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lettere Gréa

21/3/1893 nella festa di Saint Benoît
Ai cari giovani professi (in Canada)
Cari figli,
nella festa di San Giuseppe mi sono rivolto a voi con parole che ritenevo ispiratemi da Dio per corrispondere al suo provvidenziale disegno su di voi e adeguate agli eventi che vi hanno condotto in Canada. Oggi voglio completare la mia esposizione con il sottoporvi due alternative. 1. Qualora lo vogliate dom Joseph potrebbe riportarvi in Francia; in tal caso dovrete accettare di fare il servizio militare, da cui sembra che Dio vi abbia voluto in modo singolare esimere secondo quanto mi era stato assicurato in Canada. Questo il motivo per cui vi avevo mandato in Canada, incappando però in un errore che Dio ha permesso. Qualora vi decidiate, nonostante queste favorevoli circostanze, ad accettare di fare il servizio militare potreste usufruire di quelle grazie di cui hanno usufruito fr. Henri e fr. Adrien? E inoltre il servizio militare sarebbe per voi un vero esilio in quanto vi obbligherebbe a lasciare il vostro santo stato. Mentre il fatto di essere in esilio in Canada verrebbe a significare semplicemente un cambio di luogo. Dopo le elezioni si corre il rischio politico di un forte aumento dell’empietà, come anche quello di una guerra che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Non si tratterebbe in questo caso di un disegno di Dio per sottrarvi a pericoli e sconvolgimenti?
2. rimanendo invece in Canada potreste serenamente continuare la vostra formazione, contribuendo con la vostra collaborazione e il vostro lavoro a sdebitarvi verso l’istituto che sta facendo i primi passi in questo paese. In seguito potreste far ritorno se non in Francia, almeno in Europa, per esempio in Svizzera (Fribourg e il Valais sono come i dipartimenti francesi e si trovano alquanto vivici alle vostre famiglie, permettendo così alle vostre famiglie di farvi visita, meglio che non a Saint Antoine). Sareste disposti In tal caso, prima di poter mettere piede in Francia, di rispettare la scadenza dei tempi previsti dall’attuale legislazione? Si potrebbe anche ipotizzare che le cose potrebbero volgere a vostro favore sia per un’amnistia, sia a seguito di avvenimenti che potrebbero cambiare l’andamento della situazione politica in Francia.
Concludendo, cari figli, ammesso che Dio vi chiami ad un apostolato in regioni lontane, anche in Cina, cosa che, ammesso che in futuro accada, non spetta a me tuttavia decidere, siate pronti a tutto sacrificare si trattasse anche della vostra vita. Attualmente mio desiderio è quello di richiamarvi, dopo la vostra formazione, in Francia o almeno in Europa. A suo tempo Dio vi farà conoscere qual sarà la sua volontà.
Queste le due possibilità davanti a voi. Ve le propongo senza imporle. In piena libertà e davanti a Dio, a cui vi siete consacrati, fate la vostra scelta; solo questo desidero, che, a Dio piacendo, mi sia di grande sollievo.
Addio, cari figli, che in Gesù benedico.

Saint Antoine 31 agosto 1893
Cari figli,
state passando le vostre vacanze, causa la povertà, lavorando. Dio ne sia benedetto e felicitazioni per voi; in Francia, qui a Saint Antoine, come nei paesi dove le comunità godono dei vantaggi di una società ben strutturata e stabile, siamo esposti all’influsso, noi, i poveri di Gesù Cristo, agli agi e alle gioie di una vita borghese. Questa bella beatitudine della povertà ne potrebbe risentire. Mentre osservavo i nostri piccoli-fratelli che giocavano nel loro cortile, il mio pensiero correva ai loro genitori e fratelli, rimasti nel mondo, che invece, nello stesso momento, erano occupati nei lavori dell’agricoltura. Attualmente, cari ragazzi, voi non correte un tale pericolo, e la vostra permanenza in Canada, completamente presi dai difficili inizi di una comunità che va stabilendosi nel deserto e che prova le difficoltà dei primi missionari e della vita apostolica, è per voi, carissimi ragazzi, fonte di benedizione e di grazia. È un privilegio che Gesù, il quale ha trascorso la sua adolescenza e la sua giovinezza lavorando nella povertà, vi riserva; quelli che verranno dopo di voi, allorquando il paese sarà dissodato e popolato, e gli usi e le comodità di una società stabile avranno preso il posto delle pressanti necessità dei primi momenti, non potranno usufruire di questa grazia e favore; a voi dovranno la loro tranquillità e la possibilità di fraterne ricreazioni. Oh! Quali speciali grazie sono riservate a quei religiosi, e solo a coloro che intraprendono fondazioni. Il vostro modo di operare, cari figli, suscita invidia; ma la carità che ci unisce ci fa sentire come nostro comune tesoro le santi attività e i lavori dei nostri confratelli. Perché possiate pienamente usufruire di queste speciali grazie, cari figli, compite questi lavori e queste attività con grande amore verso Gesù, sentendovi in profonda unione alla sua vita povera a Nazareth e alla vita contemplativa della Vergine in questa povertà a Nazareth.
Su voi tutti, cari figli, una cordiale benedizione.


Festa di San Giuseppe 1893     
Ai cari giovani professi (in Canada)
Carissimi figli,
contrariamente alle mie previsioni e a quanto mi era stato detto, vi viene rifiutato il certificato necessario a far sì che con il vostro soggiorno in Canada per dieci anni possiate godere dell’esenzione  dal servizio militare. Cari figli, ben mi rendo conto della vostra fedeltà alla vocazione religiosa; un religioso ha per patria il cielo; e qualora gli venga chiesto di rinunciare alla patria terrestre è pronto, in qualità di morituro, a fare questo sacrificio secondo il detto del Vangelo: qui reliquerit ecc.. come hanno fatto gli Apostoli e i Santi, conformemente alle fauste istanze della santità e della perfezione religiosa. A me sembra che l’attuale situazione, segno provvidenziale, stando alle parole di mons. Mermillod, per la conoscenza della volontà di Dio, vi ripeta, come a suo tempo al grande San Giuseppe: fuge et esto ibi usque dum dicam tibi. Non credo che una tale situazione si protrarrà a lungo; e allora anche voi udrete queste altre parole defuncti sunt qui quaerebant animam pueri Jesu; coloro che vogliono uccidere Gesù in voi, moriranno e la loro impotente persecuzione terminerà. Ma che cos’è tutto questo, dal momento che, ospitando in voi Gesù e avendo il suo cuore per sostegno e riparo del vostro, continuerete ad essere ricolmati delle grazie e delle ricchezze spirituali propri del vostro santo stato? Guardate bene dall’essere ingrati e infedeli. Ammirate i doni di Dio in voi, e siate felici di goderne, a buon prezzo, l’eredità; non fecit taliter omni nationi.
Dio farà sì che gli anni d’esilio, a voi richiesti, siano fecondi per l’apostolato e la vostra vita apostolica (a malincuore faccio uso di questa parola, poiché i religiosi non sono mai in esilio; infatti né San Francesco Saverio né San Stanislao, essendo fuggiti da Roma, si ritenevano degli esiliati).
Non aggiungo altro per il momento; voglio che i vostri cuori si aprano a tutte le esigenze del vero amore. Questo chiedo con insistenza a Dio per Maria e Giuseppe, esiliati per un indeterminato lasso di tempo: usque dum dicam tibi, e che in seguito non poterono far ritorno a Bethléem, come accadrà anche a voi nel caso che vi facessi rientrare un giorno in Svizzera non potendo subito farvi tornare in Francia. Con questo non voglio porre ostacolo alcuno ad eventuali ispirazioni da parte di Dio per un apostolato in regioni lontane; in attesa né io né voi dobbiamo pensare ad altro all’infuori di una vostra serena formazione religiosa e canonicale sotto la paterna direzione di dom Paul Benoit, così angelico e affettuoso. Giorno dopo giorno impegnatevi nella serenità, senza preoccupazione e angoscia per il domani, seguendo i suoi saggi consigli, senza fargli mai mancare il vostro sostegno nei suoi lavori con la vostra docilità, la vostra filiale disponibilità e abdicazione, come figli, veri figli spirituali.
Dio, che vi ha condotto fin qui, non vi abbandonerà, e per un suo ineffabile disegno, in questo momento, vuole che riguardo al futuro prossimo non godiate di altra certezza, se non del suo amore, della sua fortissima e paterna sollecitudine verso di voi di cui, fino ad ora, ne avete avuto ammirevole prova.  
Addio, su di voi la mia paterna benedizione in Gesù. Maria e Giuseppe.


aneddoto 1894    
    

In occasione del suo primo viaggio in Canada di dom Gréa nel 1894, uno nostro confratello – allora giovane novizio a Saint-Antoine – riporta un simpatico aneddoto:

alla vigilia della sua partenza per il Canada (15 maggio) il Rev. P. Superiore, non solo chiede alla Comunità tutta di pregare ( recita dell’ Ave maris stella ogni sera prima del compieta ) ma si raccomanda alle preghiere dei singoli ragazzi. Ciascuno, compreso l’autore di quanto segue, ricevette la sua visita.

“caro figlio, pregate per me per tutta la durata del viaggio. Conto sulla preghiera di ciascuno dei miei figli… pregate in modo particolare la Vergine Santa”.
“padre come dobbiamo rivolgerci alla Vergine Santa?”
“come meglio ritenete opportuno, caro figlio.”
“ma….se provate voi stesso a esprimere…anche un solo breve pensiero”?
“volentieri. In tal caso voi lo reciterete ogni giorno per me…”

presa la penna, scrisse  la seguente soave preghiera direttamente in latino:

“O Domina, mater mea, miserere famuli tui, quem mihi, in hac familia tua, ducem et patrem dedisti, ut dimissa omni iniquitate delictorum, relicta omni nequitia et desidia, tibi fedeliter servire valeat semper et ubique; et eum, per longa itinera, pro amore et profectu filiorum tuorum fratrum meorum assumpta, deduca set reducas incolumem, o clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria”.

      ( cf Bullettin CRIC, 15 maggio 1932, p. 9s. )



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Lettere di Dom Gréa alla Comunità di Saint-Antoine scritte a bordo della “Toronto”

     
 Dal 1 al lunedì 4 giugno 1894

1. Rev. Priore e voi tutti


Miei carissimi,
 ci stiamo avvicinando all’isola di Terra-Nuova, ne approfitto della calma e della libertà offertaci dalla tranquillità sul battello per inviarvi una cordiale benedizione.
A tutti raccomando una profonda unione, un grande amore per la santità del vostro stato. Dio ci chiederà conto della grazia che ci ha concesso aprendoci le porte della santa religione; ma quale sarà la nostra responsabilità e quale rendiconto terribile saremo chiamati a dare qualora, venendo meno all’amore che Dio aspetta da noi, presi dal desiderio di piacere a noi stessi, divenissimo la causa e il motivo volontario di un affievolimento della santità in qualcuno dei nostri fratelli e soprattutto all’interno del nostro stesso istituto!.
Con S. Bernardo potrei dire, sapendo quanto voi e la vostra santificazione mi stanno a cuore, quos iterum parturio donec Christus formetur in vobis : “la mia anima è triste pensando al momento del mio rientro”.
La navigazione è bella: non abbiamo sofferto molto e per sei volte ho avuto la gioia di celebrare i santi misteri. I nostri coloni ci sono di grande edificazione, sono felici e coraggiosi, pieni di fiducia. Teneramente vi benedico in Cristo.

vi scrivo un po’ disordinatamente e su fogli sparigliati; lascio a voi, carissimi fratelli, il compito di metterli in ordine.

2. Rev. Priore Louis Ferrey


 Mio carissimo Padre Louis
 So che Dio vi assiste nell’adempimento dell’incarico a voi affidato. Sono certo, che l’affetto e l’obbedienza che tutti vi devono, ve lo rende facile.
Cercherò di inviare alcune righe a questi cari novizi e ragazzi, approfittando dei momenti liberi che ho stando sul battello, perché una volta a terra non ne avrò il tempo. Porgete al rev. parroco i miei fraterni e riconoscenti saluti, come anche a mons. Roux, mons. Coffin, ecc…
Voi ben sapete con quale grande affetto mi rivolgo a voi e vi benedico.


3. dom Alexandre Vice-priore
   fate il piacere di leggere quanto segue anche ai Confratelli


caro figlio,
 la zia del simpatico fratello Giuseppe gli ha fatto come regalo, passando a Parigi, un piccolo libro veramente adorabile, intitolato: les secrets de la vie religieuse, edito da Lefort, Lille e Paris, via des Saints Pères, 30. Vi chiedo di ordinare una dozzina di questi libri a formato semplice. Ne darete, da parte mia, una copia a ciascuno dei professi che si trovano nella grande sala; sarà per loro un mio memoriale durante la mia assenza. Chiedo loro, per amore di Dio e mio, che durante l’estate ne facciano una seria lettura. Il libro è stato scritto da una religiosa, ma è perfettamente adattabile a ogni Comunità. L’autrice dà prova di conoscere perfettamente quali sono i doveri dei religiosi, come i difetti e i pericoli a cui vanno incontro.
Leggetelo, cari figli, come se fossi io stesso a parlarvi con l’attenzione e la docilità di spirito e di cuore che Dio vi ha concesso, come si addice alla vostra grazia di stato, e anche perché possa essere di consolazione per me, vostro responsabile. Spetta a me rispondere delle vostre anime e seppur peccatore e inetto, Dio vuole che mi dia d fare per la vostra santificazione; siete stati affidati a me, e, se volete rispondere a quanto vi domanda, cioè al suo grande desiderio di essere da voi amati, mi concederà quei lumi e quelle parole per voi più rasserenanti e proficue…Addio, caro figlio, vi benedico teneramente in Gesù.

4. dom Marie-Augustin,


 venerdì 1 giugno 1894

Carissimo figlio,
 tramite voi invio una paterna benedizione ai cari novizi. Sono certo che rispondono con amore e riconoscenza alle grandi grazie che Dio ha loro accordato. Che gioiscano e traggano profitto dai felici giorni della primavera della vita religiosa! Che siano come fiori e profumi per Gesù, nella purezza dei loro santi disegni e propositi!
Più avanti arriverà l’inverno molto utile per distruggere gli insetti striscianti dell’amor proprio; ma arriverà la stagione dei frutti, delle opere, e della perseveranza nel sacrificio.
Non ho notizie riguardo al buon fratello Aloys Kessler; lo ho incontrato a Lyon in uno stato accettabile mentre era in attesa delle decisioni del medico riguardo all’operazione che sperava di poter evitare. Ho riscontrato in lui una dolce e serena rassegnazione alla volontà divina. Per lui e per voi tutti prego, cari figli.
Spero di rientrare presto a Saint-Antoine per non rinviare o di rinviare il meno possibile la gioia della vostra professione. Spero sempre che Dio mi faccia la grazia di riceverla di persona.
Queste sono le belle grazie che Lui, nella sua bontà, concede alla mia vecchiaia.
Vi benedico di cuore.

4 giugno – oggi riprendo di nuovo la penna per chiedervi di ricordarmi nella vostre preghiere. Mi commuovo al ricordo dei miei fratelli di Saint-Antoine. Vi ho sempre con me, insieme al caro gregge del noviziato.

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N.B.: 2 lettere + 1 ai piccoli-fratelli sulla morte di fr Alexandre Débano (16 giugno 1894)

 Mio caro figlio, la vostra lettera mi lasciava ancora una debole speranza, quella di dom Alexandre mi annuncia che il sacrificio sta per consumarsi.  Questa cara creatura, angelica nella sua innocenza, lascerà nei piccoli-fratelli, di cui è la primizia, una dolce memoria … morendo indossando il nostro abito, muore come uno del nostro Ordine e che ci appartiene. Pregherà per noi. Caro figlio, implorate il piccolo fratel Alexandre che interceda presso Dio per la vostra guarigione. Benedico tutti i piccoli-fratelli; e facciano in modo che il nobile ricordo del passaggio tra di loro di colui che Dio ha chiamato definitivamente presso di Lui, alberghi nei loro cuori! Che vivano sempre con il pensiero della morte e il desiderio del cielo! Questo è quanto Dio ci vuol comunicare con questo avvenimento e con la grazia di della sua santa morte!
Cari figli, vi benedico e vi abbraccio.

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Carissimo figlio,
il sacrificio è consumato. Grazie, figlio amatissimo, per tutto quello che avete fatto per questo caro e santo ragazzo. Il fatto di non essere presente al momento della sua agonia provoca in me dolore, mi consolo, tuttavia, pensando alla vostra grande abnegazione con cui mi avete supplito. Vi ringrazio per i molti particolari di cui con affetto mi avete messo a parte per consolarmi. Certamente, questa anima pura, di una purezza angelica, si trova presso Dio, insieme ai cori degli angeli. Sarà un avvocato e un protettore per il suoi confratelli, per i suoi maestri, per tutta l congregazione, per me che continuo ad invecchiare e che sento approssimarsi il giorno in cui raggiungerò questi miei cari figli che mi hanno preceduto. Alcuni di coloro che sono qui con me lo hanno conosciuto. Dom Andrea, colpito profondamente per questo lutto, ha versato, insieme a me, abbondanti lacrime. Tutti insieme abbiamo pregato. Noi qui celebreremo, in comunione con tutta la comunità, una messa nel ricordo del trigesimo della sua morte.
Carissimo figlio, dite ai piccoli fratelli che si ricordino sempre, quale dono prezioso, delle virtù, della perfetta obbedienza, della grande delicatezza di animo di colui che Dio ha designato ad essere tra di loro la primizia dell’Ordine; e che tutti insieme dobbiamo trovare consolazione pensando al grado di santità che, in così breve tempo, ha raggiunto quando era tra loro. La morte dei santi, lungi dallo spaventarli, li deve spingere all’emulazione. Faccio presente a questi ragazzi che devono essere per voi di consolazione con il rimanere fedeli alla loro vocazione.
Addio, carissimi figlio…

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(ai piccoli fratelli)
Carissimi ragazzi, Dio vi ha visitato e ha scelto tra voi il caro ragazzo che si era fatto vostro modello con il suo vivere santo. Mentre era tra voi non avevate piena consapevolezza di quale grado di perfezione avesse raggiunto nel suo operare; Dio permetteva, che venisse nascosta sotto l’alto grado di umiltà raggiunta, perché solo lui ne fosse a conoscenza. Oggi ci piace ammirare e celebrare quello che Dio ha operato in quest’anima. Dio che vi ha donato la vocazione, ha suscitato in lui un così grande amore per questa che l’amava più delle sua stessa vita. Non ne aveva un motivo più che valido? La sua dipartita oggi non suscita in noi desideri santi? Ricordatevi che sebbene la vita presente è breve, tuttavia ha grande importanza dato il buon uso che un fedele religioso è chiamato a farne.
Carissimi ragazzi, il pensiero che or è felice vi sia di consolazione. È presso Dio e intercede per noi. Intercede anche per me che il giorno della sua vestizione lo avevo offerto a Dio. Mentre io da fuori lo rivestivo dell’abito della santità, Dio da dentro lo rivestiva di questo bell’abito di cui ormai è ornato per l’eternità. Consolate il vostro padre maestro, cari ragazzi, con la vostra fedeltà, l’ubbidienza e con il crescere nell’amore di Dio e nella sua grazia. Teneramente vi benedico, cari ragazzi.

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dom  Arsène (Lettera scritta direttamente in latino)

Ave Maria                         4 giugno a. d. 1894

Dilectissimis filiis apud Sanctum-Antonium Deo in convenctu deservientibus pueris. Omnia vobis ex cordis tenerrimo affectu prospera fore Deum et Dominum nostrum qui vos amat, adprecor. Unum, et id unum quidem necessarium, a vobis exigitur, filii, ut diligentem vos Jesum benedictum diligati. Ad id ex toto vos impendatis: nihil sit in vobis quod non ad amorem Jesu exercendum convertatis. Corpora vestra, ut sint membra Christi, sacra quotidie communione capiti Christo inserta, omni religiosa modestia et, quantum licet infirmis vobis, crucis mortificatione Deo in sanctitate conservate. Corda imprimis et intelligentias vestras ab omni vel levissima umbra peccati custodite, et confessione, contritione vera ex amore, sanctis propositis, sacramentalibus undis poenitentiae, amplius et amplius mundate; humilitatem, obdientiam fraternitatis amorem, regularem silentii et religiosae gravitatis observantiam in vobis sancta aemulatione sevate et augete.
Quam laetum diem mihi et angelis Dei facietis quum vos incolumes, sancte peractis hisce absentiae meae mensibus, et in virtutibus proficientes iterum amplexabor, et paterno affectu oretenus vobis benedicere licebit!
Sancta Maria Mater vestra, sanctaeque domina vestra Agnes vos in spirituali incolumitate custodiant, dilectissimi filii.


[ traduzione]

Ave Maria                                                                                                                                                    4 giugno dell’anno del Signore 1894
Ai miei ragazzi che servono Dio nel convento di S. Antoine.
Prego, con il più grande affetto che porto nel cuore, il nostro Dio e Signore che vi ama, affinché tutto proceda per il meglio. Una sola cosa, una sola cosa necessaria si esiga da voi, miei figli: che amiate Gesù benedetto che vi ama. Per questo siano tutti i vostri sforzi; che nulla in voi vi distolga dalla ricerca dell’amore per Gesù! I vostri corpi, membra di Cristo, uno in forza della comunione quotidiana a Cristo vostra testa, conservateli per Dio nella santità con la modestia religiosa e, per quanto è concesso alla vostra debolezza, con la mortificazione della croce. Soprattutto preservate i vostri cuori e le vostre intelligenze da ogni ombra di peccato, anche minimo, e, per mezzo della confessione, della vera contrizione che l’amore vi ispira e per le onde sacramentali della penitenza, purificateli sempre di più. Conservate, e crescete, in santa emulazione, nell’umiltà, nell’obbedienza, nell’osservare con regolarità il silenzio e l'austerità religiosa.
Quale gioia, per me e per gli angeli di Dio, il giorno in cui di nuovo, dopo un mese di mia assenza trascorso santamente, vi potrò abbracciare integri, e migliorati nella virtù; quando mi sarà concesso di benedirvi a viva voce con tutta la tenerezza del mio cuore!
Carissimi figli, che Santa Maria, vostra madre, e santa Agnese, vostra signora, vi conservino sani e salvi nello spirito!

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a dom. Louis, Priore, 28 giugno 1894

Caro padre, fratello e figlio. Le buone notizie che voi mi inviate mi sono di consolazione, anche se il mio cuore è profondamente ferito       per le cattive nuove di cui vengo a conoscenza riguardo all’angelico piccolo-fratello Alexandre.   Dalle ultime ne devo dedurre che è già volato presso Dio; voi l’avete preparato a questo ultimo passaggio, caro figlio, e sono certo che avrà trovato in voi quella carità pastorale e paterna che avrei voluto concedergli se avessi avuto la consolazione di vederlo ancora su questa terra.
Nel caso che Dio l’abbia, come penso, chiamato a Sé, fate celebrare per questo nostro ragazzo che appartiene al nostro Ordine, una gregoriana come previsto per ogni nostro confratello. Certamente, è meglio piangerlo oggi che piangerlo tra quegli infedeli che, nutriti di Dio nella nostra casa, poi se ne allontanano e fuggono, commettendo indegni e ingrati tradimenti.
Qui con me ho una Comunità molto fervente, gioiosa, unita, nella povertà e immersa nel lavoro. Sono arrivato a Saint-Boniface , per le esequie del grande e santo arcivescovo che molto desiderava vedermi, e di cui non ho potuto ricevere, sulla terra, la paterna sua benedizione…
…Il Vescovo di Ottawa ci stima molto; l’anno prossimo pensa di farvi visita a St-Antoine…per Mons. Taché , che è stato nostro insigne benefattore (ha dato 10.000 fr a dom Paul), celebreremo una gregoriana come abbiamo fatto per M. Dunoyer.
…vi abbraccio affettuosamente e vi benedico; e con voi benedico tutti i figli.

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a dom Sotto-Priore,

caro figlio, grazie della vostra lettera; continuate a mettermi al corrente di tutti quei dettagli che mi fanno ritornare con la mente a St. Antoine. Tutto quello che mi scrivete mi rassicura e nello stesso tempo mi edifica.
Tutto mi fa pensare che sia stato Dio a chiamare a Sé il caro e angelico fr. Alexandre. La morte di ognuno di noi è segno di predestinazione. Dio l’ha scelto, quale primizia, tra i ragazzi del nostro coro. I nostri fratelli stanno formando in cielo, con Gesù e Maria, una magnifica corona. Un giorno Dio chiamerà anche me; questi sono i miei predecessori; pregano per me; mi introducono nell’eterna misericordia. Ciascuna di queste separazioni mi fa piangere, ma l’unica  tristezza senza rimedio, è quella delle infedeltà, che sono peggiori della morte stessa…mio caro figlio, un tenero addio; vi benedico in Gesù, insieme a tutti i cari confratelli.

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a dom Marie-Augustin

tutto lascia pensare che la morte del caro piccolo fratello Alexandre sia un fatto voluto da Dio. Il mio povero cuore ne soffre profondamente, tuttavia è bene rimettersi alla volontà di Dio che lo ha chiamato in uno stadio della sua vita di perfetta innocenza e di totale e generosa consacrazione vocazionale… sarà un nostro intercessore presso Dio. Che magnifica corona di Canonici Regolari si sta costituendo in cielo attorno a Nostra-Signora....
Molti sono i motivi che ci fanno ben sperare per il futuro, come anche consolazioni nel presente. I novizi professi vivono in un clima di fervore, di unione, di entusiasmo per la nostra santa vocazione, tanto che di più non si può desiderare; con grande entusiasmo, confortati anche dalla grazia di Dio veramente grande e al di là di ogni attesa, si dedicano al lavoro e allo studio, ragion per cui si raggiungono meravigliosi successi…

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a p. Priore e a d. Marie-Augustin  (5 luglio 1894)

Miei cari figli,

 un sentito grazie per le vostre consolanti parole rivolte a questo mio povero cuore, sofferente per la separazione, voluta da Dio, del caro piccolo fratello Alexandre.  Ne sia benedetto Iddio! Questo tenero e gentile fiore, che come segno di predilezione, si è scelto quale primizia tra i miei cari ragazzi, i piccoli fratelli, deve essere a Lui offerto senza esitazione. Durante la sua vita non ci siamo pienamente resi conto della sua perfezione nell’obbedienza e della delicatezza della sua coscienza. Oggi, mi rallegro rileggendo quella sua vita da ragazzo fatta di piena dedizione a Dio e al suo santo stato, che non avrebbe abbondonato di fronte a nulla, neppure di fronte alla morte. Con fiducia a lui mi rivolgo per me, per i miei fratelli e per la comunità tutta.
Pregate per me, che ormai in vista delle divine sorgenti sono ancora così tanto miserabile e arrido.

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S.  Hyacinthe 18 ottobre 1894
A dom L. Ferrey,  dom A. Grospellier                                                                                                                   
dom M.A. Delaroche, dom A. Blin

cari figli,
prima di rientrare in Francia è mio intento fare visita ai bravi vescovi del Canada perché con le loro offerte vengano in aiuto a Nominingue che è nella povertà. Cari figli, dovunque sono accolto con una cordialità e una carità che mi sorprendono. Questo è dovuto alle buone amicizie che qui abbiamo costruito per mezzo della sincera e fraterna ospitalità riservata ai parroci canadesi. Abbiamo fatto loro del bene e loro ci contraccambiano con un fare encomiabile. Dobbiamo continuare ad esercitare verso coloro che il seminario canadese ci invia la stessa attenzione e gradita ospitalità. Al mio ritorno, una volta rese grazie a Dio che ci ha chiamato in questo paese, vi metterò al corrente di tutto quello che mi ha maggiormente colpito. Il nostro essere in queste terre deve da noi essere considerato un dono particolarissimo della Provvidenza, oltre che speciale e meraviglioso.
Non mi resta che benedirvi. Sarò a S. Antoine il 7 per l’inizio del noviziato, per essere in grado, il giorno seguente, di accogliere le professioni. Vi telegraferò non appena avrò raggiunto il suolo francese. Porterò con me un giovane canadese vilandais, un angelo di pietà e una intelligenza brillante. Carissimi figli, con affetto vi abbraccio e vi benedico in Gesù e Maria.

p.s. una speciale benedizione per il caro Padre Priore e cellerario; che abbia pietà di me che gli soffio molto del suo scarso denaro. Cari amici, sto molto bene e la gotta è completamente scomparsa. I vescovi sono veramente magnanimi. Il vescovo di Nicolet mi ha consegnato personalmente per dom Léon 300 piastre e mi ha assicurato un nuovo contributo, dimostrando così la sua riconoscenza per il bene che il nostro esserci fa verso i preti canadesi. Forse vi farà visita il prossimo inverno.

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Saint Antoine 22 luglio 1896 (lettera a mons. Osouf, arcivescovo di Tokio)

Eccellenza,
il reverendo Abate della Trappa in Cina mi ha messo al corrente del desiderio che Sua Eccellenza gli ha espresso di chiamarci nella sua diocesi.
Grande sarebbe la mia felicità nel vedere i miei figli diventare vostri figli e sotto la vostra autorità condividere il nobile apostolato in mezzo a questo popolo tanto vicino al cuore dei cattolici.
Caratteristica del nostro istituto è quella di essere sia monastico che pastorale; nostra vocazione, oltre la preghiera liturgica e la penitenza, quella della cura delle anime nelle parrocchie che i vescovi ci affidano, e nello stesso tempo ci impegniamo ad essere i più rigorosi e obbedienti tra i loro preti.
Ma nulla ci impedisce di aggiungere a queste attività quella dello studio e della ricerca in difesa della verità cattolica. Dom Benoît, mio confratello, ha pubblicato un importante libro su questo argomento. Anche qui a Saint Antoine qualcuno dei miei confratelli si dedica allo studio delle scienze ecclesiastiche contro la critica temeraria di coloro che attentano alle nostre tradizioni. Apprezzo molto la stima che l’Eccellenza Vostra ha per la nostra umile società, mi auguro che ne divenga ancor più degna e mi permetto di presentarvi qualcuno dei lavori pubblicati.
Mi piacerebbe soddisfare immediatamente il desidero e la richiesta dell’Eccellenza Vostra; ma al momento non dispongo di personale adeguatamente e sufficientemente preparato per questo grande apostolato. Tra un anno o due spero di trovarmi nella condizione di soddisfare la richiesta dell’Eccellenza Vostra. Nel frattempo potrà meglio conoscerci. Forse potrei anche cercare di inviare dom Benoît (autore di “Erreurs modernes”) che è a capo della nostra importante casa in Canada (Manitoba) a rendere vista all’Eccellenza Vostra, partendo da Vancouver, il porto a lui più vicino. Prenderà accordi personalmente, cosa molto importante, con l’Eminenza Vostra. Dato che è a lui che affido, perché ne curi la formazione, i giovani religiosi che sottraggo al servizio militare, così spetterà con tutta probabilità anche a lui vedere che cosa fare per assecondare le richieste dell’Eccellenza Vostra.
Prostrato ai vostri piedi, monsignore, imploro la santa benedizione, e offro l’omaggio della mia profonda venerazione.

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      29 luglio 1897

Carissimi figli, fratelli nel sacerdozio di Gesù nostra vita. (RR. PP. Antoine, Claude e Maur)


   In Dio condivido con voi la gioia per la vostra ordinazione sacerdotale. D’ora in poi dovete morire a voi stessi, perché sempre più in voi si manifesti la grazia del sacerdozio.
Il prete è la specie sacramentale di Gesù prete, come il pane e il vino sono le specie sacramentali di Gesù vittima; e come la sostanza del pane e del vino viene trasformata in Santa Eucaristia; così anche l’uomo Adamo, l’amor proprio, il modo di sentire e la volontà personale devono essere trasformate nel prete. Quale peccato! Se nella grandezza del sacerdozio si cercasse ancora se stessi, l’affermarsi e il compiacersi della propria personalità, l’inorgoglirsi! Cari figli, che questo non vi accada: dobbiamo annientarci in modo da poter in tutta verità affermare: vivo jam non ego, vivit vero in me Christus. Grazie, cari figli, per le preghiere che avete elevate per me nell’ora benedetta della vostra prima messa, nel momento in cui Gesù, obbedendo alla vostra voce e alla vostra parola, che è diventata la sua, è venuto nelle vostre mani, comunicandovi la sua personale potenza. Che benedica e santifichi ogni vostra attività, ogni vostra parola, ogni vostro pensiero! Addio, miei carissimi fratelli; spiritualmente mi chino sulle vostre mani consacrate per baciarle, e quali figli e fratelli vi benedico.

p.s. vi scriverò personalmente appena possibile.





 
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