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12 - canonici regolari immacolata concezione

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Confederazione


Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione
(C.R.I.C.)
   
 
I canonici regolari dell'Immacolata Concezione (in latino Congregatio  Canonicorum Regolarium Immaculatae Conceptionis, sigla: C.R.I.C.) sono una  congregazione di sacerdoti e fratelli, che vivono la vita in comune secondo  la regola di Sant’Agostino. In particolare, praticano la devozione a Maria,  con il titolo di "Immacolata". Si dedicano a tutti gli impegni  propri del ministero sacerdotale, in particolare nelle parrocchie.
 
I canonici regolari dell’Immacolata Concezione sono stati fondati dal  sacerdote francese don Adriano Gréa, che volle dar vita ad una congregazione  che si occupasse della santificazione del clero per mezzo della vita in  comune, la preghiera liturgica e la penitenza apostolica.
 
 
I primi passi
 
 
Don Grea, dopo essere stato ordinato sacerdote, fu nominato cappellano  della chiesa di Baudin fatta edificare dal signor Edmondo Monnier a fianco  alla sua fonderia. Il Gréa formò, con i ragazzi della fonderia, un coro ed un  gruppo di ministranti. A Baudin, il Gréa cercò di dare piena dignità alla  preghiera liturgica e, ben presto, sostituì i ragazzi dell’officina, con  degli allievi interni, che seguiti da sacerdoti, frequentavano gli studi  secondari. Questi allievi, circa una ventina, indossavano un abito clericale,  tonaca bianca con cappuccio nero.
 
 
Il primo riconoscimento
 
 
Il Gréa, nel 1862, fu nominato coadiutore del vescovo. Nel 1869 lo  accompagnò al Concilio Vaticano I, dove ottenne la benedizione da papa Pio IX  per la sua nascente opera.
 
 
Nel 1876 il nuovo istituto aveva, con il sostegno di ben trentacinque  arcivescovi e vescovi, fatto richiesta per il decreto di lode. Cosa che Pio  IX accordò, nonostante l’istituto fosse costituito da soli undici professi,  poiché il fondatore non voleva dar vita ad un nuovo ordine. La Sacra  Congregazione acconsentì al riconoscimento, qualora le costituzioni si  fossero rifatte alle regole degli antichi istituti dei canonici regolari.
 
Nel 1880 i canonici regolari, pur colpiti dai decreti contro i religiosi,  ne furono, di fatto, illesi, grazie all’interessamento del sottoprefetto di  Saint-Claude. Dovettero unicamente cambiare il colore del loro abito e  ufficialmente assumere il nome di "Chierici della Cattedrale",  qualificandosi non più come un ordine religioso, ma come un'associazione dei  sacerdoti della cattedrale.
 
 
La diffusione
 
 
Ben presto, piccoli nuclei di canonici regolari, formati da almeno tre  persone, si allontanarono dalla casa principale per recarsi in altre chiese,  dove svolgere attività liturgica e ministero pastorale. Ragazzi del posto li  assistevano nel canto dell’ufficio e l’amministrazione dei sacramenti. In  queste comunità uno dei canonici fungeva da superiore, ma di fatto  continuavano a far riferimento alla casa madre.
 
Il primo esempio di priorato, ad essere fondato, fu quello di Leschères  (1880), ma ebbe un’esistenza breve per gli ostacoli frapposti dall’autorità  civile. Altri ne seguirono nelle diocesi di Fribourg, di Moulins e nel sud  della Francia.
 
 
L'approvazione definitiva
 
 
Il 12 marzo 1887 fu concessa l’approvazione definitiva con il decreto  Vinea Domini Sabaoth. Nello stesso decreto si rimandava l’approvazione degli  statuti, per i quali si richiedeva una più attenta stesura.
 
Nel 1890, alcuni esponenti della curia vescovile, adducendo motivi  pastorali ed economici, chiesero ed ottennero dal vescovo di Saint Claude di  ridimensionare il servizio liturgico dei canonici regolari.
 
 
Nuova vita
 
 
Il Gréa, dovette accettare la decisione del vescovo, ma decise di  trasferirsi, con tutta la comunità, nell’antica abbazia dell’Ordine degli  ospedalieri di Sant'Antonio, nel territorio di Vienne, diocesi di Grenoble.
 
L’istituto dei canonici regolari, allora all’apice del suo sviluppo,  contava più di cento professi. Decisero, quindi, di portare la propria  esperienza anche in Inghilterra, Perù e soprattutto in Canada. Nel 1903,  però, perseguitata in Francia, la comunità dovette abbandonare la propria  terra d'origine, e trasferirsi in Italia ed Andorra.
 
 
Approvazione delle costituzioni, ma Grèa  esce dalla Congregazione
 
 
Nell’ottobre del 1908, poi definitivamente nel dicembre del 1912, vennero  approvate le nuove costituzioni. In queste costituzioni il Gréa non  riconobbe, però, più la propria opera. Cosa che fece presente, senza  risultato, al prefetto della Congregazione dei religiosi. A queste difficoltà  si aggiunse l'abbandono di alcuni professi, che chiesero ed ottennero il  passaggio al clero diocesano.
 
 
Il Gréa rimase ad Andorra con alcuni padri e studenti, che avevano  chiesto di entrare in noviziato, fino al 1913 quando arrivò l’ordine di  chiudere quella casa. Don Gréa, privato di ogni autorità, chiese ed ottenne,  l’autorizzazione di lasciare l’istituto insieme ad un altro padre di suo  gradimento, così da essere libero di professare in pieno l’antica regola.
 
Il Gréa, lasciando che l’istituto si adeguasse alle nuove costituzioni  approvate, sperava di poter ottenere, per sé e per quanti l’avessero  desiderato, l’autorizzazione a seguire l’ideale al quale si erano  inizialmente votati. Nel 1915, però, fu convinto, dal cardinal Sevina, di  recarsi a Roma per ottenere una separazione ufficiale tra le due comunità, ma  il tentativo fallì. Dopo poco don Grèa, stimato da tutti i canonici regolari  dell'Immacolata Concezione, che continuavano a considerarlo loro fondatore,  morì.
 
Il 2 luglio del 1961 la congregazione è stata ammessa alla Confederazione  dei canonici regolari di Sant'Agostino.
 
 
Indirizzo: Casa Generalizia,  via Federico Torre, 21, I-00152 Roma.
Sito Internet: www.cricitalia.com
 
 
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