoni o meno buoni del sacerdozio. Qui potrete ritemprarvi con le salutari e grandi gioie della vita di Comunità. Avrete così l’occasione di ritrovare i vecchi amici e frane di nuovi, che desiderano conoscervi.
Di cuore addio, caro figlio, (così mi spinge a chiamarvi il mio affetto e la mia età). Mettete al corrente della presente il caro vostro Superiore dom Constant. Con affetto vi benedico.

         
Baudin 09/09/1906
Carissimo figlio del mio cuore,
 era mio desiderio farvi visita oggi stesso, ma purtroppo la gotta (anche se leggera) me lo ha impedito. Mi auguro di raggiungervi la settimana prossima (con ogni probabilità martedì) e quindi, passando da Baratier, essere a St. Antoine per lunedì 17 e così prepararmi ad accogliere alcuni (pochi in verità) che ivi mi raggiungeranno; in particolare dom Raux.
Vi invio la lettera del Vescovo di Grenoble; ho anche scritto sia al Superiore del Seminario minore che al parroco di St. Antoine.
Siatemi vicino; sento il peso degli anni. Pregate per una mia buona morte, carissimo amico e fratello.

p.s.: vi metto al corrente anche delle testimonianze rese da Sua Em. il Card. Sevin che, per i miei figli e fedeli fratelli, considero come un bene per tutta la famiglia


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    Andora Stazione 6 giugno 1910 (festa di St. Claude)

Carissimo padre, fratello e figlio (dom Thomas)
carissimi padri, e figli (dom Morice e Ignace),

  grazie per vostre condoglianze. Al dolore per la morte di mio fratello si deve anche aggiungere quella del bravo p. Clodoad.
Inoltre, carissimi, ben conoscete le croci che oltre a queste dobbiamo accettare. I santi ci dicono che la croce è la miglior grazia che possiamo desiderare. P. Benoît mi scrive dicendo che “dobbiamo pregare perché nulla vada perduto di quanto secondo il disegno di Dio ci accade in questo momento di prova”. Anche voi siete ben al corrente, cari figli, di quanto questa prova lo tocchi da vicino.
I demoni, per bocca dei Giudei, gridavano a Gesù in croce:  descende de cruce et credimus tibi. Questo sarebbe stato più che facile per il nostro Salvatore, e, secondo l’umano modo di vedere, sarebbe stato anche un trionfo; ma volle rimane sulla croce, per ivi morire ed essere sepolto; nonne sui oportuit? Questo perchè in forza della resurrezione potesse raggiungere quella vita che non conosce più la morte. In questo modo può comunicare questa stessa vita alla chiesa tutta, e, per mezzo della chiesa, in forza dello stesso mistero di morte, comunicarla ad ogni sua opera. In questo battesimo si trova immersa anche la realtà della vita canonicale. Non dimentichiamolo mai, miei carissimi; dobbiamo avere una fiducia immensa in questa grazia; dobbiamo far nostri i tempi che Dio fissa, e, solo se ci sarà concesso, abbreviarli con la preghiera (dies breviabuntur electos), ben sapendo però che non spetta a noi anticiparne la scadenza, come cercavano di fare gli assediati in Bethulia, con il rischio di perderne i benefici.
Quindi, carissimi, rimaniamo sulla croce, non prestando ascolto a quelle voci che ci sussurrano: descende de cruce; cosa facile; non abbandoniamo la vocazione alla quale Dio ci ha chiamati; voci amiche e compassionevoli possono suggerircelo, ma in tal caso non dimentichiamo con quale severità Nostro Signore, nel santo Vangelo, dopo aver molto lodato S. Pietro, lo rimprovera, quando tenta di allontanarlo dal l mistero della croce.
È volere di Dio, carissimi, che vi illumini sulle tradizioni dei nostri padri. Non basta però che vi abbia comunicato la loro dottrina, vi devo anche essere di esempio; pregate perché abbia la grazia di rimanervi fedele fino alla fine, di rimanere e morire sulla croce che Dio mi ha preparato per mezzo di coloro che ha prescelto per questo compito. Satanas expetivit; (andate a vedere la storia di Giobbe).
Carissimi, preghiamo affinché possiamo ottenere per noi e per ciascuno dei nostri veri fratelli una fedeltà e una costanza semplice ma incrollabile, per mezzo di Maria Immacolata, Virgo Fidelis, che sotto il Calvario stetit.
Vi saluto cordialmente.

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        Rotalier 30 dicembre 1915
Carissimi figli e fratelli, (dom Claude e dom Raphael)

 quelle speranze, che in Dio riponiamo, risuonino anche tra noi che condividiamo desideri e sante aspirazioni; con le preghiere salgano a Dio, in quel soggiorno dove siamo attesi da quelli che ci hanno preceduto, e che ci assistono in quest’ora di prova.
all’orizzonte si profila l’aurora della nostra resurrezione; S. Em. il Card. di Lyon, mosso da profonda ispirazione soprannaturale, sta impegnandosi per la nostra restaurazione; ha infatti inviato a Roma una supplica di cui non potranno non tener conto.
Ma poiché i tempi sembrano prolungarsi oltre il dovuto, sta prendendo l’iniziativa per un ulteriore e significativo passo.
(in confidanza per voi e dom Louis)
Di comune accordo e dietro suo esplicito volere mi sto in questi giorni impegnando per una formale domanda per la revisione, con  il Card. Vivès, dei Decreti  che ci riguardano, in modo da poter nuovamente ritornare all’ideale originale e così continuare a vivere quell’ideale a cui ci siamo votati.
Mi sono messo in contatto anche con il Card. Cagiano de Azevedo, prefetto della Congregazione dei Religiosi, che nel frattempo è stato nominato Cancelliere di Santa romana Chiesa. Questo, oltre alle prossime vacanze natalizie, comporterà ulteriori ritardi. Sembra (così si sente dire) che dovrebbe succedergli il  Card. Serafini. Benedettino di Subiaco card. De la Pierre qui Vire, che ha molta stima di noi. Dom Romain e l’abbazia di Finalpia faranno del tutto per accattivarci la sua simpatia. A noi, nella continua ricerca della volontà di Dio,  non resta che pregare e aspettare: expecta, rexpecta.
A Bodin insieme a dom Michel, per la festa di Natale, abbiamo cantato tutto l’ufficio (non però la messa dell’aurora).  Una vera consolazione, una autentica speranza. Da ogni dove  ci pervengono richieste per il nostro Istituto, la cui rinascita non solo rivive nei cuori e animi sacerdotali di tante persone, ma anche nei desideri e progetti di illustri vescovi.
La morte del servo di Dio dom Paul Benoît, invece che deprimere i nostri fratelli del Manitoba, li ha maggiormente confermati nel nostro ideale vocazionale, che,  anche se con voti privati, vogliono continuare a professare sotto la direzione di dom Joseph Picod, che dom Paul aveva, partendo,  designato come suo successore. e che ora tutti, pieni di entusiasmo,  mi chiedono di confermare.
Quanto accade a Dunfries ha dell’inaudito. Senza preavviso alcuno, né corrispondenza, dom Joseph Cottet, perché pace sia tra i fratelli, ha ricevuto l’ordine di partire e di rinunciare agli incarichi (cappellano del Collegio, ……, direttore del noviziato, e dell’alunnato dei fratelli, cappellano presso le Benedettine), e di cedere il posto al nuovo designato. Questo senza che sua Eccellenza il vescovo, fratelli e Provinciale venissero messi al corrente. Per questo sono tutti infuriati perché, stando a quanto si dice, è stato loro tolto colui che  per quindici anni non ha fatto altro che del bene ( solo uno nel Collegio, pur essendo d’accordo sulle proteste, tuttavia è del parere che dom Joseph sia troppo devoto e solleciti troppo  gli alunni alla comunione frequente). I bravi fratelli non hanno nessuno al posto di dom Joseph. Un sacerdote belga, al servizio dei suoi compatrioti, potrà tutt’al più assicurare loro una santa messa, ma non è disponibile per altri ministeri. Cose dell’altro mondo: implebit ruinas: perché non  risparmiare tutto questo ai nostri priorati di Dumfries?
Dom Louis Marie senza fissa dimora; dom Joseph, incaricato dal vescovo in una piccola parrocchia, ma non più confermabile. Dom Dol (?) lo ha destinato, poichè disponibili e senza nessuno a causa della partenza di dom Ignace, a Ventenulle ( …….) e Lac Dominium. Ha trascorso a Divonne le festività natalizie, per rimpiazzare il parroco e i sacerdoti mobilitati. Qualora non dovesse andare a S. Dalmazzo, anche se non del tutto propenso, gli si potrebbero affidare le nostre numerose parrocchie di Delamiens (?).
Questa, miei carissimi, la situazione in cui ci troviamo in questo inizio d’anno. Che  Dio benedica la nostra fedeltà e fiducia; solo quando l’alba della nostra restaurazione sorgerà, allora potrò cantare il mio nunc dimittis.
Metti al corrente di tutto dom Louis Ferrey, al quale mi ripropongo di scrivere, uomo di profonda e sicura discrezionalità oltre che di vera fedeltà.
Concludendo, caro dom Claude, chiedo a voi che vivete questa medesima vocazione e fate, profondamente, vostre le gravi difficoltà dovute alla prova, di pregare per me perché possa prepararmi ad una santa morte.
A voi, caro Raphael, che in solitudine, vi adoperate nell’attività pastorale, continuate a crescere interiormente, e nelle vostre preghiere, fatte con grande fervore, ad imitazione del Santo Curato d’Ars, offrite tutti i vostri parrocchiani, i vostri sacrifici al Cuore di Gesù, invocandolo nel santo Ufficio in unione con tutti quelli che hanno condiviso la nostra vita comune e che ora fanno parte del Collegio degli eletti.
In ultimo, cari e bravi figli e fratelli, con le nostre preghiere e immolazioni facciamo in modo che l’ora della liberazione e della libertà si realizzi quanto prima.
Auguri per il nuovo anno, che mi avvicina all’eternità


p.s.: mettete al corrente di queste comunicazioni riservate, in modo che non debba ripetermi, anche ….. Dalmazzo).


 





 
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