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1860-1870 - canonici regolari

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lettere Gréa



LETTERE di DOM ADRIEN GRÉA

  
Si è ritenuto opportuno fornire ai nostri amici e lettori una fonte del pensiero di dom Gréa non facilmente raggiungibile e consultabile: alcune delle sue numerose lettere. Lettere conservate negli archivi della Congregazione dei Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione in via Federico Torre a Roma e fino ad oggi non rese pubbliche, salvo stralci in scritti o opere di suoi studiosi e ammiratori.
Il biografo di dom Gréa,  mons.  Félix Vernet, professore al Gran Seminario di Valence e alla Facoltà Cattolica di Lyon, così scrive riguardo alle sue numerose lettere : " abbiamo avuto tra le mani circa 840 lettere dom Gréa: lettere alla famiglia religiosa, a dom Delaroche, a dom Blin, a dom Casimir, a dom Desrosiers, a dom Duval (126), ecc. al canonico Grévy, all'abate Raymond Bouvet (81), a mons. Bellet (65), a André Pidoux de la Maduère, ecc, … queste ci permettono di entrare nell'intimo di dom Gréa. Dalle stesse emerge una autobiografia che altre fonti non potrebbero fornirci".
Nella traduzione si è cercato di conservare, per quanto possibile, l'immediatezza e la freschezza dello stile epistolare dell'autore, per farne risaltare meglio la sua non comune versatilità e il suo stile lineare e comunicativo, il suo singolare stile di vita oltre la sua facilità di relazionarsi agli altri.

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                                                                                                                                                                  Lettera alla comunità nascente di S. Claude Roma aprile 1869  

Padre Samuel
caro fratel Louis
miei amati fratelli

Siano rese grazie a Dio e ai suoi angeli per il buon viaggio. Vi abbraccio e vi benedico. Osservate la Regola con fedeltà incrollabile; e servite Dio con generosità, zelo, e amore per tutti i benefici di cui ha voluto colmarvi. Per voi, fratel Leon  e per tutta la Comunità, questa mattina ho celebrato il Santo Sacrificio sulla tomba di S. Leone Magno. Ho pregato Dio perché pieni dell’amore di Gesù Cristo, possiate superare ogni ostacolo. Siate in pace con Dio, amatevi teneramente gli uni gli altri e gareggiate nel progredire tutti insieme sulla via della perfezione. Non vi sia tra voi né rivalità né sentimenti di disprezzo o di collera, ma solo rendimento di grazie a Dio; le vostre bocche, santificate dalla lode, siano pure come quelle degli angeli; non formulino mormorazioni, né parlino per vana gloria, ma solo facciano risuonare parole di pace, di carità e di gioia.
Oggi o domani mi recherò a S. Paolo per affidarvi alle preghiere di quei bravi religiosi . Con voi nel cuore farò visita ai Santi che sono in questa nobile città di Roma, e che qui, sepolti nelle chiese, sono in attesa della gloria eterna.

Addio, cari ragazzi, è vicino il mese dedicato alla nostra Mamma, vivetelo santamente e ricordatevi di me nelle preghiere, e che presto possa ritornare tra voi.
     P.S.: se [nome difficile da decifrare, con tutta probabilità qualcuno della cerchia degli amici],  che deve venire a Roma non è ancora partito ditegli di portarmi (conosco la sua estrema gentilezza) dei ricordini a buon mercato (piccoli rosari di osso, o di “coco”, contenitori per rosari), che siano di poco valore, per regalarli ai ragazzi.


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Roma venerdì 3 dicembre 1869 (alla comunità nascente di S. Claude)
Carissimi figli,
un saluto e un ricordo da Roma. Non vi perdo di vista un istante e in ogni santo luogo in cui mi reco per pregare penso con gioia a voi. Vi chiedo vera obbedienza e perfetta regolarità. Senza dubbio vi sforzate di fare tutto il possibile per attirare su voi e sulla Comunità le grazie che Dio ha predisposte in occasione del mio viaggio presso le Sante tombe.
Sono già stato a S. Pietro e con impazienza mi accingo a fare le commissioni da voi richieste.
Fate presente a mons. Guillaume la mia profonda riconoscenza per tutto il bene nei vostri riguardi.
Caro padre Samuel Baille, pregate per me; cari fratelli Louis, Adam, Modeste, Léon, Constant, Joseph, Edmond vi esprimo tutto l’amore che per voi ho nel Signore.
Miei piccoli fratelli Victor, Hippolythe, come anche tutti gli altri: Maximin, Faustin, Fernand, Ferdinand, Joseph, Eugène, Louis, Aimé, Jules, Alexandre, ho voluto nominarvi tutti perché siete, per volere di Dio, tutti scritti nel mio cuore; conosco i vostri bisogni, tentazioni, debolezze e le grazie che Dio vi concede, i vostri combattimenti, i buoni propositi, la vostra fedeltà e prego Dio perché la confermi e la renda perseverante fino alla morte. Soprattutto temete di offendere Dio, come di non fare tutto il possibile per Lui e per testimoniargli il vostro amore e riconoscenza.
Il viaggio è stato buono nonostante le difficoltà sul Mon Cenisio. Qui ho già potuto incontrare Silvain, che sta bene. Ho avuto modo di vedere anche il giovane Caroy, che fra non molto farà ritorno in Francia.
Addio, cari ragazzi. Vi benedico e vi amo.

p.s.: Mi sto dando da fare molto per i nostri affari, che per il momento vanno bene.

(altra lettera a p. 4 della stessa lettera)

Cari reverendi, cari ragazzi Jules, Théophile, Hippolythe, Hilaire (sulleitourgoi);
 non si può lasciar passare la settimana a Roma senza darvi mie nuove e chiedervi di pregare per me; nell’affidarvi la nostra e vostra cara casa, quanto di più caro ho al mondo, non ho avuto rimorso alcuno. Dio benedica la vostra dedizione, i vostri lavori, e il vostro encomiabile zelo per la sua gloria al servizio di queste giovani anime che ha scelto. Penso sempre a voi.
Addio, cari figli, confratelli a Roma avete un padre che sulle tombe dei santi sempre vi tiene presenti.

p.s.: saluti affettuosi al degno ed eccellente dom Guide(?)

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           24 dicembre 1869

(sopra a sinistra della data):
ben sapete che vi porto con me ogni giorno.
Quando mi sarà concesso di ritornare tra voi?
Pregate che avvenga al più presto.
Noi stiamo tutti bene.


Cari ragazzi,
La bella festa del Natale ci trova uniti. Penso a voi davanti a Dio, e a Lui chiedo di riversare dal presepio nelle vostre anime ogni bene. Tutto dipenderà da come vi sarete preparati ad una solennità così grande. Prestate ascolto, cari ragazzi, a Gesù bambino che giace nella mangiatoia; che il vostro amore sia per lui una corona e la vostra generosità un servizio. Fategli offerta totale delle vostre vite, nulla riservatevi, pregateLo affinché accetti e gradisca l’offerta dei vostri cuori.
A Roma, tra le tombe dei Santi, davanti alla porta della grande assemblea della Santa Chiesa, mi rendo conto quanto Dio abbia bisogno della santità dei suoi servitori per la salvezza del mondo. Chiama a sé le anime che sceglie e la vostra santa vocazione è il dono più prezioso che vi abbia fatto. Questo dono e questo tesoro è messo nelle vostre debole mani; lo portate in un fragile vaso. Vegliate vicino a Gesù insieme ai pastori di Bethleem, affinché questa benedetta mangiatoia sia per voi sorgente di coraggio, di magnanimità d’animo, di purezza, di santificazione. Anche se lontano, sarò con voi spiritualmente unito nel celebrare questa mirabile notte di Natale.
Miei cari ragazzi, che questo tempo di Natale sia per voi il più santo. Questo vi dicevo quando ero tra voi.
Ai santi angeli lascio il compito di sussurrare ai vostri orecchi tutto quello che ancora desidererei esprimervi. Raccomando ai miei confratelli del noviziato e ai professi una grande e reciproca carità, un profondo spirito di preghiera e di silenzio. Il mio buon Louis, sia per loro modello in ciò che devono fare.
Raccomando ai miei piccoli confratelli la docilità, la semplicità, la cordialità, e soprattutto la fedeltà al dolce e tenero Gesù.
Addio, miei ragazzi, vi benedico.

Adrien Gréa

p.s.
non posso terminare questa mia lettera senza prima porgere i miei più affettuosi e sinceri auguri ai miei cari professori e ragazzi Jules, Théophile, Hilaire,… loro degno collega. Sono molto grato per la loro generosa dedizione, più di quanto si possa dire ed esprimere a parole.
Desidero inoltre, in attesa di poter loro scrivere, esprimere la mia riconoscenza al venerabile mons. Guillaumme , un padre per voi tutti, all’arciprete che nei prossimi giorni ringrazierò per i suoi benefici, al degno mons. Cancelliere, che ci raggiungerà, come lo spero.
Addio mie ragazzi, addio, caro padre Samuel.

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     Quaresima 1870

(sopra a sinistra della data):
benedico i miei piccoli fratelli e raccomando loro
zelo nel servizio di Dio durante questo tempo santo.
Non lo dimentichino mai e superino le piccole ripugnanze
e pigrizie della natura con la generosità del loro amore.

Cari ragazzi,

una parola soltanto. Con l’approssimarsi della quaresima anche il nostro arrivederci si avvicina e per questo, vivo i riti sacri del periodo che ci prepara alle feste di Pasqua, nell’attesa del momento in cui mi sarete restituiti.
Chiedo a Dio abbondanti grazie per voi in questa quaresima. Voglio soprattutto che sia un tempo segnato dall’obbedienza, dall’affabilità, dalla pace nella comunità e nei cuori, e dalla crescita nella carità.
Cari ragazzi! Quale grazia Dio vi ha fatto accogliendovi nel segreto della sua casa! Sono certo che Dio benedice questa nostra comunità, e che la farà crescere per la sua gloria e la nostra salvezza, se voi sarete fedeli e sereni nell’adempimento della sua volontà, se voi rimarrete fortemente uniti all’istituto nel quale Dio vi ha aperto la strada della vostra santificazione.
A causa della vostra età tutti, pur nell’osservanza delle pratiche proprie di questo tempo, attenetevi con moderazione a quanto richiesto dalla nostra regola. Vi raccomando in questo di farvi guidare dal buon p. Louis, che vi concederà ogni dispensa che riterrà necessaria; a quanto non vi è possibile fare venga compensato dal fervore del vostro cuore, dai vostri santi propositi, e dal coretto vostro operare.
Addio, cari ragazzi. Vi benedico.    In Xto

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   Roma (21?) giugno 1870

Caro fratel Louis ,

non  è il caso di tardare ulteriormente nell’inviarvi mie nuove; tutto bene, anche se mi rattrista l’essere lontano da voi.
Ho molto sofferto nel venire a conoscenza delle piccole prove che la comunità ha dovuto subire nelle persone dei nostri confratelli. Accettiamole, è Dio che le permette per la nostra salvezza. Le difficoltà del corpo ci aprono all’umiltà dell’anima, e ci ben dispongono ad abbandonarci alla volontà di Dio. Ma non devono scoraggiarci e diminuire la nostra costanza e farci venir meno alla nostra vocazione.
Abbiamo visto delle comunità iniziare con spaventose mortalità e poi riempire il mondo con la loro meravigliosa fecondità. Così fu anche per Citeaux.  Dobbiamo anzi ringraziare Dio per averci risparmiato per lunghi anni, e non dobbiamo credere che entriamo in comunità per sottrarci alle comuni malattie e alla morte.
Siamo perseveranti nella pietà e nella religione e quando dobbiamo ricorrere, nostro malgrado, a mezzi per sopperire alla debolezza del nostro stato, è necessario che i confratelli si lascino guidare dai superiori senza cedere alla tristezza, né ad uno spirito e volontà di debolezza. Ieri ho pregato per voi, p. Louis, mio piccolo fratello Louis, come anche per tutti i confratelli, sulla tomba del grande S. Luigi Gonzaga e poiché per tale circostanza solo ai cardinali e ai vescovi è concesso celebrare su questa, io ho celebrato per i miei ragazzi sulla tomba di S. Stanislao Kostka, figlio spirituale di S. Luigi.
Addio mio caro e buon fratello, saluti affettuosi a p. Samuel, e all’abate Jules, Théophile, Hippolyte, ai ragazzi tutti, ai fratelli tutti che benedico.

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19 gennaio 1870
Cari ragazzi,
non posso lasciar passare la festa di S. Oyand senza venire a voi con la presente. Sono certo che questa bella festa riaccenderà in voi un profondo desiderio di santificazione. Che questo fuoco sempre più si accenda nelle vostre anime fino a bruciarne. Una grande grazia Dio vi ha concesso chiamandovi, come questo grande santo a servirlo come lui rivestiti delle armi delle sante veglie, dei digiuni e astinenze, ma soprattutto della carità e obbedienza fraterna che potete in tante occasioni esercitare nella comunità! Videte ne in vanum gratiam Dei recipiatis. Rimanete fermi e saldi nei vostri propositi e che nulla, né i lavori e le fatiche esterne né le tentazioni e i combattimenti interni, vi distolgano da essi. In questo modo potrete rendervi conto di quale alta ricompensa Dio prepara per coloro che Gli rimangono fedeli.
Obsecro itaque vos fratres mei…. Ut exhibeatis corpora vestra  hostiam viventem, sanctam, Deo placentem, retionabile obsequium vestrum. Et nolite conformari huic saeculo, sed reformamini in novitate sensus vestri, ut probetis quae sit voluntas Dei bona et beneplacens et perfecta. Dico enim per gratiam, quae data est mihi, omnibus qui sunt inter vos, non plus sapere quam oportet sapere, sed sapere ad sobrietatem (Rm 1, 12…)
Addio quindi miei carissimi fratelli in N.S. Vostro per sempre, voi che mi siete stati dati perché abbiate la vita e la vita eterna.
Addio, pregate per me.

p.s.: vi affido alla Santissima Vergine Maria concepita senza peccato. Pregate per il concilio: un dovere importante e di ogni giorno.
Vi supplico, fratel Louis, di non dimenticare di salutare la brava Mariette e di riferirle che qui a Roma prego per lei e secondo le sue intenzioni.

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9 febbraio 1870
Cari fratelli,
 perseverate nella grazia di Dio e affidatevi al suo amore. Lasciatevi guidare dall’amore divino di Gesù per così conoscere quanto sia dolce e umile. Voglio vedervi docili, pazienti, umili, ferventi nella pietà. Semplici e docili di spirito.
Non lasciatevi prendere dallo spirito di disputa e di contesa; che bisogno avete di opinioni? Già siete sulla strada del cielo; una sola è la cosa che vi deve interessare: camminare sempre verso colui che vi ha chiamati. Evitate la grettezza che offende la carità e accresce l’orgoglio di colui che la pratica. Amate il silenzio, il dolce silenzio, il piacevole silenzio: praticatelo quando previsto, ma sempre amatelo. Dal profondo del silenzio del vostro cuore fate che sorga lo spirito di preghiera, in modo che quando pregate possiate dire: paratum cor meum, Deus, paratum cor meum. Il vostro salmodiare scaturisca dall’intimo del vostro cuore; riguardo all’aspetto esterno dell’ufficio, le cerimonie, il canto, siate zelanti, ma di uno zelo ossequioso, derivante dall’obbedire ai vostri maestri e a coloro che vi dirigono e che hanno il dovere di educarvi, nulla compiendo per contesa, per orgoglio, ma solo per amore e per Gesù.
Cari ragazzi, rimarrò per qualche giorno presso la tomba di S. Paolo; sarà una grande gioia colà pregare per voi. Penso di ritornare lunedì o martedì prossimo. Il Vescovo mi concede tre o quattro giorni di riposo che trascorrerò presso il grande apostolo. A lui chiederò di concedervi lo spirito di perseverare nel il vostro santo stato.
Addio, cari ragazzi, vi benedico nel nome della SS. Trinità.

p.s.: che la Ss. Vergine Maria concepita senza peccato vi conceda la grazia di perseverare nella vostra vocazione.











 
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